VENGO ANCH'IO? NO TU NO.


Quando l'Italia gioca le partite del 6 nazioni in casa i campionati si fermano, tutti i rugbisti si concentrano in un unico stadio e se qualcuno volesse annientarli, così come i turchi hanno fatto con gli armeni o Cortez con gli aztechi, risulterebbe molto più facile e pratico.
Si sarebbero salvati i Lions di Bologna che, anche volendo, a Roma non avrebbero potuto andarci, per via dei recuperi che hanno dovuto giocare oggi e la Reno U18 che a digiuno di vittorie dall'inizio del campionato continua ad allenarsi e a cercare una squadra da battere anche solo in amichevole.
Per i Lions sarebbe stato meglio se fossero andati a vedere la partita della nazionale, trovando una scusa per recuperare il recupero in altra data; due partite, U16 e C2, e due sconfitte con l'amara consolazione che se fossero andati a Roma a tifare per gli azzurri avrebbero perso anche là,
Chi li ha visti ha detto che non hanno giocato male, gli Under 16 hanno perso solo per una meta in più segnata dal Modena, viziata però da un avanti, ma è solo per dire, perchè le altre due il Modena le ha fatte passando indietro e in quell'ora a disposizione i Lions se avessero voluto o potuto di mete ne avrebbero fatte anche 10 o 15, ma non le han fatte e allora passiamo alla C2 che doveva affrontare il Pieve capolista.
La prima contro l'ultima è finita con una differenza di punti (una ventina) inferiore ad un terzo della differenza di punti che le separano in classifica (più di 60) e quindi per i Lions non è andata poi tanto male.
La Reno U18 ha scelto di giocare l'amichevole contro il Faenza al Rondelli e già questo gli ha fatto guadagnare 5 punti nella classifica dei signori del rugby, quella che non conta niente a livello federale ma conta, e se conta, quando ci si trova tra rugbisti a bere birra in osteria e si nuota nell'alcol tra ricordi e speranze.
E' molto probabile che il Faenza che ha giocato a Bologna oggi non fosse lo stesso che guarda la classifica dall'alto nel girone romagnolo, forse in campo c'erano molti giocatori che di solito non riescono ad entrare nel foglio gara di una squadra che fino ad ora ne ha vinte 8 su 11, altrimenti quei quaranta punti incassati contro solo tre segnati segnalerebbero un divario esagerato tra i due gironi e la necessità di ripensarne la composizione.
Però la Reno ha giocato bene, al di là di una presunta debolezza del Faenza, quando una squadra c'è lo si percepisce anche senza il confronto con gli avversari, una squadra che sa giocare e diverte il pubblico sa interpretare la partita e mette in mostra abilità che prescindono dalla contingenza.
Guidata da un ottimo gioco al piede, così come si pretenda in una partita bagnata, la Reno ha saputo trasformare l'occupazione del campo avversario in numerose opportunità di attacco e un buon gioco alla mano, nonostante le difficoltà di controllo di una palla viscida, hanno poi reso efficaci le penetrazioni e gli aggiramenti della difesa.
Quasi tutte le mete sono state segnate dai trequarti in azioni con più fasi, come si fosse giocato sul campo asciutto e questo evidenzia che la squadra sta trovando assieme al gioco anche una certa personalità.
Nonostante il tempaccio e la natura amichevole della partita la panchina della Reno era numerosa e i cambi all'altezza, dimostrando che la squadra tiene e allo stesso tempo cresce, forse un po' in ritardo, visto che ne mancano soltanto due alla fine del campionato ma attenzione, l'ultima sarà il derby con il Bologna e sarebbe bello giocarlo qua, vero Marco?

PS: Anche il Bologna U18 ha giocato oggi dovendo anticipare la partita del 28 febbraio per lasciare il posto a Italia Scozia per 6 nazioni femminile che si giocherà all'Arcoveggio. La recensione della partita l'abbiamo copiata del sito del Bologna e incollata qui