NOVE PER TRE FA DICIOTTO. LA DOMENICA DEI MEDIANI


Il Bologna contro il Modena parte carico come una molla, schiaccia gli avversari nel loro campo e aggredisce la difesa come se recitassero un copione: Conquista della palla, tre ruck sullo stretto, apertura con un centro o l'estremo che sfida il giocatore che trova nel canale. Se la palla non cade e il ball carrier non buca altre tre ruck sullo stretto e apertura per un nuovo attacco dei trequarti. Punizioni giocate veloci e calci-passaggi completano il repertorio di un attacco asfissiante che in 10 minuti trova la meta in 2-3 occasioni e lascia i modenesi tramortiti. Nonostante un mediano di mischia quasi mai visto in quel ruolo la squadra gira che è un piacere, il ritmo è alto e la trasmissione della palla tra i reparti è fluida.
Parafrasando Sergio Endrigo sembra che "la partita è appena cominciata è già finita...", ma la possibilità di andar già via è dovuta sopratutto al cinno, che oggi mi accompagna e che insiste per trasferirsi alla Barca, vuol vedere il suo amico che esordisce negli Under18. Mi lascio convincere e a malicuore mi allontano canticchiando la seconda strofa come augurio di una giornata di rugby cominciata veramente bene; "Chissà se finirà Se un nuovo sogno la mia mano prenderà Se a un'altra io dirò Le cose che dicevo a te".
Alla Barca c'è la Reno versus Reggio e per inciso l'amico del cinno vista la lunghezza della panchina e l'assenza all'allenamento del venerdì invece che nel campo ce lo ritroviamo in tribuna. Anche il mediano di mischia titolare è in tribuna, convalescente, e il suo sostituto è l'ex apertura dei Lions Under 16 che oggi gioca la sua prima partita in quel ruolo. Mentre la partita scivola via con la Reno che accumula punti senza strafare, cerco di far mente locale sui mediani di mischia delle giovanili bolognesi. Nessuna squadra ha due titolari in quel ruolo quando non si è ancora alla ricerca del giocatore che con costanza giochi più di una o due partite consecutive con il numero 9 sulle spalle.. E' vero che ne abbiamo uno in Accademia e un altro in trasferta in Galles, ma quest'anno i mediani veri scarseggiano o sono ancora acerbi. Per un ruolo così determinante negli equilibri del rugby odierno mi sembra che sarebbe opportuno intensificare gli sforzi per la formazione dei giocatori di qualità in questo ruolo dove alla dote naturale deve affiancarsi, più che per ogni altro giocatore, una specificità di allenamento per potenziarne la tecnica e la visione tattica oltre ad una buona dose di esperienza da maturare nel minutaggio giocato.
Il mediano in campo oggi, per essere all'esordio, non se la sta cavando male, mette in mostra una buona personalità che si trasmette nella guida e nell'organizzazione del reparto di mischia e senza particolari acuti mantiene una regolarità di scelte e di giocate che ne sottolinea l'umiltà necessaria per essere un vero giocatore di rugby ma, allo stesso tempo, ne nasconde le incertezze della tecnica e della padronanza del ruolo che di certo non ci si poteva aspettare nella prima partita giocata tra il bue e l'asinello.
La Reno sembra poter portare a casa questa partita anche se il Reggio mantiene il punteggio dentro quella differenza che uno sghetto potrebbe ribaltare, pero' a Borgo Panigale sta per iniziare il match clou della giornata, la sfida al vertice tra i Lions e il Pieve Under 16 e mi devo traferire di campo senza poter sentire nemmeno questa volta gli Hurrà finali al centro del campo.
Se quella del Bologna era una partita pulita-pulita, quella che si gioca tra i cipressi del cimitero del Borgo è una di quelle sporche, come spesso accade quando gioca il Pieve. Questa squadra è maestra nella tecnica di aggrovigliare le ruck quando la palla è nel possesso degli avversari, sono particolarmente abili nel riuscire a trasformare un campo seminato a frumento nel sottobosco di una foresta equatoriale. In quel groviglio di gambe e braccia le spinte e controspinte degli avanti riescono a far scomparire la palla e rendere la raccolta e la trasmissione lenta costringendo l'apertura a un nuovo punto di incontro piuttosto che arrischiare un passaggio ai compagni.
Così i Lions che già erano partiti appisolati e avevano subito una meta nei primi minuti, seppur svegliati con il ceffone dei meno 5 non riescono a lanciare i loro attacchi con il reparto dei trequarti, quello che secondo i piani pre-partita doveva forare la difesa avversaria.
Per tutta la partita si susseguono sportellate e ruck, quasi mai la palla arriva alle ali dell'una o dell'altra squadra, e i ragazzi se la giocano sul fisico più che sul tecnico, dando al Pieve il vantaggio di giocare alla maniera che più gli si addice, quello tutto grinta e caparbietà che in un certo modo è caratteristico di un rugby giocato da quelle parti.
A complicare le cose dei leoni arriva anche l'infortunio del mediano di mischia, unico giocatore titolare in quel ruolo nelle tra tre partite viste oggi. Il centro passa mediano, l'ala centro... in uno scalare di ruoli che toglie le residue sicurezze e fa saltare gli schemi. Il Pieve contiene la rimonta e sul finire mette a segno la meta del KO togliendo ai Lions anche il bonus sconfitta che nel bilancio finale della classifica avrebbe potuto sparigliare il punteggio la meta del KO lasciando però ai Lions il punto del bonus sconfitta che nel bilancio finale della classifica potrebbe sparigliare il punteggio .
Dei tre 9 in campo oggi ne sono rimasti solo 18, uno è all'ospedale e gli facciamo tutti gli auguri possibili aspettando assieme ai suoi compagni il rientro nel suo ruolo come le due rive del fiume aspettano l'abbassarsi del ponte levatoio per far riprendere il passaggio dei viandanti.

Samuele Di Nicola - 26/01/2015
Ciao Enzo, guarda che il bonus alla fine l'abbiamo preso! L'ultima azione non hanno fatto meta, ma solo un calcio di punizione. Punteggio finale 16 a 12, due mete a testa.

Complimenti a tutti, rispetto all'andata è stata comunque una partita più interessante da vedere.
Giacomo Gallese - 26/01/2015
Grande Enzo!
Sempre un piacere leggere quello che scrivi.
Giorgino lo operano domani pomeriggio probabilmente, tornerà presto si spera.
Ci si vede tra 4 mesi in campo di nuovo!
M'arcopivatelli - 27/01/2015
Ciao Jack, allora hai deciso di tornare a spandere il verbo gallese sui nostri campi aridi, Sono contento! Auguri al PITBULL, dài Giò, ne hai già passate di peggiori!
Gian Luca O. - 29/01/2015