NO GRAZIE, FALLO TU


Bologna 37 Etrusche 0

Secondo tempo, calcio di trasformazione della quarta meta del Bologna. L'apertura neozelandese prende la rincorsa e calcia, la palla vola abbastanza alta ma clamorosamente sulla destra dei pali. Una bandierina si alza e l'altra no, l'arbitro non assegna i due punti e la partita ricomincia dal centro del campo.
Nella Serie A femminile i segnalinee non sono federali e come nei campionati giovanili ogni squadra designa un proprio tesserato come aiutante dell'arbitro, a volte sono dirigenti o accompagnatori che non hanno mai giocato a rugby e si spera nella loro competenza e imparzialità, ma il più delle volte a sventolare la bandiera sono ex giocatori o giocatrici e in questo caso mentre la competenza è assicurata nessuno scommetterebbe sulla loro imparzialità.
I segnalinee ex rugbisti anche se costretti a stare fuori dal campo non riescono a smettere di giocare e quei due metri di vantaggio alla propria squadra sul punto di uscita della palla non riescono proprio a non concederli.
Lo sanno tutti che succede così, giocatori in campo, pubblico in tribuna e anche l'arbitro che spesso corregge la posizione della touche ristabilendo la verità con scontata naturalezza.
Per il guardialinee ex giocatore quei due metri in più o in meno non entrano nella categoria della correttezza o della lealtà, quei due metri, se gli fosse stato permesso, li avrebbero guadagnati molto più volentieri con una spinta o un placcaggio e il doversi limitare al segnare un punto sul terreno stando fuori dal campo è più una frustrazione che un gusto, è tutto quello che possono fare è alla fine molto meno di quello che avrebbero voluto.
Nel rugby è così, il regolamento è rigido ma la sua interpretazione si affida al buon senso e alla misura degli uomini o donne che lo devono applicare, e nessuno nel dover fare i conti con la propria umanità si vorrebbe trovare nella situazione di applicare una sanzione alla propria squadra, di dover essere imparziali in una condizione di totale parzialità.
Fare il guardialinee da ex giocatore è una sofferenza infinita, è qualcosa da compatire piuttosto che criticare, perchè quella bandierina alzata sul calcio sbagliato è un legittimo desiderio piuttosto che un errore grossolano e se avete giocato a rugby e vi dovessero chiedere "vuoi farlo tu il guardalinee?", datemi retta, rispondete "No", eviterete di sottoporvi ad una esperienza assolutamente contronatura.


Con i campionati maschili ancora in pausa natalizia l'unico rugby disponibile nell'anno nuovo era quello al femminile, si è così evitato il rischio di trovare nella calza il solito carbone e si è potuto godere delle caramelle e dei dolcetti che hanno accompagnato il girone di andata delle Fenici.
Una partita messa in cassaforte già nei primi minuti con i trequarti che hanno saputo sfruttare il lavoro degli avanti fin quando hanno fatto valere la loro supremazia sulle avversarie. Poi l'ottimo piede dell'apertura neozelandese e una difesa impeccabile hanno tenuto lontano le toscane dalla linea di meta per tutta la metà del primo tempo e una buona mezz'ora del secondo. Negli ultimi minuti della partita, quando sono iniziati i cambi, Il Bologna ha ritrovato quella superiorità tecnica e fisica che era rimasta seduta in panchina per tutta la parte centrale della partita. Avere una rosa ampia con una qualità media alta aiuta molto in un campionato di questo tipo, o almeno quando si incontrano delle squadre con ricambi non all'altezza delle giocatrici titolari, come sono la maggior parte di quelle che militano nel girone centro-sud.
Quella vista oggi è una squadra solida ed equilibrata che sfrutta appieno l'esperienza e l'intelligenza tattica della sua apertura d'importazione e senza paura di essere smentiti, dovremmo aspettare fino all'ultima partita del ritorno per vedere una squadra in grado di metterla in difficoltà.

Anonimo - 11/01/2016
E' davvero con molta fantasia che riesce ogni volta, anche nel contesto di articoli scritti correttamente, a mettere quel puntiglio immancabile su quanto accade all'arcoveggio....
La meta era la 5° (già il primo tempo si era concluso con le 4 segnate) ed in ogni caso, il guadalinee è incaricato di virificare se il pallone passa all'interno del "proprio" palo di competenza, nel qual caso deve alzare la bandierina. Se l'arbitro vede alzate entrambe le bandierine assegna la segnatura (oppure decide a suo giudizio) in caso contrario no !
E' consuetudine, quando è presente la terna federale che i due guardalinee si guadino e se entrambi danno il consenso alzino entrambe le bandiere (esclusivamente a titolo collaborativo e per evitare possibili contestazioni).
Poi è naturale che ognuno valuti le sensazioni (o quello che farebbe nei panni di chi si assume certi incarichi) in base al quanto farebbe personalmente...
Tutto questo chiaramente, è precisato solo a scopo didattico, non certo per mettere in dubbio la sua imparzialità nei commenti o nella buona ed imparziale predisposizione nei confronti delle società della provincia
Cosa dici, firmo? O mi si nota di più se - 11/01/2016
Bella Fra' (Calabrò) ogni tanto ti scappa e cedi alla tentazione di andare a pesce (italiano tagliatellonico) nel laghetto, anzi questa volta hai buttao la lenza nel vivaio, dove i pesci abboccano anche senza il bigatino. Nonostante il periodo di congiuntura c'è ancora abbondanza di persone serie. Dài pur, te pesca che noi ci facciamo due risate.
Il tuo lettore di fiducia m'arcopivatelli