PROFONDO BLU


Il calendario agonistico non coincide con quello solare, qui si finisce a giugno e non a dicembre. Nel rugby, a questo punto dell'anno, si fanno i bilanci della stagione passata e si comincia a lavorare per la prossima, la fine si sovrappone all'inizio, si analizza e si progetta, si cerca di supplire alla stanchezza con una doppia dose di entusiasmo.
Per bolognarugby.it e per i suoi lettori il bilancio, quest'anno, si fa contando le perle raccolte dal profondo di quel mare ovale sul quale si affacciano i nostri villaggi.
Se l'anno scorso mi sono immedesimato in un cantastorie che porta da paese in paese, informando e divertendo, i racconti e le novelle degli uni agli altri, quest'anno mi sono riscoperto in quel pescatore con i mutandoni bianchi che si tuffa in apnea e riporta in superficie una manciata di conchiglie che a volte custodiscono preziose perle e altre contengono soltanto un mollusco puzzolente. Così, come ci si aspetta da un mare vivo, il bello e il brutto convivono e si danno un senso l'un l'altro, di certo non ci si aspetta che le conchiglie vuote o maleodoranti vengano ributtate in testa al pescatore come se fosse lui il responsabile della pesca infruttuosa, ma questo è un altro discorso e non è stata certamente questa malaugurata evenienza che mi ha spinto a trasformarmi in pesce.
Esatto, avete capito bene, il prossimo anno bolognarugby.it smette di raccontare o di raccogliere e si immerge nel profondo blu, si impegna in prima persona in quello per il quale mi sono battuto da anni e finalmente ha trovato le condizioni per concretizzarsi: l'unione tra le Società, la collaborazione e la messa in comune di risorse ed energie per cercare di costruire un'opportunità per i giovani rugbisti della nostra città.
D'accordo si tratta di una sola categoria, l'Under 18, è vero, non tutte le Società hanno aderito, ma voglio pensare che questo sia l'inizio, il punto di partenza per superare nella condivisione e nella partecipazione in un'esperienza comune, tutto quello che ci divide e che frena lo sviluppo del nostro rugby.
Sono sicuro che se anche voi aveste visto gli sguardi dei giocatori che da quando si è sparsa la voce si riuniscono numerosi già a campionati finiti al campo della Birra tutti i Martedì e i Venerdì, se anche voi aveste respirato l'entusiasmo e la voglia di imparare con il quale si sono messi a disposizione prima di Ogier e di Guermandino e poi del loro nuovo allenatore Montaguti, se anche voi aveste sentito l'urlo "Zero51" con il quale chiudono l'allenamento, anche voi, ne sono sicuro, vi sareste lasciati trascinare in questa avventura.
Non c'è modo di resistere, non c'è alimento per lo scetticismo, non c'è speranza per il pessimismo, la loro convinzione, l'impegno, la loro certezza nello star facendo la cosa giusta è travolgente. Ditemi voi come si può rinunciare a dargli una mano, a stargli vicino, a sostenerli, a condividere con loro questa esperienza.

Ho già una mezza idea di come trasformare questo sito per raccontare l'anno prossimo questa avventura, spero che entro settembre arrivi anche l'altra metà e così poter continuare a divertirci, assieme, parlando di rugby come abbiamo sempre fatto.

pragmatico - 13/06/2016
Complimenti alla Reno, avete messo assieme tre società per fare una under 18. Anche per quest'anno l'avete sfangata.
peones - 13/06/2016
infangati ma cazzuti....... come la mettiamo adesso????
Anonimo - 13/06/2016
Non è ma cazzuti,l'allenatore si chiama Montaguti!
ec - 13/06/2016
bravo, c'è sempre qualcuno che non sa niente e si rifiuta di capire, qualcuno capace di distruggere quando c'è da costruire, qualcuno che per fortuna non ci frequenta e che eviteremo di invitarlo. Caro pragmatico, se per te 73 tesserati è sfangarla... se per te 30 giocatori che domani vanno a fare un'amichevole a Modena è sfangarla... , caro il mio pragmatico in realtà chi la sta sfangando sono questi ragazzi che ci credono, che vogliono costruire, con l'aiuto e il sostegno delle Società che condividono le loro legittime aspettative, un futuro ambizioso al posto di quello rassegnato al quale sarebbero condannati se fossero rimasti divisi.
