DICA LO GIURO


E' l'una di notte e ormai il vento forte che ha alzato tutta questa polvere durante il giorno ha smesso di soffiare. Questa mattina quando ho postato l'articolo su Guanluca al Bologna non pensavo che suscitasse un tale putiferio, e in particolare tutta questa incazzatura contro di me, ero abbastanza tranquillo perchè dicevo cose che avevo già scritto altre volte, e, alla mia maniera, stavo dentro un dibattito abbastanza diffuso sul modello di sviluppo di una squadra di rugby oltre ad affermare un principio sostenuto da molti secondo il quale i migliori allenatori andavano impegnati nei settori giovanili.
Invece appena ho pubblicato si è manifestato un livore che probabilmente covava da tempo e che solo ora ha avuto la stura, con accuse di vario genere ma in particolare di essere in mala fede, parziale e in sostanza di essere un sostenitore della Reno, così come un paio di anni fa quelli della Reno mi hanno accusato di essere del Bologna in occasione di un articolo sulla loro tifoseria in occasione del primo derby in serie C. Ma sono abituato a sentirmi appiccicato addosso delle etichette come quando tutti pensavano che ero Lions quando ho dato una mano per la loro Under14 o le Fenici mi hanno maltrattato pensando che fossi Felsina durante il loro primo campionato a XV. In realtà non sono afflitto dal senso di appartenenza pur avendo delle simpatie per una o l'altra squadra ma sopratutto per delle persone che considero amici e che si trovano sparsi in tutte e cinque le società di Bologna. Questa, credeteci o no è la mia natura e forse il mio principale difetto in un mondo di eserciti in divisa (adesso le chiamano merchandising) dove uno per essere deve identificarsi con un modello definito e riconoscibile e delegare ad esso la propria identità, in maniera da semplificare il tutto e adeguarsi alla logica binaria che sta impossessandosi del mondo: se non sei dei nostri sei dei loro, o altrimenti, se sei dei loro non sei dei nostri.
Beh quando questa massa do 0-1, On-Off, Vero-Falso hanno finito di imperversare nei commenti dell'articolo sul nuovo allenatore del Bologna, l'ultimo dei commenti diceva "perchè non racconti anche di come il 1928 ha scippato Ogier che si era giá impegnato con voi?". Ecco adesso ve lo racconto.
Tutto è cominciato con un articolo pubblicato alla fine di settembre delle scorso anno Obiettivo Elite che vi consiglio di andare a leggere perchè all'epoca in pochi lo lessero (solo 300 visualizzazioni) o magari non ricordate cosa diceva. Era un'intervista immaginaria ad un tale Ardizzoni di Padova che avrebbe dovuto progettare e dirigere la ristrutturazione del settore giovanile bolognese per conto di tutte le società presenti e coinvolte in un progetto comune, Commentando questo articolo con Gianluca al telefono mi è venuto in mente che se sostituivo Ardizzoni con Ogier il tutto poteva stare in piedi lo stesso. Cominciammo a parlarne scaricando le batterie dei cellulari e Gianluca era prodigo di consigli, riflessioni, suggerimenti coinvolgendosi fino al punto da dire "prova a mettere giù qualcosa, lavoraci un po' e poi a fine campionato ne parliamo". Sapevo che il suo rientro a Bologna sarebbe stato difficile se non fosse stato motivato da una proposta consistente che lo stimolasse, una missione impossibile, una sfida di quelle che piacciano a lui (e anche a me).
Ho cominciato a lavorarci, scrivendo tre o quattro paginette di progetto e presentandole alle 7 società di Bologna e provincia. Lo spirito del progetto e l'andamento dei lavori fino all'inizio di Maggio sono ben rendicontati in quest'altro articolo JUNA RUGBEO: LA STORIA DELL'U18 CHE VERRA'.
I lavori si sono poi focalizzati nella ricerca di un'armonizzazione di questa iniziativa con i programmi tecnici delle varie società e la soluzione degli aspetti economici e organizzativi, insomma la composizione nella sua complessità di un'operazione come questa ha fatto si che i tempi previsti si siano un po' allungati e che arrivasse, nella sua realizzazione pratica, a ridimensionarsi un po', così quando siamo riusciti a concludere la fase progettuale ed eravamo pronti per partire Gianluca aveva già rinnovato con il Modena.
