JUNA RUGBEO: LA STORIA DELL'U18 CHE VERRA'


Visto che sono stato tirato in ballo devo anticipare il racconto del "progetto di progetto" al quale mi sono dedicato da un paio di mesi a questa parte e che avrei voluto parlarne più compiutamente il giorno della sua presentazione concreta.
Riguarda la categoria U18. Il campionato appena concluso ha visto impegnate in questa categoria 4 squadre del bolognese, tutte e quattro con risultati decisamente deludenti, nel girone emiliano la Reno le ha perse tutte e il Bologna ha vinto solo quelle contro la Reno, in quello romagnolo i Dragons non sono riusciti a finire il campionato e il Pieve è arrivato penultimo anche sotto la seconda squadra del Modena. Il problema dei problemi è che le prospettiva concreta è quella di ripetere nella prossima stagione le stesse performance, totalmente inadeguate alla formazione dei giocatori che dovrebbero alimentare i ranghi delle squadre senior delle rispettive società.
Per farla breve ho scritto quattro paginette con elencate le condizioni di minima, dei principi tutto sommato scontati e banali per chi fa rugby da tanti anni, per avere della qualità in uscita da questa categoria. 1) un numero di giocatori sufficiente per fare due squadre divise sulle due annate, 2) un tempo di sviluppo pluriennale necessario per innestare e consolidare le dinamiche di un processo formativo 3) allenatori con esperienza e competenza in grado di lavorare a cavallo tra il settore giovanile e lo sbocco in una categoria senior e capaci di svolgere una funzione formativa degli allenatori delle squadre giovanili delle società coinvolte.
Poiché al momento attuale nessuna delle società del bolognese era in grado da sola di soddisfare queste condizioni la proposta/progetto dal titolo scritto in esperanto Juna Rugbeo (giovane rugby) si proponeva come un'opportunità lanciata a tute le società con squadre o giocatori U18 per cominciare a ragionare ed eventualmente organizzare un'attività seria, in senso sportivo, per questa categoria ma sopratutto rispettosa delle aspirazioni e dei diritti dei tanti ragazzi coinvolti.
Nel progetto erano indicate anche delle ipotesi organizzative e di regolamentazione degli aspetti economici e di gestione dei flussi dei giocatori con obiettivi e compiti che ogni partner doveva sottoscrivere e rispettare.
Queste quattro paginette, ma sopratutto l'dea che volevano promuovere, sono state consegnate e sommariamente presentate ai dirigenti delle 7 società del bolognese con giocatori in età e in particolare ai presidenti del Pieve e del Bologna 1928 e a quelli delle 5 società già coinvolte in un intreccio di collaborazioni già in essere (Blues di S. Agata, Dragons di Castello, Fortitudo, Reno e Lions)
La quattro paginette, come fossero una carta moschicida, hanno saputo attrarre alcune mosche dello sciame rugbistico bolognese, altre mosche non si sono attaccate e hanno continuato a ronzare (si fa per dire) attorno alle loro più che legittime ragioni e idee di sviluppo.
Come era naturale che fosse le Società che già collaboravano nelle categorie U16 e U18 hanno visto in questa opportunità l'occasione per fare un salto di qualità nelle relazioni e negli schemi organizzativi, o forse negli obiettivi che già si proponevano, o forse il modo di risistemare le relazioni intersocietarie, o magari hanno capito l'essenza del progetto e ne hanno condiviso le forme e gli scopi. Sta di fatto che si è cominciato a lavorare, prima scambiandosi idee e poi elaborando schemi, ipotesi organizzative e logistiche, preventivi economici, loghi...
Il mio compito dopo la fase di informazione e promozione è stato quello di regolare e coordinare le risorse che si sono rese disponibili, non ho voluto insistere o sollecitare quelle che invece non hanno dato segnali anche minimi di adesione al progetto perchè, ho pensato, che una cosa così o sei convinto di farla o è meglio che ne stai fuori e lasci lavorare gli altri, o aderisci con entusiasmo cercando attivamente soluzioni ai problemi o di problemi alla fine ne crei più di quelli che già ci sono.
E' chiaro, e l'ho chiarito negli incontri che ho fatto anche con il Pieve e con il Bologna, che le porte del progetto sono aperte sia in fase di costruzione sia quando e se il treno si mette in moto, è chiaro che l'apporto convinto di ogni risorsa organizzata o spontanea a questo tentativo di far crescere e dare soddisfazioni ai nostri ragazzi è ben accetto e necessario. Però intanto la cosa doveva andare avanti, e non poteva essere altrimenti visto il ritardo con cui ci stiamo muovendo e il gap che ci separa dalle altre realtà rugbistiche che ci circondano,
Entro la settimana prossima dovrebbero chiudersi gli accordi di massima e iniziare la costruzione degli staff sia dirigenziali che tecnici, intanto sono cominciati degli allenamenti congiunti, giusto per raccogliere l'entusiasmo con il quale i giocatori hanno accolto questa prospettiva. Il clima è positivo e come diceva Mao The Tung "c'è una grande confusione sotto il cielo, la situazione è eccellente".
Enzo Calabrò

