EROI DEI DUE MONDI

I GARIBALDINI DEL RUGBY BOLOGNESE


Domenica si gioca il primo dei probabili quattro derby di questa stagione, a due anni di distanza dall'ultima stracittadina Reno e Bologna scendono in campo come ultime in classifica, però questa volta nel campionato di serie B.
Per preparare il commento alla partita di domenica mi sono andato a guardare le foto delle squadre risalendo nel tempo e cercando di individuare quelle che negli ultimi 50 anni si sono incontrate nell'altalena del sali e scendi di categoria che le due squadre hanno percorso nella loro storia.
Durante la ricerca mi sono presto distratto dall'obbiettivo principale perchè quello che attirava di più la mia attenzione erano le faccine sorridenti di giocatori che prima vedevo colorati in rossoblu e dopo in gialloblu o viceversa.
Ne ho trovati 12 di giocatori, me compreso, che hanno giocato con l'una e l'altra squadra: Bugno, Morri e Quadrelli ma anche Rossi, Montecristi e Stipchevich, Rondelli, Ziotti, Arnò, Sgorbati, e Costa e sono sicuro che per altri non è stata documentata la presenza o mi sono sfuggiti.
Due anni fa qualcuno, cercando di ricostruire la storia dell'ultimo derby, aveva accennato al caso di Quadrelli che sembra abbia giocato l'andata con la Reno e il ritorno nel Bologna e mi domando se il passaggio di squadra era normale allora, se tutta questa rivalità non sia solo storia recente e se una volta non era più importante giocare di quanto non fosse la squadra dove si giocava.
Non devo andare a chiedere tanto in giro perchè essendo io uno di quelli a cui chiederlo, pur correndo il rischio di fare la figura di Marzullo, mi faccio la domanda e mi do la risposta.
In effetti in quel periodo erano più gli amici che la squadra a contare, non c'era tutto quel senso di appartenenza che c'è oggi, giocare a rugby era divertimento sopra ogni altra cosa, così uno poteva rimanere sempre con gli stessi colori o cambiarli se voleva fare nuove esperienze, o se la vita lo portava da un'alta parte, non c'era il merchandising che c'è ora e l'unica cosa che dava la squadra era la borsa che avrebbe contenuto indumenti personali o vecchie maglie dismesse, i cartellini non avevano valore e non si pagavano quote di iscrizione.
Il rugby a cui ho giocato io era questo, un rugby che si incontrava per strada, così raramente che ci si riteneva fortunati solo per averlo incontrato, un rugby che si giocava per passione con qualsiasi maglia e in qualunque campo, così come Garibaldi combatteva per l'indipendenza e la libertà a qualsiasi latitudine e con qualsiasi compagno di ventura.
Sarà per questo che noi "anziani" siamo più propensi a considerare utile e naturale la possibilità di unire le squadre per venire fuori dal pantano rugbistico in cui ci troviamo in questa città, sarà per questo che pensiamo che se va male possiamo anche dividerci di nuovo, e trovare nuove strade in un percorso liquido e malleabile come è la nostra vita e la passione che ci unisce nella sua essenza più pura.
Domenica alla Barca incontrerò in tribuna parecchi rugbisti della mia generazione, che tiferanno, come è giusto che sia, per il Bologna o per la Reno a seconda delle simpatie che hanno, commenteranno il gioco e le giocate senza pensare se il vicino è della stessa squadra o indossa colori diversi, così come si fa nel rugby e come vorremmo che rimanesse per sempre.

FACCAGARE - 26/11/2015
Signorinella pallida,
dolce dirimpettaia del quinto piano,
non vè una notte ch'io non sogni l'ANTISTADIO
e son qarantanni che ne sto lontano.
Al mio paese nevica
il campanile della chiesa è bianco,
tutta la legna è diventata cenere,
io ho sempre freddo e sono triste e stanco,
amore mio, non ti ricordi che nel dirmi addio,
mi mettesti all'occhiello una pansè,
poi mi dicesti con la voce tremula
non ti scordar di me.
Bei tempi di baldoria
dolce felicità fatta di niente,
brindisi coi bicchieri colmi di grappa,
al nostro amore povero e innocente,
negli occhi tuoi passavano,
una speranza un sogno una carezza,
avevi un nome che non si dimentica,
un nome lungo e breve: giovinezza,
il mio piccino, in un mio vecchio libro di latino,
ha trovato indovina una pansè,
perchè negli occhi mi tremò una lacrima,
chissà chissà perchè.
E gli anni e i giorni passano,
uguali e grigi con monotonia,
le nostre foglie più non rinverdiscono,
signorinella che malinconia,
tu innamorata e pallida
più non ricami innanzi al tuo telaio,
io quì son diventato il buon don Cesare,
porto il mantello a ruota e fò il notaio,
lenta e lontana, mentre ti penso suona la campana
della piccola chiesa del Gesù
e nevica vedessi come nevica,
ma tu dove sei tu?

Grrrr Grrr Grr grr gr,.. pant - pant... gr. sob... sob
bv - 28/11/2015
vivarelli - 28/11/2015
epurato da Q.che C. - 01/12/2015
Egr. Direttore si documenti perche' ci sono persone sospette che hanno allenato in entrambe le societa'.....cose dell' altro mondo.
ec - 01/12/2015
epurato da Q.che C. - 02/12/2015
Egr.Direttore " LEI " e' un grande ( 170 cm ? ). NB. Certe ricerche sono molto gradite........