LIONS 17 RENO 21. LA STESSA PARTITA CON UN'ALTRO RISULTATO


A rugby si gioca come minimo in 15, un bel numero se lo confrontiamo con altri sport di squadra, solo 11 per il calcio, 5 per il basket, 6 per la pallavolo. In molte squadre e non solo a Bologna, mettere insieme il XV tutte le domeniche è più difficile che farlo giocare bene. Tra infortunati, gite con i genitori, impegni scolastici e religiosi al venerdì quando si fa la conta, prima ancora di definire la formazione ci si preoccupa di arrivare al numero minimo che la federazione richiede per far iniziare la partita.
Sarà per questo che alla seconda fase del campionato U16, quella che viene definita Coppa Emilia Romagna si sono iscritte poche squadre, 3 in Emilia e tre in Romagna, per molte società, espletato l'obbligo, il rischio di prendere delle multe o delle penalizzazioni è talmente alto che i loro giocatori di 14 e 15 anni hanno smesso di giocare alla fine di marzo.
Dal numero di giocatori a disposizione negli allenamenti dipende anche la qualità delle squadre, poter allenarsi in 15 contro 15, provare le giocate con un'opposizione completa è una condizione fondamentale nella crescita del giocatore e della qualità del vivaio,
Il numero di giocatori incide sulla qualità di una squadra anche per un semplice calcolo statistico, più giocatori hai è più è probabile trovare degli atleti di buona levatura, con doti fisiche naturali sulle quali costruire un percorso tecnico.
Seguendo questo ragionamento è possibile vedere la stessa partita con uno sguardo differente, chi vince e chi perde lo si definisce già al momento della consegna all'arbitro del referto, dove il numero dei giocatori iscritti origina un risultato a volte diverso da quello ricavato dalla somma delle mete e dei piazzati, ma altrettanto importante e significativo.
La Reno oggi si è presentata in campo con 21 giocatori, di questi 5 venivano da San Giovanni in Persiceto e giocavano per la prima volta una partita regolare in un campionato di questa categoria.
Se poi consideriamo che una decina di quelli scesi in campo con i Lions il prossimo anno ingrosseranno le fila della squadra Under 18 della Reno dobbiamo riconoscere alla società della Barca una certa capacità attrattiva, di sicuro superiore a quella del Bologna 1928, il suo competitor nello stesso bacino demografico.
Sarà in grado la Reno di valorizzare queste premesse e svolgere un ruolo da protagonista nella promozione del Rugby su scala territoriale?, avrà la capacità, la forza economica e organizzativa per passare dalla raccolta alla semina? Se la risposta fosse si penso che in breve tempo la qualità/quantità del rugby nostrano potrebbe fare quel salto progettuale necessario ad una crescita strutturata e duratura del movimento bolognese.