Il progetto è andato avanti lo stesso sopratutto sotto la spinta e l'entusiasmo dei giocatori coinvolti e l'inizio di allenamenti in comune tenuti anche da Gianluca oltre che da Guermandi che avevano accettato di dare comunque il loro supporto e sostegno in attesa della designazione del nuovo allenatore.
La settimana scorsa si era cominciato a vociferare del trasferimento di Gianluca al Bologna che si è compiuto ufficialmente Giovedì mentre al Martedì si era insediato Montaguti alla guida della Zero51 (ma il nome è ancora provvisorio). Quindi nessuno ha scippato nessuno, anche se mi dispiace che Gianluca, dopo averci lavorato insieme per tanto tempo, non sia della partita e, visto il posto che adesso occupa e la scelta del Bo1928 effettuata a suo tempo di non partecipare al progetto, renda veramente difficile una sua collaborazione in una delle tante possibili forme come soltanto poche settimane fa eravamo rimasti d'accordo.
Per quanto mi riguarda inizia da lunedì un'avventura entusiasmante e con i ragazzi che hanno condiviso questa idea si comincia a fare sul serio, si lavorerà sodo per aprire una strada nuova che attraverserà il rugby bolognese, quindi per correttezza e limiti di tempo mi sento obbligato a chiudere bolognarugby.it, alla faccia di tutti gli 01, i binari, che credevano di sapere con chi stavo, mi schiero definitivamente, non starò ne di qua ne di là, mi troverete con chi si unisce, porterò l'acqua in campo, segnerò le righe in terra, farò qualsiasi cosa ma starò li, assieme a chi sta insieme.

Castore Arata - 04/06/2016
Enzo ti dico tre cose. Hai raccontato le vicende del rugby bolognese con grande equilibrio e competenza, mettendoci sempre la faccia e accettando sempre di confrontarti con le opinioni di altri (quando di questo si trattava). Hai gestito con molta tolleranza chi ha saputo solo insultare, insinuare, denigrare. Hai dato voce a tante persone che, come me, non hanno mai giocato a rugby, ma sanno comunque cogliere i limiti della pratica di questo sport nella nostra realtà locale. Persone che, in un mondo chiuso e autoreferenziale, dove conta l'appartenenza, vera o presunta, prima delle opinioni che esprimi, non hanno voce. Ti assicuro che siamo in parecchi e potremmo diventare ancora di più. Quindi bolognarugby.it NON DEVE CHIUDERE.
Secondo. Ho visto con i miei occhi la risposta entusiasta dei ragazzi Under 18 alla proposta di dar vita ad una realtà finalmente in grado di farli sentire protagonisti e non più comprimari, comparse che si aggirano per i campi da rugby della regione con magliette sdrucite e rattoppate. Quindi già questo rappresenta uno stimolo più che sufficiente a proseguire nell'intento.
Terzo. Va colta fino in fondo la disponibilità delle società che hanno deciso di aderire al progetto 051 (o come si chiamerà). È un bel segnale, un gesto di fiducia in un esperimento che, fatte le dovute proporzioni, può costituire un precedente importante. Proprio perché manda un segnale: ci si mette insieme per fare di più e meglio. Perché facendo si sbaglia, ma è sempre bene provarci, piuttosto che trovare facili alibi nella perfidia di altri (siano essi altre squadre, la burocrazia delle istituzioni, l'insensibilità degli sponsor, e via elencando). Quindi Avanti, Insieme !!!
