FUORI DAL TUNNEL


Bologna 35 Florentia 3

Per giocare a Rugby non basta saper passare, placcare o correre, bisogna anche essere intelligenti. Il rugby, per via della sua estrema semplicitÓ, Ŕ un gioco complesso che pretende una competenza diffusa da miscelare alla forza e alla tecnica. E' per questo che la morte del professore Eco mi addolora e, assieme alla scomparsa meno recente del mio primo allenatore, Minardi, mi rende orfano dei miei personali maestri in fatto di Rugby.
Il professor Eco ci ha insegnato, attraverso la semiotica, a leggere e a interpretare il segno, inteso come qualcosa che rinvia nel suo significato a qualcosa d'altro, in una partita di rugby questo esercizio Ŕ una costante nel ruolo dei mediani che devono effettuare le scelte sulla base della lettura dei "segnali" che arrivano dallo schieramento avversario e da quello dei compagni, dal particolare momento della partita o dalla lettura dei punti di forza e di debolezza che si manifestano in campo.
Ma anche gli altri giocatori dovrebbero, quando tocca a loro scegliere, leggere e interpretare i segni, per esempio, lo spazio tra due difensori per provare un buco, o le gambe di un attaccante per intuirne la direzione di corsa e riuscire a placcarlo, il movimento del saltatore in touche per contenderne la presa.
SarÓ che il lavoro di Romagnoli sta dando i suoi frutti, ma oggi in campo tra le file del Bologna si Ŕ vista molta intelligenza, forse c'era giÓ nel patrimonio dei giocatori anche durante tutta la prima fase del campionato ma solo oggi la si Ŕ potuta apprezzare sia nella conduzione della partita nel suo insieme e sia nelle scelte di ogni singolo giocatore e in particolare, a risultato acquisito con un doppio break in tasca, quando la squadra si Ŕ sciolta Ŕ ha espresso un gioco piacevole e divertente.
Oggi il Bologna Ŕ uscito dal tunnel non solo perchŔ ha conquistato la prima vittoria dall'inizio del campionato, ma sopratutto perchŔ Ŕ stata in campo con autorevolezza, capacitÓ e intelligenza, perchŔ ha saputo gestire l'emotivitÓ riducendo al minimo gli errori, perchŔ ha trovato ordine ed efficacia tra gli avanti e ha saputo sfruttare la velocitÓ di trasmissione della linea dei trequarti e di corsa nei terminali dell'attacco.
Continuando in questo esercizio di semiologia del rugby, potremmo leggere la partita del Bologna come un segno, ovvero come se questa vittoria andasse ben oltre la grammatica dei 5 punti guadagnati e acquisisse un significato pi¨ profondo di riscossa e di consapevolezza della reale forza di questa squadra, un segno per loro stessi e per gli altri contendenti alla salvezza.

romano - 22/02/2016
Erano ormai rimasti in pochi a credere che -dopo una prima fase chiusasi senza alcun successo ed un inizio del girone salvezza con la sconfitta di Modena dove i rossobl¨ erano ritornati in sede senza ottenere neppure uno dei due bonus riservati agli sconfitti- con i toscani del Florentia, fino a ieri leader del girone, il Bologna Rugby 1928 fosse riuscito a trovare quella luciditÓ necessaria per fare bottino pieno fra le mura del Pier Paolo Bonori. Vero Ŕ che voci mai confermate dalla SocietÓ parlavano di un rinnovato interesse di Stefano Romagnoli come "tutor", al fianco del tecnico ufficiale Bandieri, della squadra dove aveva mosso i primi passi come pilone per poi divenirne allenatore nell'ormai lontano 1988. Insieme a diversi Old e Super Old ieri lo abbiamo notato in tribuna seguire con molto interesse l'incontro. C'Ŕ da credere che il successo porti sicuramente anche la sua firma. Dopo questa doverosa premessa occorre sottolineare che con i fiorentini i bolognesi sono scesi in campo determinati fin dal fischio d'avvio dell' incontro come mai, in questa stagione, avevamo avuto occasione di vedere. Prese le giuste misure nella prima parte della gara il Bologna ha consolidato il successo col passare dei minuti arrivando a conquistare il bottino pieno dei 5 punti per la classifica. Certo Ŕ che la salvezza Ŕ ancora lontana. I rossobl¨, comunque, sono notevolmente migliorati e se sapranno meglio organizzarsi nel sostegno ed in particolare nei punti d'incontro, quando il compagno portatore dell'ovale Ŕ fermato dall'avversario in piedi o cade a terra, allora
l'obiettivo della permanenza nella serie cadetta potrÓ essere raggiunto.