IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI? IN QUESTO CASO SI!


La storia la racconto così come risulta dagli atti processuali, prendiamo per buona la versione della Fir che ha originato la condanna a tre anni di interdizione per l'allenatore e per l'accompagnatore dei Dragons e la squalifica di un anno per due dei suoi giocatori.
Nello scorso campionato Under 16 nella partita contro il Faenza i Dragons hanno messo a referto un giocatore (il quindicesimo) tesserato in una categoria inferiore.con il cartellino di un altro giocatore quel giorno assente. L'arbitro non se ne è accorto ma l'allenatore del Faenza si, e a partita finita (con la sconfitta del Faenza per inciso) in conseguenza del rifiuto del suo collega castellano di riconoscere lo scambio ha preso carta e penna e ha denunciato alla Federazione il fatto.
Detta così non c'è niente di strano, a parte la condanna un po' pesante, ma a sentire la campana dei Dragons e le ragioni che hanno portato allo scambio la lettura dello stesso fatto cambia e non ho saputo trattenermi dal commentarla.
Per i Dragons, nella stagione passata, la categoria Under 16, è stata un vero problema, all'inizio del campionato i giocatori erano contati ma, come sempre accade, c'era la speranza che con il passare del tempo altri ragazzi fossero entrati in squadra così da poter mantenere in vita l'attività per quel biennio.
Invece le nuove iscrizioni tardavano ad arrivare e in più alcuni infortuni avevano tolto giocatori ai pochi che già c'erano. Sono arrivati così alla partita contro il Faenza con già due rinunce e la drammatica situazione di venir esclusi dal campionato se non si riusciva a farne 15 anche in quella occasione.
Adesso mettetevi nei panni di quell'allenatore e domandatavi se ci vuole più coraggio (o incoscienza) a sciogliere la squadra e dire ai ragazzi di trovarsi un'altro sport, oppure ci vuole più coraggio nel tentare un manino, tanto più che in ballo non c'era nessun obbligo, non avendo ne prima squadra ne deleghe, e non avendo nessuna ambizione di classifica.
Il castellano ha fatto la sua scelta, se ne è assunto la responsabilità e sta pagando per l'illecito senza lamentarsi, come è abituato a fare un rugbista.
Però a me qualche domandina mi viene in mente, e qualche lamentela mi sento di farla.
Se prendiamo ad esempio il calcio, che di giocatori ne ha 100 volte quelli del rugby, le squadre giovanili possono presentarsi con 8 giocatori su 11 e si gioca lo stesso, se una squadra non si presenta o si presenta con meno di 8 la partita viene data vinta a tavolino all'altra squadra, si gioca un'amichevole e non ci sono ne multe ne penalizzazioni, men che meno ritiri dal campionato per tre o più rinunce. E poi ci domandiamo perchè il calcio ha 100 volte il numero di giocatori del rugby?
Quando ho chiesto in giro perchè, con le difficoltà che ci sono già di suo, la Federazione è così severa mi è stato risposto che l'obbligo dell'attività giovanile ai fini della promozione della disciplina è una cosa seria e che necessita di un controllo rigoroso sull'operato delle squadre affinché l'obbligo sia rispettato. Mi sembra, invece, che tutta questa severità, applicata anche alle società che non hanno squadre senior al posto di favorire lo sviluppo lo renda ancora più difficile, e non sto parlando di casi isolati se consideriamo che in provincia di Bologna su 9 società (Imola compresa) solo 3 hanno la prima squadra.
Ancora più assurda mi sembra la squalifica di un anno inflitta ai due giocatori, uno di 14 e l'altro di 15 anni, che alla fine hanno fatto soltanto quello che gli è stato detto di fare, va bene punire l'illecito ma c'è una misura e una proporzione, un buon senso che andrebbe sempre considerato soprattutto quando la punizione corre il rischio di trasformarsi in accanimento.
