MINIRUGBY TUTTO BELLO TRANNE IL FINALE


Nonostante il cielo coperto al concentramento dell'Arcoveggio sembrava di essere in un campo fiorito a primavera, i colori delle maglie dei giocatori si muovevano a ondate come le chiazze dei fiori piegati dal vento.
L'aria di festa e l'allegria che si respira in queste occasioni paradossalmente si alimenta dalla serietà con cui i ragazzini interpretano il gioco, l'impegno, la fatica, anche il dolore per loro è feriale, affrontare l'avversario per superarlo o per abbatterlo non ha niente di festivo, è una tecnica che si allena compreso il modo per affrontare la paura di farsi male e la delusione per non essere riusciti a fare quello che si voleva.
Lo sforzo nel superare le difficoltà li unisce, e per chi li osserva da fuori il colore dei volti arrossati dalla fatica prevale e cancella quello delle maglie che indossano.
Si può vedere così un allenatore della squadra vincente che aiuta i giocatori della squadra che sta perdendo, li incita, da consigli, li sprona a lottare contro i suoi ragazzi per ridistribuire gioie e tristezze, ma soprattutto per ricreare le condizioni perchè possa essere esercitata vissuta e appresa l'essenza di questo gioco. Il segreto del rugby, quello che poi ti accompagna per tutta la vita e fa di te un uomo migliore, è saper far convivere la voglia di battere il tuo avversario e nello stesso momento saperlo rispettare, un concetto che potrebbe essere anche capovolto nel farsi rispettare e al contempo accettare la sconfitta, al di la, al di sopra, oltre ogni contingenza che sia sfortuna, decisioni dell'arbitro, responsabilità proprie o dei compagni.

Mentre sul terreno i giocatori si mischiano per completare le squadre ai bordi dei campi i genitori rimangono divisi per provenienza, chiacchierano infreddoliti tra una partita e l'altra e si scaldano solo quando giocano i propri figli. L'organizzazione, con tanto di volantini sulle reti, li ha tenuti fuori dal terreno di gioco con l'intento di "recuperare una corretta distanza, sia fisica che di rapporti, tra genitori e relativi figli" come recita il manifesto "tutti oltre la rete".
Una misura coercitiva che aiuta ad educare, sperando che il percorso più diretto e breve del divieto non comprometta la lenta e contorta via del processo educativo che è poi quello che garantisce e consolida il risultato.

Finale del torneo Under12, la vittoria del concentramento se la giocano Pieve e Ferrara. Sul punteggio a favore del Pieve con due mete contro una, l'allenatore del Ferrara entra in campo urlando e rimproverando l'arbitro, si dice che gli abbia anche strappato il fischietto dalle mani. Il Pieve ritira la squadra e rientra negli spogliatoi, lasciando sul campo i giocatori del Ferrara, i più delusi e amareggiati dall'accaduto perchè gli è stata tolta la possibilità di rimonta e di vittoria.
Eravamo così impegnati a riflettere sul "problema" genitori, cercando di proteggere il rugby da chi, appena arrivato, non sa o ancora non ha capito come ci si comporta in questo sport, che ci siamo distratti dal problema di come proteggere il rugby dai rugbisti, che secondo me è il vero problema.

