LA RENO HA PERSO IL DERBY PIU' DI QUANTO IL BOLOGNA LO ABBIA VINTO


Reno 10 Bologna 11

Il rugby, a certi livelli, ma forse anche in generale, è bello perchè appena finita la partita, dopo una serie di decisioni arbitrali dubbie e contestate, si può correre di fronte agli spogliatoi e aspettare che l'arbitro esca dal campo, Nel rugby puoi chiedere al giudice di gara di rendere conto del suo operato, e lui ti risponde spiegando le scelte e i motivi delle decisioni prese, Anche il tifoso più sfegatato, quello che fino ad un attimo prima gridava allo scandalo, rimane disarmato dalla civiltà con cui si svolgono anche le discussioni più animate, le opinioni divergono, gli errori, se ce ne sono stati rimangono, ma nel parlarsi si chiariscono le ragioni dell'uno e dell'altro, si recupera il senso di quello che è successo e si ritorna nell'ambito più consono al contesto, il gioco prevale e la drammatizzazione rimane all'interno del recinto che delimita il rispetto della persone e delle loro opinioni.
Nel caso specifico l'arbitro ha chiarito ogni dubbio sul suo fischiare, giusto o sbagliato che fosse, è ha tolto ogni argomento dalla bocca degli interlocutori quando ha detto che se la Reno avesse piazzato a tempo scaduto, almeno uno dei due calci di punizione a suo favore dentro i 22, in mezzo ai pali avrebbe vinto la partita e di sicuro non ci sarebbero state tutte quelle discussioni.
In effetti così è stato, negli ultimi minuti la Reno aveva la partita in pugno, sotto di un punto ha peccato di orgoglio o di presunzione e in assenza di una guida o con una guida poco lucida, ha giocato la palla tentando di sfondare il muro della difesa per entrare in meta invece di piazzare un facile calcio e portarsi a casa il risultato. Come spesso capita, l'insuccesso dipende più dai tuoi errori che dalla sfiga o da altri fattori esterni e nel rugby, il gioco che più di ogni altro interpreta la metafora della vita, questo vale ancora di più, nel corso degli ottanta minuti si hanno tutte le opportunità per far valere una eventuale superiorità tecnica, fisica o psicologica se così non è stato vuol dire che gli altri sono stati più bravi, l'arbitro non conta e la sfortuna men che meno.
Il bello è che questo lo si può sperimentare e imparare sul campo di gioco e magari trarne profitto in altre occasioni fuori da quel rettangolo dove sono ben altre le sfide da affrontare e dal tuo comportamento prima, durante e dopo un'insuccesso dipende la capacità di trasformalo in un futuro successo.

Per i primi 10-15 minuti il Bologna si insedia nella metà campo della Reno e porta a casa tre punti. Poi la Reno, approfittando della pausa necessaria a rattoppare il polpaccio dell'arbitro, da una ripassata al "manuale del rugby moderno" e comincia a macinare gioco, niente di fantasioso o particolarmente originale ma senza dubbio efficace. Conquista della palla tre punti di incontro in sequenza con avanzamento, apertura fino all'ala, altra ruck e apertura nel senso opposto, un rackino veloce e di nuovo apertura nel senso per sfruttare la superiorità numerica. Un gioco pulito e lineare che porta a casa 5 punti e a seguire una supremazia infruttuosa fino alla fine del primo tempo.
Il secondo tempo inizia come era finito il primo, con la Reno che, grazie ad un buon pacchetto di mischia, impone il suo gioco e la meta segnata alla fine di un carretto di una ventina di metri mette il suggello ad una fase della partita colorata soltanto di giallo e di blu.
Mentre la Reno preferisce costruire l'attacco sul possesso e l'avanzamento degli avanti, il Bologna predilige giocarsi le sue chance sul gioco aperto con schemi anche in terza o quarta fase. In questi casi l'organizzazione della difesa è fondamentale per occupare gli spazi che si aprono con salti d'uomo, inserimenti e loop. Nella parte centrale del secondo tempo alla Reno sono venuti a mancare i movimenti della seconda linea di difesa e il Bologna ne ha saputo approfittare segnando una meta prima e poi passando in vantaggio con un piazzato.
11 a 10 per il Bologna a pochi minuti dalla fine. "Accidenti a quella traversa colpita nella trasformazione della seconda meta" avranno pensato quelli della Reno "adesso andiamo là e facciamo un'altra meta". Sono cominciati così quei dieci minuti finali, con il Bologna a difendere quel punticino con le unghie e con i denti e la Reno intestardita nel voler segnare la meta della vittoria, ne più ne meno di una meta, per chiudere con una dimostrazione di forza il quarto derby stagionale. Il muro del Bologna sulla linea di meta ha retto mentre la Reno tutta concentrata sui muscoli ha dimenticato che a rugby si gioca anche con il cervello. Due facili piazzati rifiutati a tempo scaduto lasciano all'allenatore l'abbassamento di voce per il tanto gridare "piazza!!, piazza!!", tolgono l'arbitro dall'imbarazzo di decisioni discutibili nelle fasi cruciali dell'incontro e danno ai giocatori del Bologna la consapevolezza di essere stati i più forti senza essere stati i migliori.
Il campionato Under 18 finisce qua, molti passeranno di categoria e altri entreranno dalla 16, il prossimo anno sarà tutta un'altra storia e chissà se sarò ancora qua a raccontarla.

