CERCATORI DI PERLE


Sabato pomeriggio alla Barca erano in programma due partite Under14, le due squadre del Modena divise per anno di nascita contro la Reno prima e i Lions dopo. Parcheggiando a bordo campo incrocio l'allenatore dei Lions che mi domanda "Ciao, cosa fai qua?". Come cosa faccio, sono venuto a cercare perle, ovvio.
Sapete come si formano le perle, casualmente un corpo estraneo entra nella conchiglia di un'ostrica e col tempo questo viene ricoperto di madreperla per difendere il mollusco dall'irritazione. Un pescatore di perle non sa se la conchiglia che porta in superficie contiene quella sfera preziosa o meno, soltanto dopo, aprendola scoprirà se la pesca è stata fruttuosa.
Una bella partita, una giocata sorprendente o un risultato in bilico che provoca un'emozione prolungata fino all'ultimo minuto, queste sono le perle del rugbista e l'unico modo per trovarle è quello di andare dove si gioca a rugby con fiducia e senza lasciarsi illudere dall'involucro, perchè la perla è un caso, una sorpresa, un'eventualità inaspettata.
Così, la prima partita, Modena1-Reno, quella da cui mi sarei aspettato di più, si è dimostrata una conchiglia vuota, 70 a 5 per il Modena, con la Reno imprigionata nel paradosso del troppi giocatori per contenerli tutti in una squadra e troppo pochi per farne due come il Modena. Cambi a ripetizione con poco minutaggio per ciascun giocatore, ruoli improvvisati per dare solidità ed equilibrio ad un corpo liquido e instabile. La Reno si perde nel vortice dell'entra/esci e il Modena dilaga. Probabilmente i canarini avrebbero vinto lo stesso, vista la qualità del loro gioco ma così non c'è stata gara e nemmeno spettacolo.
Depositata sul fondale appare la seconda conchiglia, con due colpi di pinna mi ritrovo nello scuro del mare profondo, e non è una metafora, l'impianto di illuminazione del campo, come diceva Capone nel suo appello, e veramente scarso, con i fari solo da una parte e per di più la maggior parte fulminati, il campo è avvolto nella penombra e il lato destro poi è quasi al buio, le palle che arrivano da quelle parti scompaiono alla vista come auto nella nebbia.
Modena2-Lions comincia come la precedente, il Modena stringe i bolognesi in difesa e segna 3 mete nei primi 15 minuti, poi un granellino di sabbia entra nella conchiglia, e i Lions recuperano segnando 2 mete trasformate.
Il secondo tempo inizia con un'altra meta dei leoncini che portandosi sul 19 a 15 cominciano a credere nella loro prima vittoria nel campionato. Il Modena si infila nel lato oscuro del campo e sorpassa di nuovo segnando una meta secca ma a 7 minuti dalla fine sono i Lions che ribaltano di nuovo il punteggio e ritornano in vantaggio portando il punteggio sul 26 a 20. Come se non bastasse il continuo alternarsi del vantaggio di una squadra sull'altra adesso ci si appresta a vivere il disperato assalto finale del Modena con i Lions che si difendono con le unghie e con i denti.
Ecco che il granellino si ingrossa e con lui l'emozione sale, gli allenatori che gridano, i genitori in tribuna ancora di più, dal bordo del campo salgono incitamenti e cori, consigli e ordini perentori che dubito vengano sentiti dai giocatori in campo.
In momenti come questi è inevitabile prendere posizione, tifare per l'una o l'altra squadra, anche solo per cogliere sul rimbalzo quello stato euforico, quel brivido vitale che attrae e trascina nell'orgasmo agonistico, una variante non meno coinvolgente di quello sessuale, sopratutto a una certa età.
Alla fine i Lions resistono all'assalto modenese e sul fischio finale alzano le braccia al cielo e si abbracciano, qualcuno ricorderà di questa partita la meta segnata, la placcata fatta, la botta presa, per gli altri, tutti quelli che non erano in campo come me, il ricordo sarà conservato nel sacchetto delle perle che portiamo legato alla cntura

Anonimo - 19/11/2015
Caro Enzo, non posso trattenermi dal complimentarmi con te che hai portato, oltre che la cultura, anche ricche pennellate di poetica fantasia in un ambiente, quello del Rugby italiano, dove, fino a prima di te, al massimo si poteva elogiare la maschia lealtà tra gli avversari e decantare le allegre convivialità del terzo tempo, oltre, naturalmente, la mera cronaca sportiva.
Grazie, grazie di cuore ancora, a nome di tutti quelli che hanno a cuore il .... bleah, no, non ci riesco,...grr... grRR... AAARGH! FFFACCAGARE! facca GARE!!!