LA RENO CONTA I PUNTI IN ATTESA DELLA PARTITA CHE CONTA


Reno 25 Reggio(2) 27

Solo quando escono dallo spogliatoio e li vedi con quei segni sul volto, chi un occhio nero, chi un ematoma sullo zigomo, i graffi sul collo, il naso grosso e ancora sanguinante, solo allora vedendoli da vicino capisci la battaglia che c'è stata in campo, capisci che le due risse scoppiate e subito sedate avevano un motivo, erano solo la punta di un iceberg la cui parte più grossa era nascosta sotto una ruck.
Ognuno di quei lividi così vistosi, domani, varrà almeno tre "poverino", una carezza affettuosa e due scossate di testa, una ironica e l'altra rassegnata, ma oggi ancora bruciano come la sconfitta che li ha originati e la rabbia che fatica a scemare.
Ma andiamo con ordine, teniamo premuto il tasto con le due freccette a sinistra e riavvolgiamo il nastro fino all'entrata in campo delle due squadre.
Nello schieramento al centro campo già si poteva vedere che il Reggio non era proprio 2 ma molto più vicino all'uno, quelli in campo oggi, anche solo nella fisicità, non sembravano appartenere a quella squadra che nella prima fase del campionato ne aveva giocate nove senza vincerne nemmeno una. Il campionato elite è finito e le squadre si mischiano, d'accordo che il Reggio è arrivato penultimo ma già al secondo passaggio del mediano di mischia si capiva che i reggiani avevano caricato il pullman con più qualità che consolazione giusto per parafrasare l'infelice nome che la federazione ha affibbiato alla seconda fase del campionato regionale.
Comunque la Reno parte bene e poco dopo va in vantaggio con una meta sulla sinistra, molto angolata ma che il mediano riesce comunque a trasformare. Ottimo, in tribuna la prima meta fatta è il segnale del taglio del salame e si comincia a mangiare e bere un pignoletto molto più buono di come era stato presentato.
Il Reggio ha un centro tognino, cioè piccolotto ma tosto, che nasconde la palla sotto il braccio e entra come fosse alto uno e ottanta e pesasse novanta chili, guadagna sempre il vantaggio e la difesa della Reno per fermarlo si scompone. Quando la palla viene aperta di nuovo al vantaggio in metri percorsi si aggiunge quello della superiorità di uomini correttamente schierati. La Reno subisce così due mete non trasformate e il primo tempo si chiude sul 10 a 7 per gli ospiti.
Nell'intervallo i giocatori bevono ma gli amici e i parenti in tribuna si buttano su un'eccellente insalata di riso che non fa rimpiangere le lasagne dell'ultima partita giocata in casa, gira anche del formaggio dolce e morbido che se mangiato con le streghe pretende un secondo giro di bianco. Il primo sorso va giù allegro, bagnando il piazzato del pareggio, il secondo più della sete spegne il disappunto per il piazzato che riporta il Reggio in vantaggio.
Con il crescere del punteggio e i bicchieri di vinello bevuti, tenere dietro ai punti comincia a diventare difficile e così a grande richiesta, qualcuno va a recuperare il tabellone che i punti li segna e lo appende, anche se in ritardo, tra le due panchine, giusto in tempo per segnare la seconda meta e un altro piazzato della Reno.
Pancia piena e una meta di vantaggio, ci vorrebbe un caffè. Stavo quasi per dirlo forte come fosse una battuta di quelle che si dicono in una pausa del gioco, utile per ritrovarsi tutti concordi e rinsaldare l'unione tra i tifosi, quando due gradini più sotto sento esclamare: "qualcuno vuole un caffè"? Magica mamma di chi non so chi, tira fuori un thermos di quelli che si portavano sui treni quando si andava in vacanza con la famiglia, versa un moka ancora caldo già zuccherato e mentre lo sorseggio il Reggio segna e trasforma.
Accidenti non ci voleva, quanto stiamo? il tabellone segna 18 a 20 per il Reggio ma poco dopo il punteggio viene corretto: 20 a 20. Controllo sul taccuino, mi sembra che la Reno sia sotto di 2, forse la trasformazione in mezzo ai pali del primo tempo è andata dentro e non me ne ero accorto, ma potrebbe anche essere che con quella calligrafia da analfabeta di ritorno che mi ritrovo mi sono sbagliato a leggere o a contare, comunque sono due in più per la Reno e anche se non ci convince speriamo che sia vero.
Con il punteggio in bilico, il caldo afoso e la stanchezza che sale la partita comincia a innervosirsi, nei raggruppamenti si usano di più i pugni che le spalle e nel gioco aperto più il piede che le mani, oltretutto la Reno ha perso la reattività nelle ruck e il Reggio gioca un maggior numero di palle e di maggiore qualità. Se non arriva in fretta uno scatto di orgoglio, se la rabbia non si placca e si recupera lucidità, di solito, in queste situazioni, se ne prendono una o due mete e poi ci si domanda come è potuto succedere.
Oggi, lo sbandamento prima della ricomposizione, è costato solo una meta trasformata e con 10 minuti alla fine e 7 punti da recuperare, dando per buono quello che dice il tabellone, se non la vittoria almeno il pareggio è alla portata.
I ragazzi si rimettono in riga, il tifo continua a sostenere e la palla rimane sempre nei 22 del Reggio, come una pallina da ping pong rimbalza sulla linea di meta due tre volte prima di caderci dentro schiacciata da una manona gialloblu. La perpendicolare dal punto è molto vicino alla linea di touche ma il calciatore oggi è in vena e la concentrazione che ci mette nel sistemare la palla, nel misurare i passi della rincorsa, nel guardare i pali prima del calcio e di quelle di chi non vuole sbagliare, tutta la partita si riassume in quel calcio e più passa il tempo e più si convince che quel calcio non lo può proprio sbagliare.
Calcio... dentro. fischio finale. 27 a 27 (???) Sembra fatta ma la festa dura poco, tutti corrono dall'arbitro perchè faccia i conti, e fatti bene, alla fine sul referto non va quello scritto sul tabellone e nemmeno quello annotato sul mio taccuino ma quello che vale sono gli scarabocchi del suo cartellino. Tutti in cerchio intorno all'arbitro a sbirciare su quel pezzetto di carta dove il vero è scritto, definitivo e insindacabile. Tutto visto e sommato, quelli che saltano e urlano per la contentezza hanno la maglia rossa e nera, 27 a 25 per il Reggio e così sia.
Sabato prossimo, a las cuatro de la tarde, sempre qui alla Barca si giocherà il quarto derby della stagione, e questa volta l'esito non è poi così scontato, nelle ultime partite il Bologna ha fatto risultato e espresso un gioco sempre più convincente, al contrario la Reno le ultime 2 le ha perse, sempre di 2 punti, anche contro il Piacenza che oggi è stato battuto dal Bologna. Staremo a vedere, a sentire, annusare, toccare con mano il gusto di una partita che conta, dando un senso (anzi tutti i cinque sensi) ad una stagione strana ma col botto finale.

M' - 06/05/2015
Vogliamo Bosco titolare! Dài Tommy, insistisci! (questa fattela spiegare da chi andava allo Stadio negli anni 60) E poi comunque sei il più bello, e, si sa, l'apertura per prima cosa deve essere uno bello.