Melega Daniele - 04/06/2016
051 è il prefisso di Bologna e provincia. Un prefisso è elemento morfologico che, anteposto a una parola contribuisce a formarne un’altra, come ad esempio quello di intendere un modo diverso di “FARE” rugby a Bologna. Il brend O51 Rugby ( anche se provvisorio io l’ho pensato così per le ragioni esposte sopra) per la sua novità , vuole essere la nuova proposta della Bologna rugbystica, cioè formare una squadra del territorio, che coinvolga tutte le società di Bologna e provincia, diversa da quella più di carattere "professionistico" offerto dal Bologna1928. Ovviamente la vera novità non è il nome, che, come in questo caso, ne è solo il vestito più moderno ed adatto al terzo millennio, ma è il fatto che tre lungimiranti presidenti quali Alberghini Sabbioni e Capone (per ora visto che il progetto è stato proposto a tutte le società) abbiano deciso di abiurare gli egoismi dei club di appartenenza , creando una zona franca, dove la comunione dei giocatori faccia crescere questi ultimi tecnicamente ( se ci si allena in 40, ad esempio, i giocatori crescono esponenzialmente anche se li alleno io! figuriamoci con uno competente). Abbiamo perso Gian Luca? io più ci penso più mi convinco abbiamo trovato Montaguti Lorenzo! Ogier è indiscutibilmente il migliore ma ha quasi 60 anni, e il Bologna 1928 che ne ha 88, ha bisogno dell’esperienza di un maturo e posato allenatore per gestire una macchina pesante, che si era impantanata da sola e che sta cercando di riemergere dal fango di un deprecabile fallimento, grazie e per merito dello straordinario impegno di vecchi ex giocatori. La brigata O51 non ha bisogno di un vecchio seppur bravo allenatore come Ogier, ma di un giovane competente come Montaguti , che porti innovazione e spregiudicatezza che l’idea di progresso e rinnovamento che sta dietro la genesi di O51 impone.
Alessandro Zanardi - 06/06/2016
Alfredo (genitore) - 04/06/2016
Visto che hai risposto in modo così chiaro e sinceto alla domanda su Ogier, ti prego di rispondere anche alla mia: E' vero che il 1928 ha rifiutato il progetto? Chi ti ha detto no e quando? Con quale motivazione? A me non l'hanno raccontata così ma vorrei capirne di più e regolarmi di conseguenza.
ec - 04/06/2016
Anonimo - 04/06/2016
Perché vi ostinate a dire che ec odia il bologna? Basta leggere con quanta imparzialità ha scritto il suo post "il gioco del 15"...
Marisa - 04/06/2016
Ciao Enzo, in certo qual modo mi sembra di leggere la storia di Marco... Te lo chiedo per favore, NON CHIUDERE! Leggere i tuoi articoli mi fa stare meglio, e faresti un dispetto a lui...(scusami)
ec - 04/06/2016
Alfredo (genitore) - 04/06/2016
Grazie del chiarimento i fatti sono più o meno quelli che sapevo io. A onor del vero dal tuo racconto non mi sembra che il Bologna abbia rifiutato alcunché, anche perché forse hai tralasciato di dire che ci sono stati degli incontri di approfondimento di cui il bologna è venuto a conoscenza solo a posteriori. Ancora una volta, io l'ho saputa così. Comunque grazie di nuovo.
ec - 05/06/2016
Che differenza c'è tra dire NO e non dire SI?
Sembrerebbe un sofismo, un'argomentazione capziosa, valida in apparenza ma nella sostanza ingannevole, potrebbe essere usato per sostenere l'una e l'altra posizione, all'infinito, lasciando entrambi convinti di aver ragione e far ricadere la responsabilità sull'altro.
Questa ambiguità a Pieve l'hanno risolta rapidamente, hanno riunito il consiglio (mi sembra) hanno valutato la proposta e hanno declinato l'invito con argomenti chiari e ragionevoli che sono stati comunicati e in qualche maniera condivisi.
Lo sviluppo del progetto si articolava su più piani, come hai visto, con Gianluca, con il Pieve e il Bologna, con le Società più piccole e con pochi giocatori coinvolti come i Blues e la Fortitudo e tra quelle che erano già impegnate in un intreccio di collaborazioni già in corso come la Reno, i Lions e i Dragons.
