PRIMA LE DONNE E POI I BAMBINI


E' così che si sente urlare quando una nave naufraga o un palazzo brucia, ma la stessa frase, detta per cortesia, la si sente anche quando si vuole dare ordine ad una ressa in entrata o in uscita da un determinato luogo. Sembra che la stessa gentilezza l'abbia adottata la Federazione nel dare avvio alla stagione 2015-2016,
Mentre gli atleti senior e giovanili di tutte le categorie scaldano i motori nei test match di precampionato il Minirugby, l'Under 14 e la Serie A femminile oggi sono entrati in campo per giocarsi punti e posti in classifica.
Bolognarugby.it, più per età che per indole, ha preferito, piuttosto che correre dietro alle ragazze, commuoversi nel vedere i nipotini darsele di santa ragione, saltare di gioia e trattenere le lacrime nel subire una meta o un contatto più duro del solito.
Tra i più piccoli abbiamo scelto i più piccoli e per vedere la Fortitudo all'esordio stagionale siamo andati fino a Forlì, accolti nel verde della pineta che avvolge il campo da rugby e immersi in uno scenario architettonico fascista che con il passare del tempo si fa notare più per lo stile originale che per i ricordi orribili che ormai nessuno racconta più.
Di certo i ragazzini dell'U12 Fortitudo non si sono accorti del contrasto stilistico della loro maglia mimetica con i palazzi imponenti che li circondano, non li notano neppure quegli edifici dalle forme semplificate, neoclassiche direbbero gli studiosi, sono molto più preoccupati nel dover raccapezzarsi con il cambio di categoria e ritrovare il gioco che l'anno scorso li caratterizzava facendoli ritrovare il più delle volte vincenti nelle partite che disputavano. Quest'anno il gigante buono che di solito raggruppava a grappolo gli avversari e favoriva un rapido ricircolo della palla verso i suoi compagni più veloci, non ha trovato i tempi giusti per inserirsi nel gioco e la difesa, sovrastata dalla stazza di avversari notevolmente più grossi, ha faticato nel contenere gli attacchi sia del Forlì che dell'Imola.
Due sonore sconfitte hanno segnato il loro esordio ma non certo il loro umore. Ma come avrebbero mai potuto una decina di mete subite rovinargli la festa di quel ritrovarsi a giocare tra amici, lontano da casa, rotolarsi per terra, correre, tirarsi, spingersi senza che nessuno li rimproverasse o si preoccupasse per loro, anzi con un sacco di gente intorno che li spronava e li sosteneva nell'allontanare l'esercizio della forza dal concetto di violenza, del dolore dal contatto...
Nell'altra metà del campo, dove giocavano gli Under 10, invece la cose sono andate molto meglio, la palla ha girato e sopratutto non è caduta dalle mani. Due vittorie su tre partite giocate e festeggiamenti contenuti ad ogni meta segnata, come fosse stata una cosa normale aver evitato un placcaggio, aver corso e passato al compagno, aver resistito ad una spinta o trascinato l'avversario appeso alla maglia fino ad oltrepassare quella linea immaginaria, quella meta a cui non danno ancora il valore simbolico che solo noi adulti diamo, noi che di mete ne abbiamo fallite tante e di quelle conquistate ricordiamo più della gioia una volta raggiunte la fatica fatta per ottenerle.
La Fortitudo torna a casa, al loro campo del Pilastro, dove li aspetta una targa importante che ricorda Rondelli, uno che di rugby e di come far giocare e divertire i ragazzini se ne intendeva. Mi hanno detto che domani sera dopo l'allenamento c'è una riunione importante, dovono decidere come programmare l'attività per l'U14, cosa fare per i ragazzi, pochi, dell'U16, mettere a punto la proposta per lo sviluppo e l'ammodernamento del centro sportivo dove giocano e si allenano. La Fortitudo è l'ultima nata tra le società del rugby bolognese ma già occupa un posto importante, Ha un logo prestigioso, è legata ad un circuito di tutto rispetto nel panorama sportivo e istituzionale della città, è l'unica, tra tutte le società rugbistiche di Bologna, a gestire l'impianto dove svolge l'attività.
La Fortitudo è quel ragazzino con la palla in mano al centro del campo, vede la meta là in fondo, può correre, calciare in touche o tentare un drop, ma se cerca un sostegno noi siamo qua, dietro di lui, sempre.

Marialuisa Pioppi - 05/10/2015
Grazie Enzo!
Come sempre hai colto tutto ciò che c'era da cogliere!
A presto (in via Pirandello)!
Mamma di un Under 10!
Marisa Caprara Rondelli - 06/10/2015
Grazie Enzo per il ricordo che hai di Marco!
Un abbraccio