INSIDE THE ALL BLACKS, PERCHE' VINCONO SEMPRE LORO?


Il mondiale appena concluso, pur avendo prodotto un eccellente spettacolo, non ha presentato delle novità tecniche particolarmente eclatanti.
A parte il Canada che con il sottrarsi al confronto tra gli avanti nella fase di conquista ha sorpreso e ha fatto vedere come è possibile fermare anche i carretti ben fatti e sfruttare le mischie ordinate per giocare palloni senza dover per forza produrre calci di punizione, tutte le altre squadre hanno cercato di far bene, o meglio degli avversari, qualcosa di già conosciuto e sperimentato.
Ovviamente gli All Blacks sono stati i più bravi è hanno meritato di vincere. A dimostrazione di ciò abbiamo cercato e trovato in rete un video dove esperti analisti, e non semplici osservatori come noi, ci fanno scoprire ed apprezzare le tecniche usate dai tuttineri per produrre palle di qualità da consegnare all'attacco dei trequarti.



Scimmie, Elefanti e Leoni nel loro zoo stanno tutti nella stessa gabbia, si trovano come fossero animali che si abbeverano nella stagione secca nella stessa pozza d'acqua.
Certo che per guadagnare la linea del vantaggio non serve solo tecnica ma anche forza e potenza.
Così cercando in giro sul profilo di Bertuzzi ho trovato il video di una sessione di allenamento in palestra dei neozelandesi



Cavolo, certo che con quelle doti fisiche tutto risulta più facile, però non è che gli atleti delle altre nazioni siano messi peggio e presumiamo che le loro tecniche di allenamento non siano da meno.
Tutto quello che abbiamo visto è alla portata anche di altre comunità rugbistiche e allora perchè gli All Blacks sembrano e, almeno nelle ultime due World Cup, sono risultati imbattibili.
Forse la risposta la troviamo in quest'altro video che è girato molto in rete a conclusione della coppa del mondo.



Per diventare campioni, campioni bisogna già esserlo, non è una medaglia o per assurdo nemmeno la vittoria che quella medaglia rappresenta che fa di un giocatore un campione, solo essendolo già lo si può diventare, solo sapendo del proprio valore senza bisogno di nulla che lo rappresenti o lo sancisca si può convivere con la vittoria al punto da sentirla leggera e naturale come un'eventuale sconfitta.
Il paradosso è questo: per vincere bisogna saper perdere, per avere bisogna saper dare.

Bob Mallo - 20/11/2015
"Il mondiale appena concluso, pur avendo prodotto un eccellente spettacolo, non ha presentato delle novità tecniche particolarmente eclatanti."
Il Giappone dove lo mettiamo?
ec - 21/11/2015
il Giappone ha giocato bene un rugby già visto, per novità tecniche intendo un'evoluzione del modo di interpretare una fase di gioco, uno schema, il ruolo di un giocatore. Per esempio Savea degli All Blacks ha fatto vedere un modo nuovo di difendersi dal placcaggio, anticipando il difensore prendendolo in contropiede nel momento appena precedente al contatto, Savea, paradossalmente, cambiava la direzione di corsa cercando l'avversario invece di schivarlo, colpendolo con una spallata nel momento di maggiore instabilità, il contatto risultava vincente non solo per la forza dell'attaccante ma sopratutto per la differenza degli equilibri e della stabilità al momento del contatto tra i due giocatori.
posso dire chi sono ma non ne ho voglia - 21/11/2015