In questa complessità di attori e di caratteristiche, i lavori andavano avanti in parallelo e con modalità diverse affrontando separatamente specifiche situazioni con problematiche differenti. Il fatto che tre società si vedessero tra di loro non rappresentava lo sviluppo del progetto ma solo una fase o un aspetto con modalità interdipendenti tra i diversi attori, anche riunioni più plenarie erano un work in progress per cercare di capire lo stato dell'arte tra tutte quelle che si erano dichiarate interessate. Ti dirò che in realtà che lo Zero51 pur essendo delineato stabilmente nei suoi tratti fondamentali ancora non ha una chiusa, un sigillo definitivo che ne suggella il compimento e la costituzione degli organi dirigenziali nella sua completezza.
Tieni presente che mentre si lavorava a livello societario erano cominciati una serie di allenamenti comuni tra i giocatori delle società interessate tenuti da Gianluca e Guermandi ai quali sono stai invitati attraverso un dirigente/genitore di un giocatore in uscita dall'U16 del Bologna anche quelli del 1928.
Non so se si è capito ma lo Zero51 è nato e si è consolidato grazie al lavoro di tanti attori che armati di buona volontà si sono dati da fare a vario titolo o anche senza nessun titolo per fare qualcosa che permettesse di uscire dalla drammatica situazione di questa categoria e dare un'opportunità ai ragazzi.
Una specie di rivoluzione culturale che ha tratto la sua forza dall'entusiasmo e la disponibilità con le quali proprio i ragazzi hanno accolto da subito l'idea.
Credimi, chi voleva starci ci sarebbe stato, sono state lanciate corde e arpioni perchè chi avesse voluto imbarcarsi su questa nave potesse salirci su.
Anonimo - 05/06/2016
Io mi chiedo perchè Calabrò debba perdere del tempo a dare spiegazioni a gente che comunque sa già tutto ancora prima che succeda qualche cosa.
Il paraocchi serve proprio a fare in maniera che il somaro stia tranquillo e non devii dalla strada.
Anonimo - 05/06/2016
Tante parole per dire una cosa semplice: la Reno potrà soddisfare l'obbligatorietà con una U18 in cui confluiscono Castello e Lions che non hanno U18 e squadre seniores. Pieve e Bologna hanno le seniores e vogliono mantenere le filiere giovanili. Condiscila con tutta la fuffa che vuoi ma questo é il succo. Perché Balsemin e Paolini dovrebbero dare giocatori alla Reno?
Alfredo (genitore) - 05/06/2016
È proprio dal genitore che tu citi che noi altri genitori lo siamo venuti a sapere il giorno prima di un allenamento e abbiamo anche saputo delle riunioni fatte alla Barca. Devi ammettere che il canale del genitore non é il miglior modo per comunicare se volevi ottenere il risultato che ti eri prefisso. Mettendomi nei panni della societá forse anche io sarei rimasto infastidito ma tiposso assicurare che a noi il bologna era sembrato interessato al progetto. Peccato
fans 051 - 05/06/2016
Vi state cagando addosso. Fate bene!
Si sta realizzando quello che vi terrorizza, un movimento del territorio, lo 051, che, invece che estinguersi a vostro vantaggio, vi lascierà al palo. Alla faccia di tutte le vostre raccomandazioni in federazione e di tutte le vostre aderenze altolocate. Potete cacciare tutte le balle che volete, ma tutti sanno benissimo che voi non potrete mai partecipare a niente perché voi siete rinati solo per soddisfare il vostro egoismo individuale. E adesso macerate nell'invidia e nella paura di non trovare più sangue da succhiare.
giulio rizzi - 05/06/2016
Secondo me Alfredo Genitore sa di falso, come una carta da 37 euro.
Alfredo (genitore) - 05/06/2016
Giulio Rizzi, ho solo provato a fare un ragionamento pacato nell'interesse di mio figlio e dei suoi coetanei; comunque se quello che dico ti sa di falso solo perché non offendo nessuno, mentre invece fans 051 ti sa di autentico, non preoccuparti perche questo é il mio ultimo intervento. Divertitevi tra di voi.
giulio rizzi di Medicina - 05/06/2016
Sembrano fasulli tutti quelli che non si palesano. Fasulli e pavidi, come il 90% degli interventi di questo sito gestito da un onestuomo, ma frequentato da molti fasulli.
giulio rizzi - 05/06/2016
Quando vai a scuola da tuo figlio, ti presenti ai prof come Alfredo Genitore?
