LA UISP E IL RUGBY BIOLOGICO


Domenica scorsa si è svolto a Castel San Pietro un Torneo a sette, patrocinato dalla Uisp. Erano in 50 giocatori e 8 Società coinvolte (Cus Ferrrara, Meldola, Castelsanpietro, Cinghiali del Setta, Orda Balorda. I Balanzoni, Le Cinghiale Touch, La Gulmiera), Si sono divertiti tutti moltissimo e si rivedranno il 19 Aprile per la seconda tappa del circuito.
Questa è la notizia, ma vale la pena di spendere due parole sulla Uisp e sullo spazio che sta occupando nel panorama rugbistico odierno.
Nell'ultimo anno sono arrivate a bolognarugby.it una decina di mail con la richiesta di informazioni su dove poter giocare a rugby qui a Bologna, il più delle volte i mittenti si sono indirizzati verso le società amatoriali, forse erano solo rugbisti di passaggio o non si sentivano per età o capacità all'altezza di squadre che militano in campionati federali, o forse la voglia e il piacere di giocare a rugby prescindeva dall'ansia di prestazione e il desiderio di divertirsi era maggiore dell'impegno richiesto da campionati lunghi e competitivi.
Fatto sta che oggigiorno chi esce dall'Under 18 e non riesce ad entrare nella rosa di una prima squadra non sa dove sbattere la testa, ma ci sono anche giocatori che pur allenandosi con i seniores di una squadra federale, non essendoci più i campionati riserve e non essendo ancora old, alla domenica se ne stanno a casa o in tribuna a vedere gli altri giocare senza capire il senso di tutta quella fatica fatta durante la settimana.
Mi viene da pensare che oggi nell'ambito federale ci siano più rugbisti che squadre e che la diffusione e la crescita del rugby in Italia abbia più esigenze di quello che la Federazione può offrire.
Viva la Uisp, allora, con le sue squadre nate e gestite dal basso, bagnate più dalla birra che dall'acqua calda sotto la doccia, con tanta voglia di rugby da superare difficoltà economiche, organizzative e logistiche. Ben venga la Uisp, allora, capace di catalizzare il rugby nella sua essenza più pura e primordiale, dove si gioca a 7 a 15, col tocco e la placcata, con la mischia che spinge o anche quella no-contest, basta che la palla sia ovale, il terreno fangoso e un avversario da battere prima e da applaudire dopo.
La crescita del rugby Uisp è un segnale della crescita del rugby in Italia in termini numerici, ma ancor di più è sintomatica di una cultura rugbistica che si sta diffondendo, di quell'humus necessario per copiosi raccolti futuri, del fertilizzante naturale che da origine a prodotti gustosi e di qualità.

M'arcopivatelli - 18/03/2015

E allora onore al merito : tutto questo c'è grazie al Conte Moscariello Bentivogli. Ddaje Clà!!
... ah a proposoto dell'humus, fertilizzantE o fertilizzantO ?
Tiziano Taccola - 19/03/2015
Quest'articolo mi piace molto. Posso pubblicarlo su JalSport?
Tiziano Taccola - 19/03/2015
http://www.jalsport.it/