Un'ultima domanda la voglio fare all'allenatore del Faenza: sentito tutto questo e considerate le conseguenze della denuncia, sei ancora convinto di aver fatto la cosa giusta? anche dando per buono che il tuo gesto non sia il frutto della frustrazione per la sconfitta ma che sia stato determinato da una questione di principio, non pensi che il tuo principio possa essere la causa della fine della carriera di due ragazzi che avevano scelto il rugby come loro sport? e che non c'è principio che tenga di fronte a questa eventualità?

La foto è l'illustrazione della maglietta che i due giocatori squalificati indossano a bordo campo mentre i loro compagni giocano.

rinco - 25/05/2015
Sig. Calbrò, le chiedo,senza voler far polemica, mi interessa capire attentamente il suo punto di vista: Qual'è l'insegnamento che trae il ragazzo "irregolare" durante il riconoscimento che pur chiamandosi "Pinco Rossi" dichiara di essere "Palla Bianchi"? E nello stesso momento, qual'è l'insegnamento che ne traggono i ragazzi presenti nello spogliatoio? Ricordiamo a tutti, che prima della partita c'è il riconoscimento dei giocatori, rito, presieduto dal direttore di gara (che in quel momento è il rappresentante delle regole e del rispetto delle stesse),in cui sfogliando il librone con i documenti (carta identità/autodichiarazione e cartellino) si sincera che coloro che scendono in campo siano realmente le persone dei documenti. Nel caso del ragazzo in questione è chiaramente stato falsificato il documento.
Grazie per la sua eventuale risposta.
enzo calabrò - 25/05/2015
rinco - 25/05/2015
Non credo sia corretto voler nobilitare l'infrazione di regolamento argomentandola in un modo o in un altro. I regolamenti non vanno infranti, senza ma e senza se. Altrimenti, poi ci si trova a fare i processi morali ad ogni singolo caso....perchè quello emerso in questo spiacevole episodio è solo la punta dell'iceberg. Tantissime società ricorrono a questo stratagemma e spesso vengono messi in campo molto più di 1-2 giocatori, ho assistito a episodi in cui c'erano fino a 10 giocatori non regolari. Guarda caso "l'alibi" era sempre questo, ovvero quello di permettere ai ragazzi di giocare. Mi permetto anche di dire, che qualche segno glielo ha lasciato la pratica a cui lei stesso si è sottoposto da ragazzo per giocare e far giocare....ovvero, che oggi trova "normale" usare questo stratagemma per far giocare i ragazzi.Se un club per un motivo e per un altro non è in grado di garantire 15 giocatori regolari, è giusto che non possa giocare e che si debba sforza a trovare altri giocatori "regolari", altrimenti finisce che un escamotage di contingenza diventa la regola..... aggiungo che se non ci fosse stata la giusta denuncia dell'allenatore del Folrì (che non conosco e comunque a prescindere non giudico), per l'ennesima volta la cosa sarebbe passata, permettendo a società che non hanno ancora la capacità di raccogliere un numero adeguato di atleti, d'andare in campo, contro chi questo sforzo l'ha compiuto.
Aggiungo, che purtroppo e quasi sempre i vari comitati regionali (almeno quello dell'emilia romagna si) sanno perfettamente che queste cose accadono, come lo sanno i comitati arbitrali. Ma Visto che siamo cresciuti in un rugby, in cui nella notte dei tempi era normale fare così, oggi tutti o quasi tollerano questo comportamento, anche le istituzioni. Se ci sono regole vanno rispettate. E non è corretto paragonare un tenuto a terra con il falsificare un documento e dichiarare il falso durante l'appello. C'è un abisso grandissimo tra le due cose.
Un conto è quanto accade in campo, durante uno sforzo enorme, in privazione di ossigeno ed in un frangente in cui avere la lucidità per gestire decisioni non è facile, un altro è mentire a sangue freddo, in modo premeditato.
