SALUTE E ALLEGRIA

IL MINIRUGBY DEGLI ALLENATORI


Sono qua seduto al tavolo di un'osteria in centro con un blocchetto e una biro in mano e di fronte a me c'è Fausto Pedretti il responsabile di Salute e Allegria il nuovo progetto per la diffusione del Minirugby nella provincia di Bologna. Quando ci siamo sentiti per telefono e mi ha accennato alle direttrici fondamentali su cui si basava l'analisi e lo schema operativo del progetto, l'ho fermato subito, "ci vediamo che prendo appunti" gli ho detto perché il fiume di dati e di informazioni che aveva iniziato ad esporre era veramente oltre la mia possibilità di memorizzazione.

Allora, Fausto da dove siete partiti e dove volete arrivare?
- A tutt'oggi, in Italia, l'attività sportiva per bambini e ragazzi è totalmente a carico dell'iniziativa privata e sostenuta economicamente dalle famiglie. La scuola e il sistema sanitario, che dovrebbero preoccuparsi dell'attività motoria dei nostri ragazzi (mens sana in corpore sano) latitano e i genitori si trovano costretti a trovare per i loro figli alternative valide ai pomeriggi passati di fronte alla playstation o alla televisione.
In uno scenario di questo tipo abbiamo provato a pensare al minirugby come fosse un prodotto da lanciare in un mercato che coinvolge, nelle sole città di Bologna, Casalecchio e S.Lazzaro, circa 20.000 ragazzi dai 5 ai 11 anni, quasi il doppio se consideriamo tutta la provincia.

Alè, marketing rugbystico!! ti vengo dietro, quindi prodotto, marca, canali distributivi, forza vendita, comunicazione....
- In parte abbiamo ragionato come dei markettari, però ci abbiamo messo molto anche del nostro. Ma se vogliamo seguire la guida che tu suggerisci diciamo che il prodotto Rugby gode oggi di una buona reputazione, anche se andrebbero offerte delle alternative come il rugby al tocco o con lo scalpo, a quel "target" che ancora lega il rugby ad un'immagine di sport violento. Inoltre stiamo lavorando per confezionare un prodotto ancora più attraente per le famiglie con allenamenti in lingua straniera, un servizio qualificato, in collaborazione con la facoltà di scienze motorie, per fornire ai genitori relazioni periodiche sullo sviluppo psicomotorio dei loro figli evidenziando per tempo eventuali problemi di coordinamento, di postura o di altro tipo, o ancora un'attività educativa sul versante alimentare cogliendo l'opportunità offerta dal terzo tempo che rende il rugby uno sport unico e privilegiato per un'azione su questo delicato aspetto formativo.

Andiamo avanti: distribuzione...
- Il rugby a Km 0 è il nostro obiettivo, la diffusione del nostro sport sconta la carenza di impianti che rende gravoso per i genitori accompagnare i figli nella loro scelta sportiva. Anche se nell'ultimo anno, con l'arrivo di nuove società e sopratutto con l'apertura di sezioni rugby in alcune polisportive o la disponibilità di campi parrocchiali, siamo arrivati ad una decina di punti di raccolta, siamo ancora lontani da una presenza sul territorio in grado di facilitare un'ampia diffusione della pratica del rugby.
Abbiamo utilizzato lo schema di zonizzazione delle agenzie di un franchising immobiliare per definire e localizzare i luoghi dove insediare le attività, in fondo gli immobili sono abitati da famiglie, e uno schema che coniugasse densità di popolazione con direttrici viarie ci sembrava ciò di più simile alle nostre esigenze. Ne è risultato uno schema che prevede per Bologna e provincia un minimo di 16 posizioni con la possibilità di raddoppiare se cresce la domanda.

Adesso vediamo come te la cavi con la forza vendita...
- Questa è la vera novità di tutto il progetto. Il minirugby sarà un minirugby degli allenatori, Una società ad hoc curerà e condurrà l'azione. un gruppo di allenatori sostenuti ma autonomi dalle Società del Rugby bolognese,
Ci siamo ispirati ad esperienze internazionali, sopratutto inglesi, dove il lavoro di allenatore/educatore è una professione vera e propria, garantendo così continuità e crescita formativa del personale impegnato.
Gli allenatori svilupperanno in proprio il programma di attività che ci siamo posti e allo stesso tempo daranno un servizio alle società che lo richiedono. In particolare il lavoro nelle scuole sarà razionalizzato e migliorato nella qualità e quindi anche nella sua efficacia.
Si potranno così creare sinergie, progetti comuni tra più scuole presenti nello stesso territorio ed evitare quelle incresciose situazioni dove più società in competizione tra di loro fanno la corte a professori e presidi per accaparrarsi l'accesso alle strutture scolastiche.

La voce di Fausto continua in sottofondo a sciorinare dati, strategie, modelli organizzativi, mentre io appoggio, dopo averlo svuotato, il terzo boccale di birra.
La Roberta al mio fianco infilza con lo stecchino l'ultima oliva rimasta, mi guarda con l'espressione annoiata e mi dice: Ti sento lontano Amore, ti sei di nuovo perso nei tuoi sogni ad occhi aperti?