Paolo Muran - 10/05/2015
Grande Brò...spero tu sia ancora li a raccontarla!
da parte mia va detto che sono orgoglioso del grande miglioramento che la squadra di bologna ha fatto..
Partita malissimo..piano piano sono diventati una squadra...Per chi cura lo sport giovanile sarà questo un obiettivo centrato no?
Bravo Massimo Zanini l'allenatore e bravo Maurone Anteghini ...con il lavoro e la pazienza hanno formato una squadra.
Anonimo - 10/05/2015
in ogni tempo ed in ogni sport chi vince festeggia e chi perde spiega.
romeo - 10/05/2015
In tanto bel raccontare non manca mai chi rovina tutto con un commento. I festeggiamenti, ancorché legittimi, e meglio che siano sobri, eleganti come il rugby vuol essere, e un po' meno cafoni. Grazie Enzo sei come al solito all'altezza, nel senso che riesci ad essere sopra tutti noi.
Anonimo - 10/05/2015
bah il senso era al contrario della tua dotta disquisizione.Ovvero il Bologna ne ha perse 3 su 4.e adesso per una legge dello sport festeggia.con moltissima misura.
Anonimo - 10/05/2015
io c'ero e nessuno è stato cafone !
Anonimo - 10/05/2015
M' - 10/05/2015
Io l'avevo detto, mettete sù Tommy titolare! E voi nò. Ecco, e adesso andate a zigare con l'arbitro, stavolta e anche l'altra volta. Tè Tommy stai tranquillo, loro non ti fanno giocare perchè sono invidiosi che sono brutti.
Anonimo - 10/05/2015
Su con la vita Romeo il prossimo anno le vincerai tutte……….
Anonimo - 11/05/2015
Stai patendo un bruciore lato "B" che ti rende nervoso???????? Prova Solcoseryl crema.......
pederzoli carlo - 11/05/2015
e pensare che con il rugby a colori nella categoria U.14........ mi spiego il Bologna 1928 con i quattro ragazzi della Reno ha fatto una bella figura al trofeo delle 6 regioni a Cesena, la Reno con quattro ragazzi del Bologna 1928 ha fatto bella figura al Topolino.............meditate gente meditate,
flyldown - 11/05/2015
Io sto con chi vola basso...
Mauro Anteghini - 11/05/2015
Bel lavoro Enzo, come sempre dai ai non tecnici come me il senso della bellezza di questo sport che noi tutti amiamo, ho già detto in occasione del penultimo derby under 18 ciò che per me la Reno poteva essere questo anno, mi ripeto dicendo che secondo me era la seconda forza del girone, nulla di scontato all' inizio, ma poi la squadra della Barca è cresciuta in maniera esponenziale durante tutta la stagione, avendo una piccola flessione in questa ultima parte.
Il Bologna 1928 è cresciuta moltissimo ma, in maniera diversa dalla Reno, noi abbiamo lavorato sul gruppo mentre la mia impressione è che i gialloblù abbiano valorizzato maggiormente le individualità dei singoli atleti.
Ovviamente la mia è solo una impressione, non conoscendo il lavoro fatto sulla sponda destra del Reno, intendo però con questa mia complimentarmi con la Reno per la bella stagione, e dirvi che per me, questa vittoria così sofferta nulla toglie al valore della vostra squadra, è invece stata accolta come buon viatico della festa promozione della nostra seniores.
Noi del RUGBY BOLOGNA 1928 domenica prossima faremo festa, sarebbe bello che tanti appassionati come noi che leggiamo sempre le tue cronache, ci dessimo appuntamento all' arcoveggio per la partita contro il S. Benedetto del Tronto.
Ste' mo ban ragazù alaura a san tot d' acord, arvadres a dmandga all' arcoveggio e FORZA BULAGNA!!!!
M'arcopivatelli - 12/05/2015