LA STAGIONE SI CONCLUDE CON IL CASTELLO PROMOSSO IN C1


Oggi alle otto di mattina, a Castel San Pietro un brivido gelato è corso su e giù per la schiena dei dirigenti della squadra di rugby. Alla conta sul luogo di appuntamento della partenza per Ferrara il dito, quando si è fermato sull'ultimo giocatore della fila, diceva 14. Ne mancava uno per farne 15.
Niente, anche al secondo conteggio ne mancava sempre uno e il referto da presentare all'arbitro della quindicesima partita della stagione dell'Under 14 non si sarebbe potuto completare facendo svanire così il sogno della promozione della prima squadra in C1.
Dieci minuti di cellulari roventi hanno fatto salire la temperatura mattutina e il brivido gelato si è trasformato in un caldo torpore solo quando la mamma, che in un primo momento aveva negato la trasferta al figlio, si è lasciata convincere e ha cominciato a preparare la borsa. Una macchina è partita, ha raccolto il quindicesimo e la casella vuota sul foglio gara è stata riempita.
Quando l'arbitro ha finito l'appello dei giocatori e ha invitando le squadre a entrare in campo, la tensione si è sciolta, l'obbligo delle 2 giovanili necessarie per dare accesso alla categoria superiore alla squadra seniores era stato espletato. Poco importa se poi la partita è finita 87 a 12 per il Ferrara, i Dragons la loro gara l'avevano già vinta al momento del saluto iniziale,

Questa è stata l'ultima partita della stagione 2014-2015, una stagione che ha visto due promozioni, il Bologna in serie B e il Castello in C1, un campionato italiano Uisp vinto dalla Gulmiera di Pieve di Cento e il campionato regionale Under 16 vinto dai ragazzi del Bologna. Un discreto bottino, tutto sommato, che ad una prima lettura evidenzia un rugby bolognese vivo e in crescita.
Sarebbe facile, a questo punto, giocare al ribasso, approfondire l'analisi e fare emergere tutti i problemi che, nonostante i risultati ottenuti quest'anno, permangono nel rugby della nostra città.
Basterebbe porsi una semplice domanda del tipo "E adesso?" per svelare la debolezza dei progetti del rugby bolognese.
Se giocare a rugby fosse soltanto un'esercizio per soddisfare legittime ambizioni agonistiche e sportive, potremmo continuare a vedere tutti i difetti che, senza ombra di dubbio, abbiamo e continueremmo ad avere se qualcosa non cambia veramente nel panorama bolognese, ma siccome questo gioco e tutto quello che ci gira intorno e dentro non si esaurisce nella semplice contrapposizione tra vittoria e sconfitta possiamo continuare a viverlo ed amarlo come grande metafora della vita, la drammaturgia di un mondo più bello e più giusto di quello che di solito si incontra lontano dai campi dove lo si pratica.
Anche se il prossimo anno il nostro rugby sarà un rugby di resistenza, più propenso a mantenere le posizioni piuttosto che un rugby ambizioso con obiettivi straordinari sui quali misurare un necessario e naturale progredire, ci piace pensare che il prossimo anno sarà semplicemente un'altro anno di rugby, come lo è stato per tutti gli anni trascorsi fino ad oggi, un rugby che ci diverte e ci insegna ogni giorno qualcosa, che ci allena ad affrontare la vita con quei principi e quei valori che apprezziamo sul campo e che vorremmo vivere e condividere nel nostro quotidiano.
Questo non vuol dire, però, che non ci piacerebbe vedere mille ragazzini nei concentramenti del minirugby (obiettivo alla portata della nostra città),, che non ci piacerebbe avere un'Under 16 e un'Under 18 in elite, (come hanno quasi tutte le città emiliane), che non ci piacerebbe festeggiare la promozione in Serie A di una delle squadre di Bologna o della squadra di Bologna.
L'anno prossimo mi sembra che sia l'anno buono per riflettere e mettere a punto un progetto forte come una mischia compatta, intelligente come dovrebbero essere le scelte dei mediani, efficace come gli schemi dei trequarti, vincente come il tuffo in meta di uno dei quindici, conseguenza e risultato dello sforzo di tutti i quindici.

M' - 22/06/2015
Bello (e vorrei vedere:::) il primo terzo, poi con tutto quel miele mi sono tutto impatacato e adesso ho tutte le vespe e le mosche addosso!!
io - 22/06/2015
Dai delle soluzioni e il tuo sarcasmo forse avrà un senso
Anonimo - 23/06/2015
M'arcopivatelli - 27/06/2015
Le "SOLUZIONI" le aveva Hitler . Dei punti di vista costruttivi ne ho già espressi parecchi, e, se tu fossi uno che si guarda attorno sapresti che ci prendo spesso. Ma non si può disquisire di niente con gente in malafede.
Poi volevo rispondere anche a quell'altro bigatto ma subito non ho potuto perchè avevo da fare, cosi adesso a mente fredda la risposta è che dovete andare a far le pugnette tutti due, in tandem!!