PRIMA E DOPO


Bologna 72 Tirreno 5

Tracciate su un foglio una riga orizzontale e adesso fate un segnetto perpendicolare su un punto qualsiasi di questa linea. Se immaginiamo che questa riga sia una Timeline (in italiano linea del tempo) tutto quello che c'è a sinistra del segno è il Prima e a destra il Dopo. Tra il Prima e il Dopo troviamo una differenza che in termini concettuali è abissale, quel segno verticale spezza la linea e divide in modo irreversibile tutto quello che è avvenuto Prima di quel momento da quello che è accaduto Dopo quell'istante o quell'evento.
Per il Bologna quel segno che ha diviso il Prima dal Poi è rappresentato dalla partita con il Modena il 31 gennaio scorso. Prima le aveva perse tutte (11 di fila) con prestazioni quasi imbarazzanti per la qualità dei giocatori in campo, poi ha cominciato a vincere, la prima agguantando il risultato attraverso un gioco convincente e la seconda travolgendo gli avversari e segnando quasi un punto a minuto, cosa non facile considerando i minuti necessari alla trasformazione delle mete e alla ricomposizione dello schieramento, alle cure degli infortunati e tutti gli altri tempi morti presenti in una partita di rugby.
Cosa è successo dunque a Modena o meglio, cosa è successo dopo Modena considerando quella partita come una mera convenzione per poter separare il prima dal dopo.
Alcuni dicono che i due o tre nuovi giocatori inseriti nell'organico tra la fase regionale e la pool salvezza hanno corretto i difetti del Prima e in particolare il nuovo tallonatore ha dato aggressività e dinamicità alla spenta mischia della prima fase del campionato, ma anche i nuovi trequarti hanno velocizzato la trasmissione della palla all'ala, che sebbene presente nel Prima, di rado veniva lanciata in maniera adeguata alla sua velocità ed esplosività.
Altri dicono che era solo una questione mentale, che bastava sbloccare con una vittoria la depressione morale che circolava nell'ambiente per ritrovare autostima e sicurezza nei propri mezzi.
C'è poi chi assicura che l'aggregazione nello staff tecnico di Romagnoli, oltre alla sua indiscutibile competenza, abbia permesso di riscattare un'identità capace di riunire il gruppo e ritrovare nelle radici del club quell'anima che sembrava assente o diluita dai troppi innesti dovuti alla costruzione di una squadra per gran parte nuova.
Altri ancora suggeriscono che la ritrovata competitività sia dovuta più alla debolezza degli avversari che ai meriti intrinsechi della squadra e che solo con il derby si potrà sapere quanto il Prima sia diverso dal Dopo e quanto invece i due tempi non si confondano nel Durante che è iniziato da solo tre partite e finirà il primo di maggio, quando si saprà con certezza chi sarà salvo e chi retrocesso.
Resta il fatto che marzo inizia con le due squadre bolognesi prime in classifica con 10 punti all'attivo e due partite vinte sulle quattro o cinque che quest'anno potrebbero essere necessarie per salvarsi, ma pur sempre in una posizione tanto scomoda quanto assurda, entrambe appese, come Harold Lloyd, alle lancette dell'orologio in attesa del terzo derby dell'anno, con l'una che potrebbe staccare dalla presa le dita dell'altra e farla precipitare nel baratro.

Anonimo - 07/03/2016
... mmh... hhh .. bah!
Anonimo - 09/03/2016
Forza Bologna 1928!!! Il nuovo tallonatore è un campione, nelle quali vene scorre sangue da vincitore. Siamo tutti entusiasti
M'arcopivatelli - 11/03/2016
Anonimo - 10/03/2016
Un altro bolognese!!!
Quanti bolognesi erano in campo domenica? 5 o 6?
anonimo - 12/03/2016
Ho già visto questo film qualche hanno fa. Romagnoli, giocatori pagati che vengono da fuori, soldi che finiscono, giocatori non più pagati che si rifiutano di scendere in campo........ e non continuo tanto credo di non essere l'unico ad averlo visto. Il rugby a Bologna non cresce perché le società (tutte) continuano ad investire sulla squadra senior (per fare dei tristi campionati di bassa classica in serie B o addirittura perderle tutte in serie C2) ed a trascurare il minirugby e le giovanili. Enzo fai un conto di quanti giocatori di Bologna (cresciuti nelle giovanili del territorio) ci sono nelle tre squadre Senior, secondo me pochi.
Alberto Alberghini - 12/03/2016
M'arcopivatelli - 12/03/2016
Scusa caro Alberto, ma andrei piano a dire che non abbiamo bisogno di Saputi. Averne di Saputi, guarda quello del Bologna, ha preso da Guaraldi una squadra disfatta e adesso è li che si gioca il posto in coppa uefa con il miglior allenatore che c'è in Italia.
anonimo - 12/03/2016
Non volevo offendere e fare arrabbiare nessuno. Ma visti gli scarsi risultati del rugby sulla piazza di Bologna credo che possano essere messe in atto strategie migliori.
Anonimo - 12/03/2016
forza LOPNS !!
romano rambaldi - 13/03/2016
Ma come si fa a fare un discorso serio con tutti questi anonimi che penso di conoscere bene e di aver ragioni per credere che la serietà la usino solo quando fa comodo a loro.
Anonimo - 13/03/2016
Non so prima, ma dopo mi sembra non stiano andando malissimo. ...