PALLALLALA


Bologna 46 Firenze 15

Chi ha un'ala come quella sinistra del Bologna vince facile, sempre che riesca a fargli arrivare la palla, ci pensa lui, con uno scatto, un cambio di direzione o un passaggio smarcante dopo aver superato il proprio avversario diretto, a finalizzare l'azione e far girare il cartellone segnapunti.
Da quando il Bologna l'ha capito porta a casa le partite, semplicemente, facendo correre la palla per la traversa del campo, in parallelo alla linea di meta fin tanto che non arriva all'ala che verticalizza e segna oppure crea grossi problemi alla difesa avversaria.
Nel primo tempo della partita del Bologna contro il Firenze questo schema, che non prevede l'utilizzo di ball carrier, inserimenti dell'estremo, o altri stratagemmi per confondere la difesa, ha prodotto 3 mete e messo al sicuro il risultato, punto e basta, non c'è bisogno di aggiungere altro per spiegare la partita, semplice e lineare.
Ci si sorprende soltanto che con un giocatore così in campo il Bologna non lo abbia sfruttato da subito o non sia riuscito a servirlo con qualità e continuità, anche nella prima fase del campionato.
Dall'altra parte, quella del Firenze, lo schema era diametralmente opposto, la palla non si allontanava di un metro dal pacchetto di mischia, pick and roll infiniti rilanciavano l'azione sullo stretto anche quando nel largo c'erano uomini e spazi abbondanti. Un gioco cocciuto e ignorante, probabilmente preordinato e preparato durante la settimana ma capace soltanto di far irretire i trequarti che pur vedendo ghiotte opportunità di finalizzazione rimanevano nell'attesa frustrante di una palla che non arrivava mai.
Due modi di interpretare la partita, e nel rugby ci sta questo e quello, come strategia di gioco ma anche come spettacolo, C'è a chi piace il contatto rude e possente dello scontro tra gli avanti e chi si emoziona con la leggerezza di un ovale lanciato nell'aria e raccolto da mani protese che incrociano la traiettoria della palla come fosse un destino piuttosto che un'abilità.
Nello sport agonistico, però, quello che conta è il risultato, lo spettacolo e l'estetica sono piaceri che si gustano in tribuna e non negli spogliatoi, nel campo da rugby il rumore che piace è quel tonfo rotondo che fa la palla quando viene schiacciata in meta e se non lo si ode vale la pena cambiare strategia e tentare in altro modo.
Così avranno pensato i giocatori del Firenze dopo che il primo tempo si è concluso con tre mete a favore del Bologna e soltanto una per la loro squadra.
Questa era una partita che i fiorentini dovevano vincere e perdipiù con bonus se volevano continuare a sperare di rimanere in B e allora ci stava anche assecondare le richieste insistenti dei trequarti e provare ad aprire la palla.
Alla prima apertura dei fiorentini la palla cade a terra, va bene, ci sta, la seconda viene intercettata, la terza persa malamente in una trattenuta a terra. La quarta non c'è stata, un avanti nell'incrociare l'apertura sul cammino di una mischia ordinata è sembrato che sottovoce gli dicesse "hai capito perchè non ve la passiamo?". Si ritorna agli schemi del primo tempo, il Firenze tutto con gli avanti e il Bologna palla alla mano. Il gioco non cambia e il risultato nemmeno, anche nel secondo tempo sono tre le mete per il Bologna e una soltanto per il Firenze con il punteggio che si aggiusta con i piazzati e le trasformazioni.

Il Bologna ha vinto senza riuscire a salvare la Reno, nel senso che i gialloblu si sarebbero salvati lo stesso con quel punticino di bonus ottenuto in trasferta che vale la permanenza in B in salsa autarchica, un punto che lascia al derby di domenica prossima una chiusura di campionato in chiave test match, da interpretare come anticipo di quelli della prossima stagione.

Aaa.nonimo - 26/04/2016
Ma quanto costi? Ma quanto mi costi?
Thohir - 26/04/2016