UN DERBY ARCOBALENO


Per quanto ci piacerebbe che i toni della rivalità tra le due squadre più anziane del rugby bolognese si abbassassero, anche e sopratutto in prossimità dei derby, non ci possiamo augurare di vedere domenica prossima una tale scena in campo.
Di certo i motivi della nostra perplessità non fanno nessun riferimento alle scelte sessuali che ognuno di noi può e deve fare in assoluta libertà, ma si fondano sulla convinzione che in ambito sportivo la contrapposizione è il sale dell'agonismo e non è un caso che il VS che separa nei calendari le due squadre che scendono in campo viene dal versus latino che vuol dire contro.
In particolare nel rugby ci piace vedere, nella sua metafora ludica, quel combattimento che contrappone i due schieramenti, quella lotta che seppur regolamentata, richiama immagini bellicose di popoli divisi e rivali.
Lo sport, quello di squadra più di quello individuale, è un modo per esorcizzare ben altre rivalità, capace, per paradosso, di riunire i divisi, di ricomporre le separazioni.
Allo stesso modo con cui domenica ci piacerebbe vedere un vero scontro in campo, ci piacerebbe vedere un bell'incontro tra le tifoserie e le Società in tribuna. un modo per dare un segnale di maturità e intelligenza che tutti aspettiamo da un po' di tempo a questa parte.
A onor del vero negli ultimi mesi ci sono stati dei segnali che potrebbero far pensare all'inizio di quel percorso di collaborazione capace di cambiare gli scenari del rugby bolognese,
Voglio citare gli allenamenti congiunti che da alcuni mesi le quattro squadre U14 di Bologna con quelle di Pieve e di Castello stanno svolgendo in preparazione del Torneo delle 6 Regioni di Cesena. Un tentativo per comporre due o più rappresentative del nostro rugby che possano misurarsi con le altre squadre ed avere più chance di vittoria o anche solo di divertimento. Un'esperienza che va ben oltre i risultati che si otterranno, producendo coordinamento nei programmi di allenamento, convivenza e amicizia tra i giocatori coinvolti, dialogo e scambio di esperienze tra gli staff tecnici e dirigenziali delle Società coinvolti.
Voglio segnalare che per la prima volta i tre loghi del Bologna, Reno e Fortitudo si trovano affiancati nella promozione di un'attività di prestigio come l'organizzazione del Camp dei Tigers di questa estate in Val Gardena. Ci sono volute tre edizioni prima che ci si rendesse conto che nell'organizzare assieme qualcosa per la formazione e la ricreazione dei nostri ragazzini del minirugby poteva risultare più utile e produttivo del lasciarli andare in giro sparpagliati a cercare quello che noi potevamo dargli con maggiore qualità e facilità.
Voglio solo accennare allo sforzo che sottotraccia si sta facendo per montare nella prossima stagione un'unica squadra U18 tra tutte quelle del bolognese un modo per raccogliere le ceneri del campionato appena trascorso e dare, in una prospettiva di medio-lungo periodo, un'opportunità tecnica e organizzativa per consolidare invece che disperdere tutto il lavoro formativo fatto nelle categorie inferiori.
Potrebbe sembrare poca cosa ma a me sembra un'inizio, il sintomo di una voglia e di un'urgenza che si respira nel movimento rugbistico bolognese, il germogliare di una pianta che ognuno dovrebbe accudire, innaffiare, concimare nella speranza della sua crescita nel sottobosco di una giungla crudele che ne ha già uccise altre prima di questa.

Domenica sarà un'ottima occasione per sfogare tutte le nostre rivalità in un rito liberatorio e ricominciare a usare la testa dopo aver fatto lavorare i muscoli, in fondo quello che ci unisce è molto di più di quello che ci divide.

Alberto Alberghini Pres. Bologna Lions - 17/03/2016
Complimenti ennesimo articolo "carta straccia".......
anonimo - 17/03/2016
il rugby potrà crescere quando a Bologna ci saranno almeno una decine di società di minirugby non sarà semplice ma se si vuole sfornare giocatori è l'unica strada. Su questo devono lavorare assieme le società che esistono oggi.
Alberto Alberghini Pres. Bologna Lions - 17/03/2016
Caro "anonimo" se conosci la storia puoi parlare, altrimenti stai zitto rischi solo di far la figura del secondo "saputo " chi sta sul podio è chi scrive su questo sito convinto di saperne a pacchi!