Ec - 05/06/2016
No, non mi riferivo al genitore ma ad un altro episodio dove i genitori non c'entrano. Ma se il 1928 era veramente interessato perché nessuno mi ha telefonato? Visto che sono stato io a proporglielo. Oh siamo rugbisti o dei fighetti che se la tirano? Di che cosa avevano paura, quali remore avevamo, boh c'è qualcosa che mi sfugge....
Reno boy - 05/06/2016
Alfredo genitore l'ultimo tuo commento è la cosa più intelligente che hai scritto da quando hai aperto bocca.
a richiesta della redazione - 06/06/2016
Per evitare un malinteso che potrebbe fare credere scorrettezze che non ci sono state, faccio un'eccezione e intervengo. Poi basta.
Mi rivolgo al sig. Alfredo (badi bene non ho scritto IL SIGNOR per non offendere). A proposito del frainteso contatto tra genitori, io Marco Pivatelli, dirigente accompagnatore (con una squalifica di 4 anni rivalutabili per aver mangiato il pallone di Lelli) dei Draghi di Castel S. Pietro, chiacchierando con il mio amico fraterno Tud (Franco Rizzoli) che è un dirigente del Bologna Rugby di quelli che possono andare al piano di sopra, gli ho raccontato con entusiasmo del primo allenamento sperimentale della Highway 051 tenuto in modo magistrale dal comune amico Gian Luca.
Siccome quello successivo si sarebbe tenuto a casa dei Draghi con anche la partecipazione del nostro vecchio allenatore Guermamdino e sapendo che il suo ragazzo é del 2000, gli ho detto : - bén, ma perché non vi caricate in macchina quei ragazzi che ne hanno voglia e venite a vedere se vi piace? Guarda, senza coinvolgere le società per adesso, in maniera molto informale -
Tud mi ha risposto che forse per quella volta li i suoi ragazzi avevano già un impegno, ma ne avremmo riparlato. Ecco. Poi io non ho più insistito per non metterlo in imbarazzo, perché putroppo il nostro, da qualche anno, è un rapporto come quello di Giulietta e Romeo. Ecco.
E adesso rinnovo il mio saluto e richiudo per sempre : dai 20 anni in su ANDATE TUTTI A CAGARE!
Anonimo - 06/06/2016
Sostanzialmente pertanto
le società sono state avvertite con inviti fatti al bar a genitori di possibili giocatori, "in effetti" di accordi con gli allenatori non ne erano stati fatti ma ugualmente ci si lamenta che siano stati "scippati" al Progetto
"pare (ma non è verificato) che la FIR permetta di utilizzare ad ogni Società i propri giocatori per le obbligatorietà" .
In questo caso non sarebbe null'altro che una situazione analoga al centro di formazione U16 tanto criticato e boicottato da vedere la quasi esclusiva partecipazione dei giocatori del 1928.
E' davvero strano che pur senza certezze appurate, le Società partecipanti a questo Progetto ritenessero scettici i dirigenti dello stesso 1928.
Anonimo - 06/06/2016
paolo boldini - 04/06/2016
Non chiudere questo spazio on line,sarebbe un peccato...
romano rambaldi - 04/06/2016
Degli argomenti trattati sul tuo blog in questi ultimi due giorni, caro Enzo, quello che maggiormente mi coinvolge emotivamente riguarda la decisione di chiudere bottega privandoci di una palestra dove possiamo contribuire a far progredire il movimento rugbistico della nostra città. Gli altri argomenti trattati se pure importanti passano in secondo piano.
Aaa.nonimo - 04/06/2016
Calabrò tieni botta, non chiudere.
Anche se è dura sbattersi per essere poi offesi.
Sembra il destino di un arbitro, che ogni tanto sbaglia e fa inferocire tutti (anche quelli avvantaggiati, basta tornare all'ultimo derby).
Ma a differenza dei arbitri, tu se hai sbagliato hai sbagliato poco, o niente; è che ogni tanto il tifoso-tipo vorrebbe una fischiata sbagliata a proprio favore, per godere il doppio.