Se giustifichiamo questo episodio, allora tanto vale condonare anche quelle società che mandano in campo 2/3 di giocatori irregolari, che spesso sono anche di categorie superiori.
enzo calabro' - 25/05/2015
soccia rinco, mi hai tirato il trappolone? tutta questa titritera l'avevi già pronta hai solo aspettato che ti dessi il là.... comunque alla fine vieni dalla mia parte, se questo fenomeno è così diffuso forse è meglio cambiare le regole,piuttosto che inasprire la repressione, sono convinto che la maggioranza delle società seguono più l'istinto di sopravvivenza che quello di sopraffazione, e se anche la Federazione, come tu dici, chiude un occhio servirebbe meno ipocrisia e più intelligenza. Penso che la maggior parte di coloro che cercano di promuovere il rugby siano delle brave persone, e bisognerebbe metterle nelle condizioni di lavorare con "onestà" piuttosto che espellerli dal movimento., In fondo lo sai anche tu che farne 15 non è per niente facile, ci vuole del tempo e del sostegno. Prima mettiamo a posto questa situazione e poi stai tranquillo che ti vengo dietro a trovare e punire, come è giusto che sia, chi falsifica i documenti per vincere in maniera fraudolenta, ma questo è tutto un altro discorso,
Scusate ma non posso firmare - 25/05/2015
Le faccio osservare, signor RINCO, che basterebbe permettere di giocare anche con uno o due giocatori in meno (come era permesso fino a non tanti anni or sono) e nessuno più avrebbe bisogno di ricorrere a ceri mezzucci. Anche perchè spesso, a giocare pochi contro molti, si perde, e nessuno perde le partite volentieri. Qualcuno poi dice che si tratta di motivi di sicurezza ma anche questa è un'idiozia, perchè allora, per lo stesso motivo, nessuno dovrebbe essere espulso dalla partita per non minare l'incolumità dei compagni. Comunque, basterebbe dare la partita persa alla squadra con l'inferiorità numerica senza ulteriori sanzioni, perche chiunque intraprenda un campionato lo fa per giocare, nel nostro caso a rugby, e cercare di vincere delle partite, non perchè glielo ha consigliato il medico o il commercialista.
Giancarlo - 27/05/2015
Anonimo - 25/05/2015
Ma siamo certi che tutto questo "rischio calcolato" fosse per mantenere in attività i giocatori e non per assicurarsi i contributi FIR per chi non avendo una prima squadra per cui assolvere le obbligatorietà svolge attività giovanile ? Essendo a fine campionato, poteva essere abbastanza semplice convincere i giocatori a rimanere in vista di tornei vari di fine stagione...
Il punto però non è questo, quanto il rischio di far giocare un ragazzo in una categoria superiore con i pericoli insiti nella differenza tecnica e soprattutto fisica (se fosse capitato qualcosa di grave a livello di infortuni come sarebbe stato giustificato ?).
Se vogliamo insegnare che non ci sono scorciatoie, che le regole giuste o sbagliate si debbono seguire (poi nel caso si cerca di cambiarle) dobbiamo essere intransigenti nell'applicarle.
La teoria che se "la guardi da un'altra prospettiva" si può trovare una giustificazione è quella che ci porta a giustificare qualsivoglia nefandezza come un'incidente di percorso che tutto sommato è stato compiuto da "bravi ragazzi"
anonimo 2 - 25/05/2015
I ragazzi probabilmente erano ben consci delle problematiche in cui sarebbero potuti incappare in caso di infortunio;la loro scelta è stata dettata probabilmente dal nobile sentimento di aiutare la squadra e la società. Si consideri che soprattutto nelle squadre di paese l'attaccamento ai compagni (solitamente anche di scuola) e alla piccola società in cui gli allenatori sono anche presidenti e allenano più di una categoria al giorno è molto più forte che in una grande squadra dove ogni categoria ha un allenatore e i ragazzi possono provenire da più scuole; per cui non penso proprio che abbiano fatto ciò per dei soldi ma piuttosto come gesto di riconoscenza nei confronti della società e dei compagni.