Il primo che ha proposto un lavoro d'insieme sul territorio è stato il Sig. Zaccanti in qualità di Presidente Bologna 1928 tanti anni addietro, purtroppo non ci è riuscito nonostante avesse grandi risorse economiche ed una invidiabile organizzazione se conosci la storia fai mente locale dimmi a quali anni mi riferisco...e se sei bravo del tutto scrivi le motivazioni del suo flop e fai anche i nomi di chi ha giocato contro di lui.
Il secondo che ci ha provato è stato il Sig. Taddia Ermogene da Pieve di Cento, con elevata cultura sportivama non aveva i mezzi economici per quanto per un po' ha avuto Mister "OVA" alle spalle, ci ha provato, ma ha tappato pure lui.
Il terzo che ci ha provato sono io... dal 2004 in poi (se vuoi per scopiazzare qualcosa ti mando i progetti tecnici firmati, non firmati, rispettati e/o non rispettati dai vari presidenti che nel tempo ho conosciuto...oh sono tutti spariti nel nulla perchè quelli che ci sono adesso sono venuti dopo di me) quindi ti dico che in questo articolo senza capo ne coda si parla di cose di cui si discute a Bologna da 20 anni almeno!! Una dritta te la posso dare sei una "burbetta" secondo me ...."il pesce puzza dalla testa in Federazione"io lo so e non mi sono certo risparmiato con Gavazzi quando l'ho incontrato a Parma l'anno scorso, per ipotizzare un progetto territoriale a Bologna bisogna prima mandare a casa tutti a Roma partendo dai tecnici "autoreferenziati" sparsi dappertutto....anche quelli che gravitano su Bologna chiaramente visti i risultati di 3 anni fallimentari di Centro di formazione under 16, bisogna rifondare le provincie e stilare un progetto "istituzionale" per smetterla di giocare ai quattro cantoni!! Quindi le lo vuoi sapere da subito ti dico che non muoverò un dito senza prima sapere chi guiderà la Federazione, e per iniziare la campagna elettorale di dico che non voterò di sicuro Gavazzi..quindi Lionsin stand by claro....
Il burdigone parlante - 17/03/2016
Questo articolo, a prescindere dalla foto e dal pretesto del derby, dovrebbe intitolarsi "PORGI L'ALTRA GUANCIA". Ovvero da domani gli onesti dovrebbero buttarsi alle spalle tutte le carognate fin qui perpetrate dai disonesti in nome di una fratellanza sportiva che porterà in poche stagioni a ben altri fasti il cosiddetto Rugby Bolognese...
Qualcuno sa che sia mai successa, in qualsiasi parte del mondo, in qualsiasi sport di squadra, una cosa del genere che sia durata più di tre o quattro stagioni?
Bello sarebbe anche sapere quali sono i confini geografici entro cui dovrebbe avverarsi questa favola.
Siate seri, e giocate a rugby invece di fantasticare!
M'arcopivatelli - 18/03/2016
enzo calabrò - 18/03/2016
come primo "saputo" non posso evitare di partecipare al dibattito e rispondere al Pres. del Bologna Lions.
Al tuo elenco di tentativi di unione delle squadre di Bologna manca quello fatto da Gianluca di Venanzo tre anni orsono, al quale in qualche maniera ho partecipato anch'io. In quella occasione, ovviamente fallita, dopo mesi di incontri e progetti, mi sono convinto che, effettivamente, la strada dell'unione anche se auspicabile (e tutti i tentativi "degli ultimi 20 anni" lo stanno a dimostrare) a Bologna è veramente difficile da percorre. I soggetti che fanno rugby nella nostra città hanno visioni distanti tra di loro, interpretano il rugby e il conseguente modello organizzativo e progettuale, in modo diverso rasentando l'incopatibilità. Se ci fossero sentimenti, culture e visioni comuni, come è naturale, si sarebbero già uniti anche senza che qualcuno ci provasse o cercasse di convincerli. D'altra parte la nascita delle società che operano a Bologna è dovuta proprio a divergenze di visione piuttosto che ad emanazioni promosse e sostenute da una società leader come è successo in altre situazioni in giro per l'italia.
Detto questo, però, esistono ampi margini di operatività alll'interno dei quali non è solo possibile ma necessario trovare modalità di collaborazione per accorciare la distanza che ci separa dai nostri competitors e valorizzare le risorse presenti sul territorio. Stò pensando al settore giovanile, alla promozione e alla comunicazione, alla diffusione del minirugby nelle ampie zone d'ombra ancora presenti, alla formazione degli allenatori, ecc ecc.