Comunque, è evidente come il tutto sia avvelenato dal comportamento della società di Paolini, nonchè quelli che lo sostengono.
Molti di quelli che a Bologna volevano riunificare partivano dal presupposto di essere poi loro il nocchiero al timone (proprio quello che gli altri non volevano).
Ora il Bologna 1928 si sente più forte degli altri, sia economicamente che "politicamente", quindi sta solo aspettando che gli altri falliscano in ciò che si sono proposti.
Dai, forza Calabrò e forza 051!
Pok - 05/06/2016
1 9 2 8 - 04/06/2016
noi magari avveleniamo tutto ma voi fallirete miseramente
Reno boy - 05/06/2016
La merda che si ribalta nel barile, la partita tagliata male doveva essere davvero grossa...
Anonimo - 06/06/2016
lupo solitario - 04/06/2016
Se non ricordo male ,il bologna 1928 che è fallito miseramente anni fa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Anonimo - 04/06/2016
g savini - 04/06/2016
i 10 minuti del lunedì mattina dedicati al tuo sito sono una piacevole abitudine, non credo di essere l'unico... vai avanti
Zaiot - 04/06/2016
Enzo se chiudi mi incazzo e prometto di strapparti tutte le sigarette che fumi.
Non dar retta a coglioni tipo 1928 e non far la bella gnocca a farti desiderare.

Spegneresti l'unico sito e blog intelligente sul rugby bolognese
A proposito , conoscendoti, non puoi essere tu a scrivere cose intelligenti, resta il mistero chi sia il vero scrittore. Se chiudi non lo saprò mai
Yes - 05/06/2016
g.g. - 04/06/2016
Chiudi pure, vai tranquillo !
Anonimo - 04/06/2016
g.g. for president
Anonimo - 05/06/2016
Si chiudi pure. L'avevi giá promesso qualche tempo fa e non l'hai fatto, ora per favore mantieni la promessa, hai la tua squadra occupati di quella forse ti rimpiangeremo ma potremo finalmente disintossicarci dalla cattiveria che hai scatenato in tutti noi.
Anonimo - 05/06/2016
Anonimo - 04/06/2016
Caro anonimo ti ricordo che porti il codice 1 Fir senso semplicemente grazie ad un favore del CUS che partecipò facendo manini (chiedi a Pino Rita) ad una manifestazione..la legge non è uguale per tutti...solo il tempo è galantuomo!!!
Anonimo - 04/06/2016
Caro tu, forse non sai che gli attuali 1928 da anni finanziavano il Cus ( chiedi a Pino Rita) per fare attività e mantenere il titolo
fans 051 - 05/06/2016
Curioso - 04/06/2016
Dr. Calabrò,
chiedo un suo expertise:
avere una franchigia come il Romagna od i Medicei a Firenze (credo che mettere d'accordo Prato con Firenze sia stata un'impresa titanica) è così impossibile?

O Paolini spera di farlo con la forza del potere economico e dall'alto dell'affiliazione n. 1, assorbendo le altre derelitte cugine (o meglio portandogli via le migliori risorse umane)?
Perchè se il pensiero è questo credo che nel rugby bolognese i vaffanculo non solo rimarranno, ma aumenteranno....
ec - 05/06/2016
Curioso 2 - 04/06/2016
Già, non si potrebbe fare come il Romagna, che ha iniziato in A1 e funziona talmente bene che ora è comodamente in serie B.
Oppure i Medicei , che hanno assorbito un diritto sportivo diA ed uno di B e dopo un solo anno si ritrovano ad avere faticosamente mantenuto la A e retrocessi dalla B in C.
Ci sono altri esempi difranchigie che hanno funzionato così bene ? Forse l' URB oppure il GRAN Parma ? Da chi si dovrebbe trarre esempio?
Curioso - 05/06/2016
Anonimo - 05/06/2016
A leggere il tuo articolo capisco che non avete chiuso l'accordo con Ogier perchè lui aveva rinnovato con il Modena, perciò avete pensato a Montaguti. Ma invece Ogier non aveva rinnovato...
ec - 05/06/2016
Matteo 6,1-4 - 05/06/2016
solo per intenditori
1 Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli. 2 Quando dunque fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. 3 Quando invece tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
Yes - 05/06/2016
mi troverete con chi si unisce

Detto da chi pare avere ben altre intenzioni ........... si chiudi va che è meglio
Garrone - 05/06/2016
Vedo che gli amici del 1928 si stanno facendo degli amici.
