IL RUGBY E LE SUE META'


Reno 45 Unione Tirreno 0

L'arrivo del sesso femminile nel mondo del rugby è cosa recente ma in breve tempo l'altra metà del cielo ha trovato spazio e considerazione sia in campo, superando con i risultati le prestazioni della nazionale maschile, che nello staff tecnico con arbitri e guardalinee frequentemente e giustamente preferite per dirigere le partite anche dei campionati maschili.
Anche in tribuna sempre più spesso sono presenti tifose competenti che escono dal ruolo parentale e si godono tanto e quanto i maschi lo spettacolo profuso dai giocatori in campo.
Così alla partita della Reno contro il Piombino, appena una fila sopra la mia, si sono sedute due tifose toscane che, con pieno diritto, commentavano e incitavano la squadra del cuore. Il modo con il quale evidenziavano la loro presenza era ovviamente quello proprio del loro carattere e del genere di appartenenza uscendo, per l'accento e per il lessico usato, dalla consuetudine con la quale la tribuna della Barca partecipa alle gesta dei giocatori in campo.
"Dai sostenetelo, poverino", urlava la toscana dietro di noi, "Adesso in spinta, giovanotti" suggeriva la signora senza scomporsi troppo. E' andata avanti per un bel pezzo, anche quando la partita era già decisa e dopo i primi sorrisi benevoli scambiati tra i più virili tifosi, tutti reniani, che gli erano seduti intorno, la loro presenza è stata assorbita e accolta come parte dello spettacolo al pari dell'urlo tonante di chi rimproverava l'arbitro ogni volta che sbagliava.
Anche l'Unione Tirreno è venuto a Bologna con la sua metà, nel senso che mezza squadra era formata dalla giovanile e solo l'altra metà era quella che all'andata ha battuto la Reno a Piombino, tanto che dopo le prime mischie travolte dagli avanti gialloblu un'altro tifoso toscano ha esclamato "Si va beh, ma questi sono uomini", contrapponendoli ai suoi che al cospetto sembravano ed erano dei ragazzini.
Già dalla prima metà del primo tempo la partita era segnata, con la Reno avanti di 2 o 3 mete e padrona del campo sia con la mischia che con i trequarti. Anche con molti errori la Reno continuava a giocare nella metà campo avversaria e li sarebbe rimasta per tutta la partita se non fosse stato per l'apertura del Piombino, giovane sì ma abbastanza bravo da trovare, se mai si trasferisse a studiare a Bologna, un posto da titolare nella Reno.
Solo verso la fine della partita, con tutti i cambi effettuati e una girandola di ruoli da far perdere la bussola la Reno ha ritrovato gioco e allegria, dando quella soddisfazione a chi ha scelto di passare il pomeriggio con loro, Prima segna una meta di quelle che fanno esclamare "Ma vai" al pubblico in tribuna, un'azione in continuità con sostegni ripetuti e giocati quasi alla cieca, poi un azione giocata su tre quattro fasi in velocità che si conclude con un buco possente in mezzo ai pali.
Con questa sono cinque la vittorie della Reno in questi play out, un bottino che per confermare la permanenza in B ha bisogno di un algoritmo al posto di un semplice calcolo matematico. Dopo mezzora di conti, considerando nel punteggio anche i bonus, alla fine risulta che dovranno giocarsela fino all'ultimo anche perché l'ultima sarà, appunto, il quarto derby stagionale e anche se con ogni probabilità non si giocherà per la salvezza il primo di Maggio in palio ci metteranno la faccia e per molti forse questa vale ancora di più dell'obiettivo minimo previsto per questa stagione.

Moralista - 12/04/2016
[ec] commento oscurato perchè offensivo nei confronti di Aureliano, se non fosse stato anonimo l'avrei lasciato.
Anonimo - 13/04/2016
Aaa.nonimo - 13/04/2016
Io l'ho letto, se quelle cose le pensava avrebbe fatto bene a dirgliele in faccia, magari domenica dopo la partita.... ma ci vuole coraggio...
Anonimo - 13/04/2016