Tutto questo sarà possibile e realizzabile soltanto se cambia il "clima" nelle relazioni intersocietarie e nell'ambiente rugbistico bolognese, se il rispetto degli altri e il piacere nel condividere il cammino con gli altri prevale sulle antipatie, le divergenze e le delusioni maturate negli anni.
Bolognarugby.it e il mio lavoro vanno in questa direzione, magari alle volte sbagliando ma di sicuro senza voler essere il "saputo" di turno e, nonostante le critiche, mantenendo attraverso i commenti uno spazio per tenere aperto il dialogo, la discussione e il confronto tra gli attori e gli spettatori di questo sport che nonostante tutto continua a piacerci.
Insomma il buonismo di cui sono accusato non corrisponde alle mie intenzioni, sono cosciente delle difficoltà ma convinto che guardare al futuro è l'unica maniera per superare il passato e gli errori che sono stati commessi.
anonimo - 18/03/2016
Qua parlano tutti ed intanto le società che fanno minirugby sono sempre tre e a giudicare dai numeri tutte e tre mediocri.
Mettetene insieme 10 poi ne riparlate.
M'arcopivatelli - 18/03/2016
Anonimo (=uomo di poco valore), secondo te, tutti quegli stemmini che ci sono qui sotto, sono tutte squadre senior? O sono circoli di scacchi? Conta quanti sono.
Ecco.


Bagaglio!!
ec - 19/03/2016
anonimo - 19/03/2016
Ma perché se uno forse la pensa in modo diverso da voi e si permette di dirlo in modo educato si prende del bagaglio, del senza palla, dell'uomo di poco valore eccetera
Io sono anonimo ma non offendo nessuno.
ec - 19/03/2016
m'arcopivatelli - 20/03/2016
Marco Pivatelli ha dato del BAGAGLIO = uomo di poco valore a chi scrive opinioni (non documentate) senza avere la faccia di dire chi è.
E il fatto in questa sede è già stato sottolineato parecchie volte.
Quindi ANONIMO = BAGAGLIO
anonimus - 20/03/2016
Questa volta mi qualifico "anonimus" in onore di Pivatelli.
Non sono così addentro alle questioni dirigenziali del rugby bolognese da poter sfornare dossier bollenti, ma ho visto cose che voi umani....
Il problema di fondo, che nessuno vuole dire, ma che è palese, è che tutti sono disposti ad unire i movimenti bolognesi in un'unica grande società di rugby, pronta per vincere subito almeno la Challenge Cup, ma tutti questi sono disponibili a patto che poi siano loro a comandare e tutti gli altri spariscano, se non fisicamente almeno dalla stanza dei bottoni.
Qui c'è chi ha i giocatori, chi ha i soldi, chi ha le maniglie, ma una sola cosa alla volta....
Già a livello di giovanili, sono occorse in tempi recenti cose bellissime e turpi allo stesso tempo, ovvero sarei stato curioso vedere come far convivere un Rondelli con un Biavati, od un meno carismatico (e tignoso) Lanzoni.
Poi quando nacque l'Unione rugby bolognese, di cui nulla è rimasto se non dei berretti e delle bellissime felpe, sulla convivenza nelle giovanili di Taddia con Lanzoni e Tosi si potrebbe scrivere un romanzo, con pagine da far rabbrividire E.A. Poe e da far sbellicare dalle risa Achille Campanile.
Calabrò, tieni botta.
romano - 20/03/2016
Credo che uno dei principali motivi per i quali sarà difficile progredire verso l'obiettivo espresso nell'articolo di Enzo derivi proprio, come sottolinea "anonimus", dal fatto che imperi l'immodestia. Occorre un bagno di umiltà all'interno di ognuna delle Società bolognesi. Si potrebbe ad esempio, considerando -se non vado errato- che il Bologna 1928 è l'unica ad avere lo Sponsor ufficiale oltre ad accingersi a festeggiare il novantesimo Anniversario, formare una franchigia rossoblù che lottasse per la serie A. La Reno, oltre ad avere la propria squadra seniores, potrebbe raccogliere i migliori under 18 e cercare di arrivare all'Eccellenza e via di seguito con le altre società a curare le altre categorie.
P.S. è possibile conoscere dove a Bologna ci sono luoghi nei quali si pratica il Minirugby.
ec - 20/03/2016
Benito - 20/03/2016
Hai vinto oggi il derby per il rotto della cuffia e già ti allarghi!!!