Comportamento coerente per chi si è rinato grazie agli amici deli amici.
alberto natale - 05/06/2016
1928 a.r.c. (ab rugby còndito):

- nel 1927 era stata registrata a Bologna la prima società sportiva italiana di palla avvelenata, col nome "Bologna 1927", ma nello stesso anno nacquero a Bologna altre 200 società sportive di svariate discipline, tutte col nome "Bologna 1927". Quelli della palla avvelenata non la presero bene e cominciarono a sfidare tutte le altre compagini, in partite mortali con pungiglioni avvelenati da stricnina, nascosti dentro al pallone (sostenendo, con qualche ragione, di averne pieno diritto): furono proprio loro a definire il concetto di "i numero 1" (titolo che all'epoca riguardava piuttosto gli avversari), a causa del fatto che il primo giocatore che si presentava in campo ne usciva subito dopo orizzontale. Infatti, morto il primo giocatore, si continuava a chiamare in campo il giocatore "numero 1". Da qui nasce la definizione singolarissima de' "i numero 1".
- l'anno successivo nacque il rugby e non solo a Bologna, ma contemporaneamente in tutto il mondo; ma soprattutto accadde che gli anglosassoni e neozelandesi retrodatassero furbescamente la nascita delle loro società sportive, con la scusa che in Italia si usava ancora il calendario gregoriano (o quello Maya, a seconda delle fonti); prima il rugby non esisteva e al massimo si faceva qualche rissa per strada e ci si tirava i sampietrini che in quei tempi erano ovali; a Bologna in particolare, se proprio si voleva fare sport, si andava all'ippodromo e si drogavano di nascosto i cavalli, confondendo spesso i propri beniamini con gli altri: da qui nacque l'espressione "puntare sul cavallo sbagliato; nello stesso anno infine la parola "rugby" comparve sul vocabolario dell'Accademia della Crusca, con la criptica definizione "sport destinato a durare nel tempo e negli anni 1000 e non più 1000".
pink girl - 05/06/2016
Fazioso ...
Alessandro Zanardi - 06/06/2016
Uno che conta - 05/06/2016
Stop, ne ho piene le palle di tutte queste esternazioni del cavolo, per tirare su il rugby a Bologna bisogna solo "lavorare" perchè non serve a nulla "parlare, parlare e parlare" mentre a lavorare solo pochi e ritenuti fra l'altro anche coglioni! E tutti a dare aria ai polmoni e "parlare, parlare e sparlare" di Tizio e di Caio, bona ragazzi, tirarsi su le maniche e "sudare, sudare e faticare" voglio vedere altri a metterci la faccia ed il portafoglio vedo e sento gente che fa progetti, prenota allenatori ohh...ma avete chiesto a chi conta, rispettando in primisi il lavoro fatto con le palle, ditemi in quanti avete la tessera da Dirigente di Club in tasca per poter parlare...Stop lavorare in silenzio, Enzo spegni il sito per un paio di mesi e/o almeno duranrte tutta l'estate, sto tartassamento di palle non porta niente di buono, servano fatti e non p...non mi firmo perchè avete già capito chi sono!
pink girl - 05/06/2016
Che muscoli .... guys!!!
Anonimo - 05/06/2016
Ma chi sei? Marchionne? Qui si scherza e si gioca tra anonimi mascherati uno dall'altro e tu salti fuori con delle minchiate tante. Ma vedi di andartene con la tua tessera da presidente.