Caro pragmatico, basterebbe solo, se ne sei capace, di spostare il tuo focus verso i ragazzi, come sarebbe giusto che fosse, e non verso le diatribe e le invidie societarie nelle quali evidentemente sguazzi come un suino nel suo letame, basterebbe solo che tu rispettassi gli altri che condividono la tua stessa esperienza, come avresti dovuto imparare sui campi da rugby, basterebbe davvero poco per capire la stronzata che hai scritto e che non cancello soltanto perchè tu possa vergognartene un giorno rileggendola, quando quella briciola di rugbista, se ancora è in te, prenderà il sopravvento e invece di denigrare ti spingerà al sostegno come dovrebbe essere nella natura di chi frequenta queste pagine.
Caro pragmatico, te lo dico giusto per farti capire come è cambiata la musica su questo sito e nel rugby che ci piacerebbe in città.
Anonimo - 13/06/2016
scusa, solo per pura informazione (davvero senza polemica).
Mi dici che hai 73 tesserati, ma tesserati a che società ? Per che anno sportivo ? Perché a me risulterebbe che al momento per il 2016-2017 NON si sia tesserato ancora nessuno.
Sicuramente la partecipazione "ad invito" in una nuova sorta di selezione stimola molto adolescenti appassionati di rugby che nel periodo estivo non avrebbero altro da fare, da qui a considerarli tesserati, forse occorre ancora qualche sforzo
in guardia - 13/06/2016
Certamente sono ancora tutti preda dei rapaci, certo, bisogna guardarsi le spalle!
Anonimo - 13/06/2016
Nel periodo estivo si sono sempre fatte le squadre miste tra giocatori per andare ai tornei, questo "progetto no sembra tanto più in la. Da qui a settembre, dopo le ferie vedremo dove arriverete.
ec - 13/06/2016
sto parlando di atleti già tesserati per la stagione appena conclusa, ragazzi che si sono allenati e hanno giocato fino al mese scorso e in particolare
tesserati in uscita dall'U16 di 5 Società che hanno aderito al progetto (2000)
tesserati già in organico nella categoria U18 di 3 Società delle 5 aderenti (1999 - 1998)
è chiaro che dobbiamo scontare gli abbandoni che di solito si verificano nel passaggio di categoria e anche quelli fisiologici all'interno della categoria
ma la alta presenza agli allenamenti, nonostante il periodo inusuale per i rugbisti di Bologna, ci fa sperare in una percentuale di abbandono inferiore alla norma. La Zero51 è nata anche per questo. Solo a settembre sapremo se abbiamo i numeri (e i soldi) per fare due squadre e cominciare a programmare per anno e non per categoria come già fanno realtà più mature della nostra.
Non c'è stato nessun "invito" come lo chiami tu finalizzato all'aumento dei numeri e non si è mai pensato alla Zero51 come a una selezione. Sin da subito mettendo assieme le informazioni ci siamo accorti di quanto fosse ricca in termini di quantità e qualità la realtà bolognese, così dispersi sembriamo quattro gatti (tristi), ma per fortuna non è così, già dai primi allenamenti e nella partitella di Badia ci siamo accorti, ma sopratutto se ne sono accorti i ragazzi, che c'è un'ottima base di partenza e l'atmosfera che si respira è quella di un corpo unito e ben motivato come quella che si respira in una squadra di uguali con gli stessi obiettivi. La domanda vera che ci stiamo ponendo è semmai se noi dirigenti e sostenitori a vario titolo saremmo all'altezza delle loro aspettative e qui, se vuoi, puoi dare una mano anche tu.
Cuore 1928 - 13/06/2016
Melega Daniele - 13/06/2016
In questo articolo si parla di unione delle società, di messa in comune delle risorse, ma come unire le forze in una comunità di destino tutto il rugby bolognese? Le squadre cercano la coscienza con l’attaccamento al blasone, ai colori sociali. Ora, il nemico di questa unitarietà è endemica. La coscienza della comunità di destino ha bisogno di un'identità comune che non può essere la sola identità offerta dai club , che non ha contribuito ad unirci. l'identità deve essere concretizzata dalla appartenenza alla Bologna rugbystica. Ecco che cosa manca, perché si fondi una comunità rugbystica : la coscienza che siamo tutti bolognesi e rugbysti. Solo riuscendo a riconoscere questa come casa comune offriremo un buon rugby ai nostri giocatori.