Tiziano Taccola - 02/05/2016
Auguri, caro Enzo.
Zaiot - 02/05/2016
Vai Calabrinsky,a rullo
M'arcopivatelli - 02/05/2016
Highway è meglio perchè è più bello. E BASTA!
d'accordo - 05/05/2016
Michele Testoni - 03/05/2016
Speriamo, ma cinicamente ci crederò quando lo vedrò!
M' - 12/05/2016
Meno cinicamente, potresti aiutare anche tu. Altrimenti poi, ai cinici, toccherà solo stare a vedere.
Anonimo - 12/05/2016
Voce del popolo - 08/05/2016
Decideranno i giocatori quale nome scegliere :)
M' - 09/05/2016
d'accordo - 09/05/2016
concordo, però chiederei in favore, non si riesce ad ingrandirlo, per leggere bene la scritta sotto, è possibile farlo vedere meglio......è molto molto bello!Il più bello!
melega - 09/05/2016
carissimi Rousseauiani da quando un nome di una squadra la scelgono i giocatori? magari anche allenatore e dirigenti ? a me questa storia della democrazia diretta sta un po stretta....
Decide chi paga. Io personalmente preferisco Rugby 051 o meglio 051 senza Highway perche svilisce e toglie pregnanza al significato principe del logo 051 che sottlinea la bolognesità del progetto senza inutili e vetuste e sopratutto gia viste americanate
Anonimo - 09/05/2016
M'arcopivatelli - 09/05/2016
Melega, SERVO DEI PADRONI!
Macchè decide chi paga d'egirtto, POTERE ALLE MASSE!!
Il campo è di chi lo gioca!
Il comitato rivoluzionario dei lavora... giocatori deve decidere autonomamente come chiamarsi.
E' iniziata la RIVOLUZIONE CULTURALSPORTIVA!


CE N'EST Q'UN DEBOUT, CONTINUONS LE COMBAT!
M' - 09/05/2016
We shall overcome,
We shall overcome,
We shall overcome, some day...

Let's go guys!
Bersani - 09/05/2016
Main sponsor "Avanti Popolo"!!!!
Melega - 10/05/2016
Caro anonimo 40132 si chiama la sezione dei lions alla birra poi il Codice di Avviamento Postale - del comune di Castel San Pietro Terme è 40024 quindi non va bene il 40100 in quanto non univoco e non comprende la provincia.
Ancora con Joan Baez BASTA poi cosa proponi come inno El pueblo unido jamas serà vencido .....invece di domandarti "marco" Pivatelli? mo marca chi ti pare e lasa perder le rivoluzioni...mi piace ricordarti
senza passare per antidemocratico che pero in fondo forse lo sono il popolo italiano lasciato libero di decidere ha scelto per 40 anni la DC e per 20 Berlusconi....
M'arcopivatelli - 10/05/2016
Anonimo - 10/05/2016
Rugby 051. e basta
Carlino - 10/05/2016
la Telecom dà qualcosa?
Massimiliano Zanardi - 11/05/2016
Siete solo un branco d'inconcludenti io lo avevo gia' detto venti anni fa...come fare.. basta...lo avevo gia' detto venti anni fa, vi vuole un progetto. Un progetto di chi sta sopra e chi deve venire sotto cosi' il sottosopra ci unisce al vertice di cui la base ne e' l'espressione autoctona .. Capito? Ma io lo avevo gia' detto VENTANNIFA'. Quindi no, non ci sto? e mi faccio un clebs da
solo cosi' vedrete... il nome? ve lo diro' fra ventanni(fa).... Firmato..... CHIMICAPISCE E' BBBRAVO
M' - 11/05/2016
M'arcopivatelli - 12/05/2016
Oh, MELEGA, ti rimando al 7° intervento, dove potrai trovare un suggerimento per chiudere il dilemma del nome della squadra :
L'èmejciaverchesterdavadder Rugby
fra vent'anni - 12/05/2016
la risposta ve la daro' fra vent'anni
Alberto Alberghini Pres. Bologna Lions - 12/05/2016
i Lions con cda del 10/5 us hanno deliberato di aderire al progetto....e si impegneranno a conferire al progetto u18 per 3 anni i giocatori nati dal 1998 al 2003, senza portare in dote "ombre di campanile" ed iniziando a metterci la "faccia" come sempre!!!
Alberto, Aldo, Pierino & Giorgio
M' - 13/05/2016
Poldo - 12/05/2016
Cazzarola....cresciuti a pane e salame e birrette ma sopratutto con poche pugnette sti ruvidini dei Lions