BUGNO, IL COSTRUTTORE DI RUGBY


I ragazzi che giocano e tifano per la Reno di sicuro non sanno chi è stato, quasi 50 anni fa, a fondare la Società che oggi li mette in campo, ma anche quelli che meno recentemente hanno frequentato i campi erbosi (si fa per dire) del rugby bolognese anche sulla sponda del Bo1928, non hanno la minima idea del ruolo e dell'importanza che il piccolo veneziano ha avuto nella storia del rugby a Bologna.
Io stesso, che sono arrivato al Bologna dopo che lui era già andato via e sono andato alla Reno che lui se ne era allontanato da poco, per sapere qualcosa di lui ho dovuto telefonare a destra e a sinistra e a dire il vero non ne ho saputo poi tanto.
Tutti lo ricordano con affetto e lo rispettano, ne riconoscono la competenza e ne ammirano l'impegno e l'assoluto amore disinteressato che nutriva per questo sport. Bugno, nei miei ricordi, era l'allenatore del Modena, di un bel Modena, e non immaginavo di certo che, dopo aver giocato a lungo nelle file del Bologna, fu lui a subentrare alla morte di Sgorbati nel ruolo di allenatore nel bel mezzo del campionato di Serie A nel 1966 o giù di lì.
Non sapevo che, alla fine del campionato si dimise per rientrare nel giro, pochi mesi dopo, fondando assieme al Dott. Frezzotti, a partire dai ragazzi dell'ITIS, la seconda squadra di Bologna, quella Reno che ancora è lì a contendersi il primato del rugby cittadino con il Bologna.
Nelle voci che ho raccolto mi pare di aver sentito che Bugno ha avuto un ruolo anche nella nascita del Castel San Pietro e mi sono fatto l'idea che negli anni della sua permanenza a Bologna Bugno fu protagonista e costruttore del rugby nella nostra città.

Adesso vive a Treviso, da dove era partito tanti anni fa e purtroppo, a causa di una recente operazione all'anca, non riesce ancora a sostenere lunghi viaggi ed è per questo che ha malvolentieri rinunciato al mio invito di presenziare al prossimo derby. Sarebbe stata un'ottima occasione per farci raccontare la sua storia e con questa anche una buona parte della storia del rugby di Bologna, un'occasione per chiedergli un'opinione e un consiglio e ascoltare, con la giusta attenzione che merita, la sua parlata veneta contaminata dai tanti dialetti appresi nel suo lungo peregrinare nel rugby d'Italia.

Tiziano Taccola - 20/11/2015
Caro Enzo, c'è un refuso. Bugno arrivò a Bologna verso il 1963 ed in 2 anni portò il Bologna Rugby 1927 in serie A. Era un professore di ginnastica e fu preso dall'ITIS, nel 1964-5 dove cominciò subito a far conoscere il pallone ovale. Fece la squadra dell'Istituto che partecipò al torneo studentesco e nel 1965 lo vincemmo. Purtroppo l'avventura in serie A si rivelò più difficile del previsto ( pensa che io esordìi proprio quell'anno in prima squadra) e verso la fine la dirigenza lo licenziò, creando molta amarezza in lui. Fu quindi chiamato Eraldo Sgorbati. A fine campionato fondò insieme al dott, Frezzotti ( medico dell'ITIS) la Reno Rugby.
Tiziano Taccola - 20/11/2015
Per il Castel San Pietro dovresti parlare con Marcacci, mediano di mischia del Bologna Rugby degli anni '70
ec - 20/11/2015
ah ecco, ho capito male. Io a quel tempo criccavo i coperchini con i ciclisti incastrati dentro, sono della generazione successiva quella che tu hai accolto in prima squadra dopo il disastro della retrocessione in C dalla serie A gestione Pederzini. Di Bugno non ne sapevo niente e tutt'ora ne so poco, sono come quel ragazzo dell'under18 che accompagnandolo a casa un giorno mi ha chiesto: Ma il Bologna è mai stato in serie A ? Saranno cent'anni che si gioca a rugby a Bologna ma ogni volta è come se si iniziasse da capo, ogni generazione di rugbisti ricomincia come se non fosse successo niente prima di loro e poi ci si domanda se c'è un futuro per questo sport in città.
Per fortuna c'è Romano che sta scrivendo il libro che racconta i primi 100 anni del Bologna, e quello dei 50 della Reno, che tra l'altro arrivano tra poco più di un anno chi lo scrive?
romano - 21/11/2015
Curo solo quella dei primi 90. Magari potessi aggiungere un'appendice degli altri 10. Comunque sulla permanenza di Gianni Bugno al Bologna Rugby ho raccolto una discreta documentazione.
ec - 21/11/2015
Anonimo - 21/11/2015
Non so se fu allontanato, quello che è certo, lui era l'allenatore ad inizio anni'80 quando il BO1928 fu promosso in B , pertanto non credo avesse risentimenti
pivatellen - 21/11/2015
pac pac pac, ciac ciac ciac, orco can, e chi lo placca quello li ?! lo placco io? eh? voi no! Perche siete d'i tortelini pieni di merda!
Te, Ceve, devi stare più lì.
M' - 21/11/2015
Chiediamo a grespan se si può andare a giocare il derby alla Ghirada!
romano - 22/11/2015
Facevo parte del roster che conquistò la serie A. Bugno, quindi, mi fu prima compagno di squadra e allenatore poi in seguito alla indisponibilità, causa malattia, di Eraldo Sgorbati nel torneo successivo, quello del successo sulla Partenope che aveva vinto gli ultimi due campionati italiani. Ristabilitosi Eraldo riprese la guida della squadra e probabilmente Gianni scelse di passare alla Reno.
antonio costa - 22/11/2015
Bugno, vero ricercatore/sperimentatore del rugby moderno. Qui mi trascinò in Galles ad un super corso allenatori quando i Gallesi erano in auge. Il loro centro della nazionale aveva capitanato i mitici Barbarian in tournée in NZ con successo