LE PARTITE DELLA DOMENICA


Quelli che al sabato vanno a letto quando è già domenica da un bel pezzo e al risveglio piace mischiare la colazione con il pranzo se vogliono vedere del rugby non hanno nessuna alternativa tranne quella di andare alla Barca alle 2 e mezza. Si gioca Reno-Modena e alla fine degli 80 minuti si potrà scoprire chi continuerà sicuramente a giocare in B il prossimo anno.
La Reno ha vinto il ricorso presentato dal Viterbo, o meglio il Viterbo ha perso un ricorso senza speranza fatto solo perchè i suoi dirigenti non hanno perso la voglia di giocare e di lottare fino all'ultimo come i loro atleti in campo. I gialloblu si ritrovano in testa alla classifica con due partite vinte come il Modena, che però ha un bonus in meno e, a mio parere, con tre vittorie in questo girone ci si salva (il Cecina è ancora a -2).

Chi invece alla domenica si sveglia presto e al bar sceglie tra tutti i bomboloni esposti sul bancone quello malfatto, il meno tondo, quello ovale per dirla schietta, rivelando un subconscio da vero appassionato, potrà cominciare la giornata andando al Pilastro e vedere, alle 10, i dirigenti della Fortitudo issare i pali da rugby come fossero la bandiera a stelle e strisce piantata dai soldati americani sulla collina più alta di Iwo Jima. Nell'esordio casalingo del XIII del Pilastro contro l'U14 del Formigine, qualunque sia il punteggio finale, una vittoria è garantita: un'altro mezzo ettaro di terra bolognese conquistato dal rugby, lunga vita alla Fortitudo.

Un'ora più tardi all'Arcoveggio si gioca il recupero U16 Bologna/Lions. I Lions sono usciti con le ossa rotte dal Match con il Pieve di domenica scorsa, e il riferimento anatomico non è solo una metafora sportiva, alla lista di infortunati di lunga degenza, domani i leoni dovranno aggiungere anche il mediano di mischia e l'estremo. Giocata un paio di mesi fa quando era il Bologna ad avere molti assenti per infortunio, questa partita avrebbe avuto un senso diverso sia dal punto di vista dell'equilibrio delle forze in campo e sia per l'esito del campionato. Domani per il Lions è l'ultima chiamata se vogliono mantenere le speranze di vittoria del girone. Tenuto conto anche della rivalità che da sempre queste due formazioni esprimono quando si incontrano ci si aspetta una partita combattuta, emozionante nel viverla e speriamo anche bella da vedere.

A seguire, sempre all'Arcoveggio l'U18 del Bologna incontrano i Lyons piacentini che è gia la seconda volta in 15 giorni che vengono a Bologna. Ormai hanno stretto amicizia con la barista dell'area di servizio di Modena e salutano il casellante come fosse un loro parente. Fino ad ora i Lyons le hanno vinte tutte e questa partita di certo la considerano una tappa tra le tante sul cammino del loro ritorno in elite. Ed è lì che il Bologna può sperare di ribaltare il pronostico, anzi è solo lì, sulla distrazione e/o sufficienza degli avversari che si può tentare di sorprenderli con la migliore prestazione dell'anno e portare a casa un risultato che cambierebbe la faccia al campionato. Molto orgoglio e poco pregiudizio è quello che ci aspettiamo domani, alle 11 all'Arcoveggio. Dai ragazzi! sorprendeteci con gli effetti speciali.

Siccome non esiste "tutto il Rugby Minuto per Minuto" chi vuol seguire le vicende del Bologna C1, senza aspettare le telefonate degli amici, domani deve per forza andare a Jesi. Mi ricordo che quando ero piccolo e in cortile qualcuno diceva o faceva qualcosa di sbagliato lo si apostrofava con un "Vai ben a Jesi". Ecco, cosa c'era a Jesi? Perchè andare a Jesi era considerato un castigo o una punizione? Il Bologna domani a Jesi ci va e si gioca gran parte delle chances di promozione in Serie B.
Ma cosa troveranno i giocatori del Bologna a Jesi? Il rugby marchigiano è meglio o peggio di quello emiliano? fino a domani sera queste domande rimarranno senza risposte, certo se ci fosse ancora Haensch avremmo potuto chiederlo a lui, il presidente per tutte le stagioni si era sposato con una di Jesi e di quelle zone sapeva tutto e ostentava in ogni occasione questa competenza, come quando ci raccontava del "leopardo giaguaro" di Jesi e non intendeva il felino ma quello straccio che da quelle parti si usava per pulirsi quando si andava al gabinetto esterno nelle case di campagna (il leopardo giaguaro è poi andato in disuso con l'avvento della carta igienica)

M'arcopivatelli - 31/01/2015
Il GIAGUARO! Il Presidente lo ha sempre chiamato "il giaguaro"!! Non confondiamo la cioccolata con la merda! (e qui non si tratta di modi di dire).
Mauro Anteghini - 01/02/2015
Bravo Enzo sei stato un portafortuna.......