CHI SEMINA RACCOGLIE


Quando si guardava il 5 nazioni in televisione oltre ad ammirare il gioco dell'olimpo del rugby europeo si rimaneva estasiati nel vedere quei campi erbosi, con le scarpe dei giocatori nascoste tra i ciuffi d'erba alti fino al malleolo. Si sognava di giocare in campi come quelli invece che in quelli duri come l'asfalto nei quali ogni domenica ci scorticavamo le ginocchia. Beh, a S. Agata c'è un campo come quelli, con l'erba alta e dei ragazzini con le maglie a strisce orizzontali come quelle degli inglesi che giocano senza paura di cadere per terra.
Sono le squadre della Reno, del Carpi e della Fortitudo che si sfidano nel triangolare U14 del sabato pomeriggio. Sono andato fin là perchè quest'anno ho scelto, tra tutte quelle di Bologna, l'U14 della Reno come squadra per la quale fare il tifo, quando posso la vado a vedere ne seguo i miglioramenti, ne conosco e sono riconosciuto dai giocatori e principalmente, mi diverto a vederla giocare. Giuro che è solo per questo che sono andato fino a S. Agata e non per la grigliata di pesce offerta nel terzo tempo, come potrebbe insinuare chi mi conosce bene.
Tra tutti i giocatori di quella squadra ce n'è uno in particolare che osservo dall'inizio dell'anno, quando per la prima volta si è presentato al campo della Barca, piccolino, ben sotto la media, ma con una tenacia e una voglia di crescere, in senso rugbistico, che lo fanno alzare metaforicamente di quei 20-30 centimetri o di quei 20-30 chili che lo riportano in media con gli altri.
Quando l'ho visto per la prima volta l'ho pensato subito come mediano di mischia, considerando la sua conformazione fisica, ma il passaggio era debole e l'allenatore lo ha sempre impegnato come ala fino a sabato scorso, quando l'assenza dei due mediani titolari gli ha fatto indossare la maglia numero 9 ed entrare in campo al comando dei 6 di mischia.
Conoscendo il ruolo ho aspettato e vissuto con la sua stessa emozione il primo passaggio, sperando con lui che fosse sulla destra, quello che si fa con il braccio più forte e che se va bene quello poi è tutto più facile. Touche, palla vinta, ricezione e vai... dieci metri tesi e precisi sulle mani dell'apertura, bravo! il paradenti impediva di scorgere il sorriso, il suo, non il mio, largo e spontaneo a incrociare quello del padre a bordo campo. Mi avvicino al babbo e commento "ha migliorato il passaggio vero?", "Devi vedere il mio - mi risponde - sono due ore al giorno dall'inizio dell'anno che ci passiamo la palla"
Dopo la prima meta della partita con il Carpi tutti i giocatori della Reno ritornano verso il centro tranne il piazzatore che aspetta il conetto che arriva dalla panchina per incastrarci dentro il pallone. Tutto normale tranne la stazza del calciatore, quello che si appresta a trasformare è il pilone della squadra, perlomeno inusuale ma l'apertura lascia fare e l'allenatore si gira e in tutta tranquillità, nonostante la posizione angolata mi dice "stai a vedere...". Calcio, dentro. E così per tutti gli altri a seguire, vicini, lontani, centrali angolati, ne avrà messi dentro 7 o 8 sbagliando soltanto l'ultimo con l'allenatore che gli urla "Vai in panchina"!!! Ma la partita era già finita e lo scherzo si rivela come un complimento, un premio a tutto il tempo passato negli allenamenti, prima dell'arrivo e dopo l'uscita dei compagni, a provare e riprovare i calci di trasformazione.

Ecco, nel rugby per essere bravi giocatori peso o velocità contano poco, ci vuole prima di tutto quella dote che ti spinge a investire su te stesso, a voler migliorare lavorando duro e in solitudine, perchè il rugby è uno sport individuale che si gioca in quindici e chi ha giocato sa cosa voglio dire.

martino - 18/04/2016
Bravo Enzo. Sai sempre farmi sorridere, trovi sempre il significato vero profondo del fare sport, rugby in particolare.
Tiziano Taccola - 18/04/2016
Bel pezzo. Niente da aggiungere alle parole di Martino.
lupo solitario - 18/04/2016
Ottimo pezzo! chi è l'allenatore della reno?
ec - 18/04/2016
lupo solitario - 18/04/2016
mi ha allenato 20 anni fa nel bolognarugby.mitico!! ma quanti ha?
ec - 19/04/2016
M'arcopivatelli - 18/04/2016
Complimenti per il parallelo con l'abbondante erba dell'Arms Park di Cardiff.
Ma come avrai fatto a ricordartene?! Mah...