vorrei inoltre considerare che secondo il fallimentare regolamento federale, la squadre devono aver almeno un numero minimo di 15 tesserati per essere iscritte al campionato (under 16 e 18);ciò impedisce a molte piccole realtà di poter iscrivere la squadra,avendo comunque, per assurdo, 14 tesserati. Ciò che si genera dall'impossibilità di iscrivere una categoria al suo campionato è tremenda per queste piccole realtà;difatti i ragazzi che vogliono giocare dovranno andare in altre società (con la probabilità che poi ci rimangano ) mentre quanti non sono disposti a giocare ed allenarsi lontano da cosa o semplicemente per altri motivi non possono andare in altre squadre smetteranno. Ciò creerà un vuoto generazionale per la società sia per l'anno in questione sia per gli anni futuri poiché oltre a nuovi ragazzi, sarà necessario richiamare a giocare quanti avevano smesso e coloro che si sono dovuti andare a giocare in altre squadre. Questo scenario purtroppo non è surreale ma rappresenta la quotidianità pee molte piccole realta;la domanda che pongo io è : ciò fa bene al movimento nazionale?
A monte di ciò, mi accodo a coloro che capiscono il gesto fatto dall allenatore della squadra castellana.
enzo calabro' - 25/05/2015
Conoscendo la società e il ragazzo che è entrato non mi sembra che gli argomenti sollevati possono essere adattati alla situazione specifica, però siccome a partire da questo caso volevo sollevare un problema più generale, in se questi argomenti sono plausibili e alimentano il dibattito.
Detto che in linea di principio le regole vanno rispettate, e da questo pulpito non potrei dire altrimenti, la provocazione voleva sollevare un dubbio sulla validità ed efficacia della regola, comprendendo nella regola anche la misura e i criteri della punizione inflitta.
Se scoprissi di essere solo io a pensarla così sono pronto la prossima volta che faccio la pipì a mettermi seduto ed evitare così una evidente pisciata fuori dall'urinario.
M'arcopivatelli 1000 all'alba - 25/05/2015
Zanardi - 25/05/2015
Sono d'accordo con Calabrò, strano ma vero, alle volte bisognerebbe prendere esempio dal calcio per certe cose (e viceversa) è inutile fare i giustizialisti sulla pelle di ragazzi e allenatori, le regole vanno cambiate e alla svelta.
Comunque rimane prioritaria la necessità di preservare la sicurezza sui campi e se la legge rimane questa il rischio di vedere ragazzi di categoria superiore imbucati con i più piccoli ci sarà sempre con ovvie e probabili ripercussioni
rinco - 25/05/2015
Comunque più che cambiare le regole, o pretendere che vengano rispettate a metà, per questi club andrebbe implementata l'offerta del rugby 7 che ora c'è per la 18, estendendola anche alle categorie inferiori, così i ragazzi prendono confidenza, giocano e quando i numeri lo permettono si passa a quello a 15......
Anonimo - 25/05/2015
quelli che non contano - 25/05/2015
Allora, provo a sintetizzare: per guadagnare 4.000€ di contributi federali una società fa rischiare la salute ad un ragazzino di 14 anni, poi convince lui e il suo amico (quello che presta il nome) a testimoniare il falso. Tutto ciò, ribadisco, per guadagnare illecitamente 4.000€
E di fronte a questo esempio assolutamente negativo di comportamento sportivo e genitoriale, la proposta di Calabrò e di Pivatelli quale è? Bisogna cambiare le regole!
Fantastico...
Anonimo - 25/05/2015
Ecco... quest'ultima sintesi è quella che mi sembra più verosimile e priva di arrampicate su specchi...
M'arcopivatelli - 25/05/2015
Intanto per dare del LADRO a qualcuno sarebbe logico che ti firmassi, pusillanime, vile e merdina!
Che cosa ne sai tu di come sono andate le cose? Fascista!
