TOMBOLA DI NATALE ALLA BARCA


Reno 23 Modena 34

Solo il Modena aveva qualcosa da giocarsi nella partita di oggi, vincendo con la Reno e sperando in una improbabile vittoria del Bologna sull'Amatori rimaneva ancora in corsa per la pool promozione. Per la Reno, invece, quella di oggi era una partita utile soltanto a fare minutaggio, al massimo un test match, un'occasione per registrare gli schemi, provare le giocate, l'affiatamento e la tenuta della squadra in attesa del girone salvezza in programma dal mese di gennaio.
Forse era per questo che in tribuna non c'era molta gente ma, in compenso, la catena all'altezza dei cavalli era aperta e si è potuto parcheggiare a bordo campo e, con il tifo insolitamente ridotto, ascoltare le voci provenienti dal campo e godersi la partita nella sua interezza audio-visiva.
Così, quando a pochi minuti dall'inizio, con la palla in mano al mediano di mischia della Reno si è sentita chiara e forte la chiamata della giocata si è rimasti, per quei pochi secondi che trascorrono tra il dire e il fare, in attesa di qualcosa di sorprendente di diverso da un gesto banale o consueto che di solito non ha bisogno di essere enunciato.
"Pannocchia", si è sentito urlare, e poco dopo il mediano della Reno ha calciato in bocca ad un giocatore del Modena, come appunto si tirerebbe il frutto del mais in testa a qualcuno durante la raccolta settembrina. Nel rimpallo il modenese si è ritrovato con la palla in mano e la strada spianata fino al centro dei pali.
Tutto perfetto, così pulito che sembrava fatto apposta, tantopiù che non è la prima volta che la Reno concede agli avversari quei 5-7 punti di vantaggio all'inizio della partita come fanno i tiratori alla fune quando lasciano un po' per dare immediatamente dopo uno strattone vincente o come succede nella mischia all'argentina dove si cede un attimo per poter rinculare approfittando della momentanea debolezza della spinta degli avversari quando, nel momento dell'avanzare, alzano il piede da terra.
Fatto sta che da quel momento la Reno ha cominciato a giocare bene, come fa la Reno quando gioca bene, punti di incontro ben organizzati, due, tre o quattro ripartenze strette e larghe in avanzamento fino ad una apertura veloce che mette in difficoltà la difesa avversaria. In venti minuti i modenesi subiscono un piazzato e una meta e la partita si rimette in equilibrio con un leggero vantaggio d'inerzia gialloblu.
Fino a quel momento le decisioni dell'arbitro erano state ininfluenti per l'andamento della partita e anche quando non convincevano del tutto i giocatori venivano rispettate, al massimo i capitani chiedevano ulteriori spiegazioni se i segnali non erano sufficienti alla comprensione del motivo di un fischio e alla conseguente consegna della palla nelle mani dell'avversario.
I rugbisti hanno imparato ad accettare gli errori del giudice di gara e a tollerare decisioni dubbie o sbagliate, anche perchè, loro per primi, sanno come è complicato questo gioco, a malapena conoscono un regolamento grosso come un sussidiario, e sono consapevoli che, con 30 giocatori in campo, succedono un sacco di cose contemporaneamente ed è impossibile tenere tutto sotto controllo.
La partita intanto continuava, il punteggio cresceva dando, nell'accompagnarla, un certo piacere sia tecnico che emotivo. Un piazzato del Modena, una meta della Reno, un intercetto dei canarini in conclusione del tempo.
L'arbitro continuava a fischiare e tra il pubblico, superato il problema della condivisione o meno delle decisioni, ci si accontentava di capire il motivo dell'interruzione e il più delle volte il commento era un benevolo "boh sarà..." oppure un prudente "certo che da vicino si vede meglio.." fino al "stai zitto, stai zitto che va bene così" quando la decisione era palesemente sbagliata ma a proprio favore.
E' nel secondo tempo, iniziato per la cronaca, sul 23 a 17 per il Modena, che ci si è accorti di come le decisioni dell'arbitro fossero, il più delle volte, strampalate, senza contare poi che tra il fischio e il segnale esplicativo passava sempre un certo tempo come se l'uomo in giallo dovesse trovare un motivo solo dopo il fischio invertendo il più naturale causa-effetto con il suo contrario effetto-causa.
I gesti che faceva per dare spiegazioni del suo fischiare erano poi quasi sempre sorprendenti come se le decisioni fossero state estratte a sorte da un sacchetto, come si fa con i numeri in una tombola natalizia. I giocatori dopo un po' hanno smesso di chiedere lumi e si giravano rassegnati come quando nella tombola viene chiamato un numero non presente nella propria cartella, sperando solo che il prossimo, invece, sia tra quelli stampati sul cartoncino.
Così quando l'arbitro chiamava un tenuto, per esempio, dopo un po' si sentiva un giocatore della Reno o del Modena gridare "Ambo" e il rispettivo mediano prendeva la palla in mano. Un terno valeva l'espulsione temporanea, la quaterna un piazzato per una spinta... troppo forte e la cinquina una meta annullata all'avversario per un avanti fatto... con i piedi.
La partita intanto continuava, come si direbbe "a prescindere" inglobando l'arbitraggio nelle caratteristiche del gioco nella sua imprevedibilità alla pari del rimbalzo della palla.
A 3 minuti dalla fine la Reno è sotto di un punto e la sua apertura, all'apice di un attacco insistente che fa sperare nel sorpasso, si trova con la palla in mano in posizione centrale tra la metà campo e i 22, alza la testa e fa partire un drop, basso e laterale, quasi un calcio-passaggio per l'ala e forse era proprio quella l'intenzione. Il risultato però è un contrattacco del Modena che esce dalla malaparata e si riporta nel campo avversario fin quasi sulla linea di meta. In quella posizione del campo al Modena è bastato guadagnare una mischia per portare di spinta la palla in meta, approfittando della debolezza del pack della Reno ormai inesistente già dalla metà del secondo tempo.
il Modena prima della fine della partita riesce anche ad infilare i pali della Reno mettendo 11 punti di distanza tra le due squadre a dimostrazione di quanto l'arbitro conti poco in una partita di rugby; i giocatori d'esperienza lo sanno già e il pubblico, alla fine, se ne rende conto.
Pur essendo quasi sempre poco determinate sull'esito finale di un incontro, l'arbitro è fondamentale, anzi necessario anche quando sbaglia o ha una giornata storta, va accettato così com'è e ringraziato, anche solo per il fatto che tra quelli in campo in fondo è quello che si diverte meno.
Vorremmo anche scusarci per averlo preso un po' in giro ma sono sicuro che quando ha scelto di fare questo "mestiere" l'abbia già messo in conto come per un rugbysta una placcata o un frontino quando si va alti.

U18 - 21/12/2015
perche non pubblichi nessun commento alla nostra partita? tu ceri
M'arcopivatelli - 21/12/2015
già, eh? perchè vieni a vedere le underdiciotto e non scrivi niente? cosa vieni solo per scaldare i terrapieni?
ec - 21/12/2015
Mauro Anteghini - 21/12/2015
Cioa Enzo scrivo qui in quanto manca il link dei contatti, ti vorrei segnalare un piccolo refuso nel calendario della under 18,la 2a di ritorno il 24 01 2016 il rugby Bologna 1928 giocherà contro Piacenza rugby e noon contro i Lyons come erroneamente scritto
Grazie e buone feste a tutta la confraternita del rugby