Attenzione però, già Aristotele, ci suggeriva, che il totale è maggiore delle sue parti. Questo enunciato può sembrare un paradosso ma l’INSIEME delle squadre bolognesi non ne è il TOTALE, perché non sono addizionabili, in quanto, la somma delle società non porta a definire tutto quello che le società fanno. Il mio dubbio è proprio qui. Io credo che la diversità sia una risorsa! non credo ad un insieme come un ammasso, rifuggo l’omogeneizzazione. Credo invece alla peculiarità delle proposte dei diversi club. il problema è l’autoreferenzialità e la proposta O51 è a mio parere risolutiva, perche porta all’interno di questa formazione giocatori di diversa estrazione, con paradigmi interpretativi diversi del gioco del rugby, ci si unisce momentaneamente per far crescere i nostri atleti che poi riprenderanno strade diverse. Quindi credo sia più costruttiva una convergenza e comunità di intenti parzializzata alla under 20, una sorta di università del rugby bolognese e non ad una deprecabile unione delle diverse società.
Cuore gialloblu - 13/06/2016
Povero Melega, speriamo che finisca presto la campagna elettorale perchè lo sta infettando pericolosamente
Cuore 1928 - 13/06/2016
Zero cinquantuno sarà il punteggio medio quando giocherete in casa, contro la penultima.
I trasferta sarà peggio, molto peggio.

Ragazzi, venite a giocare da noi se volete vincere.
Anonimo - 14/06/2016
Aninimus - 13/06/2016
Sì con zero cinquantuno si può anche perdere ma non farete mai la figura di merda che ha fatto fare a noi bolognesi il bologna rugby ritirando la squadra e non pagando i giocatori. Per anni ci siamo vergognati di avere per cugini dei falliti.
Anonimo - 13/06/2016
Aninimus - 13/06/2016
Confondi la mera con la cioccolata la deltalat ha fatto fare una grande figura di merda a TUTTA Bologna. Ci si vergogna in trasferta a dire che eravamo di Bologna....
Piero P. - 13/06/2016
Franco Pavan - 13/06/2016
Parlo per noi profani che vediamo da fuori i vostri, fino ad oggi, divertenti battibecchi, e che adesso non riusciamo più a capire perché quelli del Bologna 1928 debbano covare tanto astio per una attività giovanile che,a quanto pare, ha l'unico intento di dare più soddisfazioni a dei ragazzini che fino ad oggi hanno avuto poche soddisfazioni dal campo.
Loro hanno, da quanto si legge sulla stampa e sul sito internet, un settore giovani nutritissimo, fior di allenatori, da quest'anno addirittura parecchie centinaia di bambini del minirugby, quindi anche un grosso introito di quote d'iscrizione, un grande centro sportivo nuovo con palestre ,bar, ristorante e parco verde in una delle zone più popolose di Bologna, addirittura si sono accaparrati il tecnico che la 051 aveva sperato di avere, degli sponsor invidiabili da chiunque, eppure non gli basta ancora.
Vorrebbero che la 051 non riuscisse nemmeno a partire. Non sembrerebbe nemmeno che sia solo avidità. Hanno paura? Ma di che cosa dovrebbero avere paura non si riesce proprio a capire.
Forse sono in preda ad un delirio di onnipotenza? Sono veramente strani.
Direi che habbiano una psiche collettiva indecifrabile.
Anonimo - 13/06/2016
Non consideri quelli che provocano firmandosi 1928 come reali simpatizzanti di quella società, spesso sono esclusivamente seminatori di gratuita zizzania. Volutamente!
Cuore gialloblu - 14/06/2016
Aninimus - 13/06/2016
Piero P. Io so di cosa parlo. Io so di come ci hanno preso per il culo grazie a quel Bologna...comunque è anche vero e forse giusto che lasci perdere ma veramente non se ne può più di questi invidiosi e piccoli indui
analfabeta - 14/06/2016
........speriamo che torni presto il sole su bologna e che si pensi di più alla fica e meno alle cazzate.....
Fate all'amore, non la guerra!!
Cuore gialloblu - 14/06/2016
Babbo Reno - 15/06/2016
Inizio a pensare che mio figlio ha una gran sfiga a giocare a rugby sotto le 2 torri....
Una gran sfiga!
Scanna SR - 25/06/2016
Nostradamus - 15/06/2016
secondo me la sfiga è di tutti....una volta a Scuola erano bravi e severi tutti, insegnanti, alunni, genitori....qualcuno ha mollato il piccaglio ed ora abbiamo insegnanti incapaci, figli bamboccioni e genitori rompicoglioni...vedi tu se mi sono sbagliato...l'importante è che tutti devono fare la propria parte spesso stringendo i denti, mandando giù anche i rospi, in silenzio!!!
Babbo Reno - 15/06/2016