Se tutti ragionassero come te, Robespierre, Mazzini, Lenin, Mao, Castro, Malcom X e Mandela non avrebbero avuto nessuna incidenza nell'evoluzione della vita dell'umanità. Ma per fortuna non è così, adesso è abolita la schiavitù, c'è la cassa malattia, le ferie ecc. ecc.
Se tutti ragionassero come te, che dici di chiamarti quellichenoncontano che vali quanto un ciapetto con la molla rotta, non ci sarebbe ancora il Rugby in Italia, e nemmeno il Football. Di conseguenza, il mio bel bagaglio, non avremmo avuto il piacere di conoscere, ad esempio, un ganzo come Gianni Rivera che dall'alto della presidenza del Settore Tecnico della F.I.G.C. sostiene che la fortuna di uno sport di squadra all'aperto viene dal continuo incremento delle "-piccole squadre di quartiere e di periferia-" e che bisogna adoperarsi affinchè i regolamento non siano vessatorii verso queste. Intendi il ragionamento? Parliamo del disdicevole Football, l'unico sport di squadra di VERO professionismo, lo sport dove la simulazione del fallo da calcio di rigore viene stigmatizzata, a differenza del nostro dove se fai crollare la mischia avversaria e guadagni un calcio di punizione in attacco (imbrogliando l'arbitro) vieni elogiato anche dai telecronisti.
E comunque per adesso mi fermo qui, perchè non vale la pena continuare a rivolgersi a chi è spudoratamente in mala fede.
Giovanni Landi - 27/05/2015
quelli che sanno contare - 25/05/2015
penso che quelli che non contano abbia sbagliato a fare i conti, tenere in piedi una Under 16 costa molto di più che 4000 euro, tra affitti dei campi, terzi tempi, trasferte, dottori, dotazioni tecniche, allenatori..... servono molti più soldi del contributo federale, l'unica maniera di guadagnarci è proprio non farla, sperare nella squalifica alla terza di campionato e scappare alle Bermuda con le quote dei ragazzi.....
anonimo 2 - 26/05/2015
SECRET AGENT X 9 - 27/05/2015
Su invito del Signor Calabrò ho aperto il sito ed ho letto questo articolo. Ho notato che i commenti sono, per la maggior parte, postati anonimamente...Perché?
M'arcopivatelli (avantiopopolo) - 27/05/2015
ribadisco G.L. - 27/05/2015
Giovanni Landi - 27/05/2015
Sono da anni fuori dai campi, quindi prima di scrivere il mio parere mi sono documentato, cosa che avrebbero dovuto fare anche quelli che godono a buttare fango su chi si sbatte per fare dei nuovi giocatori e di riflesso anche su chi l'ha fatto in passato, uno su tutti Paolo Minardi.
Dalla descrizione dei fatti di Calabrò, si evince che il Castel S. Pietro aveva già rinunciato a due partite e pertanto aveva già perso ogni diritto al contributo federale!!
Quindi è palese e inconfutabile che il "reato" è stato commesso unicamente per non dovere disperdere i ragazzini under 16 e con essi gli sforzi di anni. Signori accusatori anonimi fate bene a rimanerlo, perchè dovete vergognarvi!!
Quelli che non contano - 28/05/2015
Caro Landi, non scomodi la memoria di Paolo Minardi e provi a documentarsi un po' meglio. A me risulta che l'eliminazione dal campionato - e la conseguente perdita degli incentivi federali - scatta alla terza partita non disputata o non valida. Se così fosse, cambierebbe il suo giudizio sul comportamento di Sabbioni e Pivatelli, entrambi interdetti per 3 anni? Continua a ritenere che lo abbiano fatto per amore dello sport o più prosaicamente per far quadrare il bilancio? E il fatto che abbiano chiesto a due ragazzini di dichiarare il falso di fronte alla giustizia sportiva come lo giudica? Attendo la sua risposta.
enzo calabrò - 28/05/2015
Caro Quelli che non contano ti sei beccato un CARTELLINO GIALLO. In gergo il mio ruolo si chiama moderatore ma per rimanere nel conteso diciamo che mi tocca fare l'arbitro e se insisti con questa storia di dare del farabutto a destra e sinistra la prossima volta tiro fuori il ROSSO (ovvero censurerò i tuoi commenti).
