ARBITRO, QUANTO MANCA?


Reno 5 Pieve 38

Solo dopo essere stati 80 minuti in mezzo al campo con quella pioggerellina gelida che ti cade addosso, la maglietta fradicia, colorata di un marron uniforme ed indistinguibile da quella degli avversari, solo dopo aver avuto le scarpe incollate a terra e ricoperte da un blocco di fango che impedisce la corsa e rende faticoso solo alzare il piede, solo dopo essere caduto in una pozzanghera ghiacciata ed esserci rimasto un tempo infinito in attesa che la ruck si sciogliesse per rialzarsi e pulirsi gli occhi dal fango, solo quando sotto la doccia, masticando terra, riesci di nuovo a muovere le dita e non ti importa se hai vinto o perso, ma sei contento solo che sia finita, solo allora puoi dire di aver giocato a rugby e ritrovarti complice e solidale con un chiunque che incontri e ti dice che anche lui è o è stato un rugbista.
Solo dopo essere passato da questo calvario ma sopratutto esserti ripresentato il martedì al campo di allenamento con ancora il fango sotto le unghie e i graffi sulle ginocchia, potrai assaporare il piacere di essere unico ed eroico e custodire il segreto di questo sport che nessuno potrà mai percepire attraverso lo schermo televisivo o anche soltanto guardando una partita in tribuna.
In una domenica così esserci è più importante che vincere e non ha senso parlare di gioco o di risultati, anche perchè il gioco non c'è stato e non poteva esserci con quella palla matta e pesante e il terreno mescolato con il mastice.
Avranno vinto sicuramente i più bravi nell'interpretare e adattare il rugby alle condizioni atmosferiche, e anche questo è saper giocare al pari del 2 contro 1 e della conquista della linea del vantaggio. Avranno vinto le ali che per tutto il tempo sono rimaste impalate al freddo sotto la pioggia con solo una vaga speranza di ricevere la palla, avranno vinto gli otto avanti avvolti nel vapore del loro sudore ogni volta che si legavano nelle innumerevoli mischie di una giornata come questa, avranno vinto gli estremi nel tentare di intuire un rimbalzo e nello scoprire che il rimbalzo non c'era, i mediani nella rincorsa ad una precisione da orologiaio nel giorno della grossolana badilata del contadino, avranno vinto i centri nei tentativi di domare palle viscide ai quali oggi nessuno ha rimproverato un errore nel passaggio.
Oggi, per i trenta in campo, a un certo punto della partita, vittoria o sconfitta non rappresentavano il problema principale e alla domanda "arbitro, quanto manca?" non seguiva affatto un ragionamento del tipo "possiamo ancora recuperare" o "non ce la faranno mai a raggiungerci", per gli uni e per gli altri la risposta era semplicemente un numero che moltiplicato per 60 dava i secondi che mancavano alla fine della sofferenza e al premio, uguale per tutti, di una doccia bollente.

Tiziano taccola - 23/02/2015
E volevi smettere? Grande poeta.
M'arcopivatelli - 23/02/2015
In trasferta, la doccia bollente l'avrai fatta in trasferta? In più di vent'anni di partite di regbi, a Bologna (Antistadio, Barca, Antistadio, Barca), credo di avere fatto, a dire molto, venti docce
calde... e sempre solo quando c'era il sole e il campo asciutto.
Bravo Enzo, che bel fondo che hai scritto, degno del tuo omonimo Biagi. l'immagine della mischia avvolta dal vapore mi ha fatto passare tutti i dolori. Mi sono di nuovo sentito avvolto dal tiepido microclima che si creava all'interno della MAGLIADAREGBI di cotone, che, intonacata di fango all'esterno,sulla pelle, manteneva un'intercapedine di umidità ad una temperatura perfetta (per un pilone). Altro che tessuti "tecnologici" .
Marina - 23/02/2015
Siete dei vecchi nostalgici. Con le vostre melensaggini non riuscirete a mettere in testa ai nostri figli delle idee deleterie!! Il mondo va avanti. Il futuro è fatto di campi sintetici.
M' - 23/02/2015
Mi dispiace per lei che non sa. Ma magari a lei piace passare una domenica al multisala Medusa o all'outlet del Mugello...
ec - 23/02/2015
è molto probabile che finisca così ma spero vivamente, per i nostri figli, che sul sintetico riescano anche a far germogliare emozioni, altrimenti non saprei dove riusciranno a trovarle
melega daniele - 23/02/2015
genoveffa - 23/02/2015
....anche logorroici e rincoglioniti
melega daniele - 23/02/2015
melega daniele - 23/02/2015
Cara EC dal sintetico germoglie nulla la tua affermazione un ossimoro .
continuo con le citazioni " dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fiori."
M'arcopivatelli - 23/02/2015
melega daniele - 23/02/2015
Cara Genoveffa tu hai ragione.
Albert Cotton - 23/02/2015
a rugby si gioca oggi come oggi con materiali moderni e non con maglie da 8 kg l'una in caso di pioggia questo é il mio indirizzo e se la maglia i braghni e le calze sono nere é meglio, ad majora
Moplen - 26/02/2015
Fsesta!!
Moplen - 26/02/2015
Giacomo Tritto - 24/02/2015
Ci tengo a sottolineare che solo oggi, dopo mesi di piogge, mi sono sporcato di fango. Temevo che qui in Galles sotto l'erba ci fosse qualcos'altro.. Tant'è che gioco sempre coi tacchetti da 13 senza problemi!
Il fango fa diventare tutto estremamente più divertente. Migliori allenamenti? Sul fango, senza dubbio.
M'arcopivatelli - 24/02/2015
Ciao Jack, se fossi stato a Bologna quest'anno ti saresti sfracellato di divertimento.
Ah, a proposito, chiedi al custode del tuo campo se ti dice il tipo e la marca della semente e dove la comprano che a Castello saremmo interessati.
Ciao bello, fatti vivo più spesso.
melega - 24/02/2015
romeo - 25/02/2015
Siamo difronte all'ultimo grande poeta del rugby. Grazie
M'arcopivatelli - 26/02/2015
per E.C. : il mio amico CONTADINO-terzalinea 6, dopo avere letto questo brano di letteratura (stampato sulla carta), quasi emozionato, mi ha chiesto di puntualizzare per lui che "la grossolana badilata" la potrà dare il muratore; il Contadino, al massimo, cesella di vanga.