ADRENALINA, ALLO STATO PURO


Reno 5 Bologna 14

Così come per la Serie B anche per l'U18 l'ultima di campionato prevede il derby tra Reno e Bologna, la partita delle partite per entrambe le squadre, l'unica dove le bolognesi entrano in campo con delle reali chances di vittoria visto il livello sproporzionato di tutte le altre squadre che partecipano al girone emiliano del campionato regionale. All'andata, in casa del Bologna, era finita 20 a 3 in favore dei rossoblu e per tutto il girone di ritorno quello che ha tenuto insieme i giocatori e li ha motivati nelle sessioni di allenamento è stato questo appuntamento in chiusura della stagione regolare.
La tensione in campo è grande, e l'adrenalina è prodotta in quantità industriale, l'emozione dei primi minuti di gioco mette in moto le ghiandole che secernono la più naturale delle sostanze dopanti con il conseguente aumento della circolazione sanguigna e quindi della forza e della velocità. La vasodilatazione ha però dei grossi effetti collaterali a livello del controllo e del coordinamento dei movimenti e la palla schizza dalle mani dei giocatori come fosse una partita bagnata quando invece il campo è asciutto e quello che sembra facile, come il passare al compagno a due metri o il proteggere l'ovale in un contatto, diventa complicato,
La quantità di errori nei fondamentali fa sembrare di assistere ad una partita di una o due categorie inferiori, ma anche la semplicità delle giocate e i movimenti dei giocatori in campo danno l'impressione di un rugby primordiale giocato da dei ragazzi afflitti da uno sviluppo precoce. Solo l'aggressività difensiva della Reno concede quell'emozione che il numeroso pubblico presente cercava quando ha pensato di venire alla Barca in una serata ventosa di un mercoledì qualunque.
La difesa della Reno costringe il Bologna a indietreggiare anche con la palla in mano e sulla spinta di una pressione asfissiante il gioco si svolge per buona parte del primo tempo vicino alla linea di meta del Bologna.
Attacco e difesa-attacco producono la meta della Reno, segnata di spinta dagli avanti, una soltanto però, quando, a regola, il tempo di possesso, la vicinanza ai pali avversari e le conseguenti opportunità di attacco dei trequarti avrebbero dovuto consegnare un bottino maggiore ai padroni di casa.
Le sinapsi celebrali dei giocatori della Reno, tutte impegnate a produrre stimoli da mandare alle ghiandole surrenali per produrre adrenalina hanno rallentato l'attività propria di connessione tra le cellule del cervello preposte al ragionamento e così la veemenza ha sostituito la competenza, l'ignoranza ha prevalso sull'intelligenza e l'irruenza ha avuto il sopravvento sulla disciplina. Passa il tempo e la Reno riesce ad aggiungere al "bottino" solo due espulsioni e una marea di punizioni frenandone la continuità di azione e ridando morale e opportunità di gioco ad un Bologna che finisce il primo tempo carrettando sulla linea di meta della Reno
Si riprende a giocare con 5 punti a zero per la Reno e 13 a 15 giocatori in campo per il Bologna. Le squadre sono in equilibro su un livello di gioco basso, molto più basso di quello che si vedeva lo scorso anno negli scontri della stessa categoria tra le stesse squadre, con la Reno che compensa in termini motivazionali quello che gli manca sul piano tecnico.
L'espulsione di un giocatore della Reno, la terza della serata, segna il punto di rottura della partita, il Bologna comincia a macinare gioco e la spinta motivazionale della Reno cala, quasi rassegnato all'esito infruttuoso di tutti i loro sterili tentativi di marcare un'altra meta. Segna, invece, il Bologna e trasforma.
Uno dopo l'altro 4 o 5 giocatori della Reno cadono a terra in preda ai crampi. Le tossine accumulate nei muscoli non sono più smaltite da un cuore che prima pompava a tutta sostenuto dall'apporto adrenalinico, la stanchezza nervosa più di quella fisica ha il sopravvento nei giocatori in giallo(blu), delusi e affaticati subiscono una seconda volta dopo aver rischiato di prendere altre mete da un Bologna niente di eccezionale ma che gioca regolare come un diesel.
Il cuore e la passione da soli non bastano, Il Bologna vince 14 a 5 proprio perchè ha giocato più lucido, ha investito meno sul piano emotivo e ha sfruttato di più il tasso tecnico.
Niente sa essere più spietato e crudele come lo sport e tra tutti gli sport il rugby lo è ancora di più.