Siccome li ho tirati in ballo io, mi sento in dovere di risponderti per conto dei diretti interessati e toglierli così da una situazione veramente imbarazzante.
Mi sembra che qualcun'altro ti abbia già fatto notare che chi si mette nell'avventura di montare una squadra di rugby non lo fa per guadagnarci e nemmeno per rimetterci poco, Quei 4000 euro, o forse meno, a cui ti stai attaccando, persi indifferentemente alla terza o alla prima rinuncia, non sono niente in relazione ai bilanci societari e ancor meno a quelli personali, e qui c'entra Paolo Minardi, non ti permetterò più di reiterare l'oltraggio a chi per passione svolge attività di promozione del rugby giovanile.
In più stai fuorviando il dibattito, gli accusati sono stati giudicati e condannati punto e basta, il problema che ho sollevato è relativo all'efficacia di un regolamento così fatto per favorire lo sviluppo di questo sport. Ti assicuro che non è una mia menata ma un problema abbastanza diffuso e in una fase così particolare tra potenzialità e criticità della crescita del movimento forse è meglio pensarci e riflettere tutti assieme invece che beccarci sulla testa come le galline nel pollaio. Riusciremo mai a costruire invece di distruggere?
G. Landi - 28/05/2015
007 ( amico molto di secret agen x/9 ) - 31/05/2015
Mi sembra che il sig. Calabro' abbia messo il punto fine a questa discussione. Io condividerei il concetto se si puo'....
rinco - 04/06/2015
Rilancio, anche se qualcuno ha detto che per le giovanili l'unica è la union.
Se non arrivi a 15 giocatori, è inutile volersi incaponire, per fare propedeutica ed insegnare i principi fondamentali il rugby a 7 va benissimo, visto che si parla di ragazzi che hanno poco vissuto di rugby.
Se si porta nei regolamenti che se non arrivi a 15 puoi giocare in 14, siamo punto a capo, quando uno ne avrà 13, farà giocare un giocatore non regolamentare per arrivare a 14.
Se si decide che puoi giocare fino a 13, quando ci sarà chi ne ha solo 12, butterà nello stesso meccanismo dentro uno non regolamentare. Se a 15 vuoi giocare, 15 ne devi portare!! Trovarne 7 per iniziare a comprendere e a giocare va più che bene. Poi, se invece di giocare a tutto campo nel pieno delle regole del Seven, si fa come nella femminile in cui si limita la dimensione va bene lo stesso. Ma ribadisco, se si vuole giocare a rugby union ne devi avere 15, senza se e senza ma!vogliamo andare incontro alle piccole società nascenti, istituiamo dei campionati a 7. Se uno non arriva a metterne insieme 7, allora fine, che mandi i 2-3 giocatori in altri club.Altrimenti si continua ad alimentare il meccanismo, che pur di far giocare tutti, va bene prendere un ragazzino che non ha titolo per giocare quella partita, falsifichi documenti e al riconoscimento gli fai dire il falso davanti all'arbitro.
Ricordo, che durante il riconoscimento l'arbitro ha in mano i documenti che la società dichiara essere veri, quindi per far giocare un U14 in un partita di U16 si sono prodotti documenti falsi, dati istruzioni al ragazzo di dire che si chiama diversamente dalla realtà e alla squadra intera di far finta che sia vero. Quindi troviamo il modo di chiudere questa pratica poco educativa e mettiamo in campo chi ha titolo per starci. Se serve partiamo da un rugby a 7.
Chiudo dicendo, che io amo il 15 e il 7 non piace nemmeno a me, ma piuttosto che far giurare il falso a dei ragazzini, meglio introdurli nel mondo del rugby tramite quello a 7.
P.S. io non giudico nessuno, guardo avanti e ragiono per il futuro, chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto.
Albert - 04/07/2015