Reno boy - 05/06/2016
alberto natale - 06/06/2016
Complimenti! Qui siamo al bue che dà del cornuto all'asino. Firmarsi "Uno che conta" e poi qualificarsi come dirigente è anche un bel doppio salto carpiato e rovesciato, oltre che un giochino discutibile: o ci si fa riconoscere o non si fa il trucchetto del tirare il sasso e poi nascondere la mano. Poi, francamente, questa retorica della gente che lavora vs quelli che parlano e parlano è alquanto stucchevole. Anche quando si parla si lavora (anzi, la parola è lavoro per eccellenza) e se si parla male si pensa e si lavora male (cit. Nanni Moretti). Quindi questo tono da padrone del vapore, che solo lui fa fischiare il bastimento e fa tener la rotta, è molto fuori luogo, specialmente in un blog, dove dovrebbero confrontarsi liberamente delle opinioni e non fare sfoggio di patenti da corsa, rilasciate magari da Sua Maestà. Qui, caro signore, lei conta come conto io, e non mi faccia venire in mente "Il Marchese del Grillo".
Lillo 65 - 06/06/2016
Penso che tu Alberto faccia riferimento alla frase "....io sono io e voi non siete un c....o!!" ??? O mi sbaglio??
alberto natale - 06/06/2016
No, non sbagli.
Uno che non conta - 06/06/2016
Poldo - 06/06/2016
Ahh Ahh Ahh!!??
Melega Daniele - 06/06/2016
Perché tanta meschinità e livore? non può essere che dietro il progetto 051 rugby ci sia la voglia di fare crescere tecnicamente dei ragazzi di Bologna, che sino ad oggi dovunque sono stati e nonostante hanno preso delle sonore paghe accumulando frustrazioni e galattiche figure di merda? Negli ultimi 20 anni quanti dei nostri ragazzi (Reno, Bologna 1928, Lions Pieve Castello) sono andati a giocare in serie A?probabilmente siamo un branco di ridicoli e soprattutto di scarsi giocatori presuntuosi allenatori e incompetenti dirigenti per non parlare della scarsa preparazione dei cosi detti tifosi. Ora io credo, anzi affermo, avendo seguito( non in prima persona) la nascita dei O51 rugby che dietro questo progetto ci sia un desiderio di provare a costruire qualche cosa di diverso dalla appartenenza ad un club specifico, avere la consapevolezza che in 30 o addirittura 40 giocatori gli allenamenti sono ALLENAMENTI con un numero di atleti cosi grande nessuno ha il posto assicurato. Mi auguro che il Bologna 1928 e il Pieve si uniscano a questo progetto o ne propongano un altro magari migliore ma NON nell’interesse miope ed egoistico del club come fino ad ora è stato fatto da TUTTI ma che abbia il focus sulla crescita tecnica dei ragazzi che si sono affidati a noi perché gli “insegnassimo” tecnica e valori del rugby .
Fans di Melega - 06/06/2016
Forse sei ancora in tempo a candidarti sindaco.
più pragmatici - 06/06/2016
Bravo, adesso voi datevi da fare per il meglio, intanto noi andiamo in serie A così quelli validi ce li girerete come sarà naturale.
william osti - 06/06/2016
Alberto Alberghini - 06/06/2016
Bravo Melega e aggiungo ...... in sintesi migliori non siamo noi ma quelli che verranno!!!!Quindi largo ai giovani. Pres.te Bologna Lions
più pragmatici - 06/06/2016
Alberto Alberghini - 06/06/2016
lei...si scrive Lei a casa mia...supponente,ignorante oltre che coniglio!!!
carbonaro1 - 07/06/2016
ma non capisco una cosa, perché una persona di 60 anni (Credo che il Sig. Ogier abbia più o meno tale età, se ne ha meno mi scuso in anticipo) non è libero di andare al 1928 in pace, senza far nascere così tanto astio in giro per la provincia e dintorni? Capisco i desideri che ognuno di noi può avere, ma poi un Uomo come lui potrà ben decidere in pace e serenità della propria esistenza?Senza dover rendere conto a "fanciulle" innamorate, ma mai illuse......
Fate la pace, non la guerra.... vivete in serenità e prosperità e che le varie strade intraprese possano essere di grande soddisfazione per ogni attore, al 1928, allo 051, alla Reno, ai Laions, al Castello, alla Fortitudo e quanti altri operano nel regby bolognese. Un sentito e sereno in bocca al lupo a tutti quanti, di cuore.