Anonimo - 24/03/2016
AN - 24/03/2016
Spiegazioni troppo scientifiche per me, l'adrenalina, le surenali ecc...
Se la tecnica è scarsa e l'atletica pure forse sono i nostri allenatori che dovrebbero migliorare, o no? perdere contro una squadra cosi scarsa è demoralizzante. Ora vediamo la U16, ma temo il peggio...
M'arcopivatelli - 24/03/2016
Beh, però era bello...
Giacomo Anteghini - 24/03/2016
Se avete perso da una squadra così scarsa vorrà dire che neanche voi siete poi tanto forti, pensate prima di sparare sentenze.
Giacomo Savini - 25/03/2016
Le squadre sono tutte e due piuttosto scarse, lo dimostrano i risultati. Direi che la Reno sia più indietro del Bologna, anche qui sono i risultati a parlare. La partita è stata brutta ma l'impegno che hanno messo i ragazzi è stato splendido, hanno tutti lottato come leoni e dato il massimo. Se comunque abbiamo due u18 cosi triste dobbiamo veramente fare un esame di coscienza e capire dove abbiamo sbagliato. Resto anche convinto che metterci in un girone in cui le differenze sono così marcate non aiuti assolutamente la crescita delle nostre u18. Insomma c'è un po' da lavorare su tutti i fronti.
M' - 25/03/2016
Sputare, sputare sentenze, sparare cazzate, vomitare veleno, rigare dritto, pisciare fuori dal vaso, ecc. I modi di dire vanno usati nel giusto modo, altrimenti si fraintendono.
(si fa per scherzare)
Anonimo - 25/03/2016
HIGHWAY 051
Anonimo - 25/03/2016
Franz - 25/03/2016
Bell'articolo e belle sensazioni trasmesse anche a chi non era presente, grazie. Per rimanere sulle note delle frasi fatte c'e' sempre chi, purtroppo, "capisce fischi per fiaschi".
HIGHWAY 051 - 25/03/2016
AN - 26/03/2016
savini non girarci intorno, fare il politically correct spesso è dannoso. Lo sai anche tu che segui la 18 da vicino che il nostro allenatore è scarso. Ad inizio anno avevamo più di quaranta ragazzi, alcuni dei quali molto promettenti; e ora?
HIGHWAY 051 - 26/03/2016
Allenatore tristo? Giocatori regrediti? Niente paura, da oggi c'è HIGHWAY 051!!
GS - 26/03/2016
Mercoledì al campo erano in 25 i convocati. Se aggiungi gli infortunati arriviamo a 30. Gli altri 10 promettenti non me li ricordo. Qualcuno lo abbiamo perso (due o tre) ma non mi risulta che nessuno abbia abbandonato a causa dell'allenatore scarso. Avere tenuto insieme la squadra dopo un campionato così disastroso lo considero già un successo e per quanto riguarda il futuro ci stiamo già lavorando da qualche mese. Anzi se hai voglia di dare una mano sei il ben accetto.
Muso - 26/03/2016
Tu non sei a posto!!!
A parte che firmarsi AN sei di ultima...hai mai giocato o provato ad allenare?!?
Secondo me nessuna delle due...
Comunque sia, tenere insieme un gruppo di ragazzi dopo un campionato del genere i complimenti vanno fatti ai ragazzi, agli allenatori e ai dirigenti.
Scanna Sr. - 27/03/2016
PN - 26/03/2016
Caro Savini dire che la Reno sta lavorando per il futuro è come dire che ti servono almeno 25 anni di tempo per evolverti
gs - 26/03/2016