ovale - 15/12/2014
speriamo che questo bravo allenatore venga punito dal comitato regionale con almeno un anno di squalifica anzi la radiazione a vita e daspo su tutte le partite di rugby
Michele S. - 15/12/2014
In propaganda prima di essere allenatore devi essere educatore, prima insegni la filosofia ed il rispetto poi il gioco, si stanno formando i giocatori del futuro facendoli divertre, i miei complimenti all'allenatore del Pieve che ha insegnato ai suoi ragazzi che quello nn é rugby e la mia solidarietá ai ragazzi del Ferrara
M'arcopivatelli - 15/12/2014
ovale - 15/12/2014
"Aggressione" in campo di un arbitro in partita di propaganda la pena minima e la radiazione non può essere giustificata ne per costi ne per altro e devono essere stroncate per salvare nei ragazzi il valore del gioco poi non stupiamoci se i ragazzi si sentono giustificati ad alzare la fallosità volontaria nel gioco . Nel rugby propaganda e giovanile molto parte dagli allenatori poi dai genitori etc
Old BO 1928 - 15/12/2014
soccia che battuta profonda M'pivatelli
M'arcopivatelli - 15/12/2014
Viper - 15/12/2014
Il problema è che il povero allenatore che (non) ha strappato il fischietto all"arbitro non si è nemmeno reso conto che i ragazzini del Rugby Pieve di fronte all"innegabile strapotere fisico del Cus Ferrara si erano dovuti rifugiare in un Rugby, forse di provincia ma altamente tecnico, fatto di ripartenze continue abbandono dello spunto individuale a favore di un ben più complicato gioco di squadra. Lui, il povero allenatore di cui adesso viene addirittura chiesta la radizione previa commissione di inchiesta interministeriale, lui, queste cose non le ha nemmeno viste, "lui" predilige lo schema "spingi spingi" e poco importa se ti fai oppure fai del male all'avversario. "... Non giochiamo mica a Burraco ... "
Vabbè forse la radiazione no e forse la squalifica nemmeno ma due parole con il presidente della propria società dovrebbe farle se non altro per dirgli che si, si è comportato come un pirla ma che in fondo è Natale e dobbiamo tutti essere più buoni e perdonare.
Ad maiora semper.
ovale - 15/12/2014
si continua a giusticare comportamenti non giusticabili dentro anche ai percorsi della cosidetta giustizia sportiva (facciamo verifica negli altri sport che noi consideriamo meno "nobili" cosa succede in un caso come questo )
ad un allenatore di rugby probabilmete ex giocatore non "può " perdere la pazienza con un arbitro (diamo per buon0 il racconto e se non fosse cosi non vedo il motivo del ritiro del Pieve ) questi sono comportamenti da censurare in modo strutturale nel gioco
Viper - 15/12/2014
Il campo ha dato il suo verdetto.
Cus Ferrara batte Pieve per abbandono.
Il resto sarà nel refererto della società ospitante.
Alex - 15/12/2014
Umberto - 15/12/2014
Bene ha fatto l'allenatore del Pieve
Anonimo - 15/12/2014
Roberto Educatore del Pieve -
Ringrazio per la solidarietà nelle decisione presa (senza rimpianti) domenica 14/12/2014.
Vorrei ribadire il mio pensiero, ho preso la decisione di ritirare la squadra perchè non esistevano i presupposti per finire in bellezza e cordialità un concentramento organizzato molto bene.
Vorrei precisare però che l'educatore del Ferrara, nonostante abbia tenuto un comportamento totalmente inammissibile per un educatore di questo sport, non ha strappato il fischietto all'arbitro.

Fiona - 15/12/2014
Credo che dopo una scena del genere non ci fosse più il clima di corretta competizione sportiva per continuare la partita. Il risultato finale, Pieve battuto per abbandono, è solo un numero che si perderà nella memoria. L'allenatore di Ferrara ha dato un pessimo esempio di quello che nel rugby è, fortunatamente, raro vedere e che sicuramente rimarrà nei ricordi, brutti, di tutti i presenti. Primi i giovani atleti, primi fra tutti gli atleti di Ferrara che avrebbero il diritto di giocare senza farsi mal guidare da costui. Giocare, divertirsi, impegnarsi, vincere e perdere come capita a tutti. Semplicemente, vergogna...
agnese - 15/12/2014
bruttissimo gesto da parte del ferrara non solo nell u12 ma anche da parte della mamma/dirigente della u10.. la quale ha ben pensato di sgridare un bambino della squadra avversaria (reno) nonostate questo ultimo (in lacrime e molto spaventato per l accaduto) era stato appena ripreso dalla sua allenatrice ed in seguito dai genitori per aver dato una gomitata "volontaria" (cosi dicono) ad un bambino del ferrara durante la partita, in seguito la signora ha ben pensato di minacciare l allenatrice solo perchė questa le aveva chiesto di allontanarsi da bambino dato che lo stava spaventando... per non parlare delle belle parole che si sono sentite dentro ma soprattutto fuori dal campo a fine partita da parte dei BAMBINI del ferrara che si sono messi ad insultare la sqaudra avversaria , nessun rimprovero da parte del loro allenatore .. peccato
M'arcopivatelli - 15/12/2014
...è vero infatti una volta io ho sentito uno di Ferrara che ha detto culo. E poi una volta un viggile ferarese ha fatto la multa alla macchina di mio babbo che non era neanche lì dove c'era scritto sulla multa. ECCO!!
Luisa - 16/12/2014
Viper - 15/12/2014
Mapostrofo arcopivatelli FOR PRESIDENT!!!
Anonimo - 16/12/2014
Anonimo - 16/12/2014
poi sicuramente M'arcopivatelli io non devo insegnarti nulla, in base alle tue risposte deduco che sei certamente un educatore eccezionale!
Anonimo - 16/12/2014
Anche io una volta ho sentito uno a Castello parlare a raglio, alla fine aveva la faccia gonfia......vai Pivatelli!!!!!
marco pivatelli - 16/12/2014
agnese - 16/12/2014
cara Luisa io sono l allenatrice dell u 10, in seguito all accaduto ho parlato con il tuo dirigente Paolo il quale mi aveva detto che la signora in questione era la dirigente dell u 12, mi aveva inoltre appoggiato dicendo che avevo perfettamente ragione, io non so se sia lei o meno ma a me le minacce sono state più che fatte, non ho bisogno di inventare nulla!!
Gloria - 16/12/2014
agnese - 16/12/2014
scusa marco pivatelli sono io l insulto anonimo
Anonimo - 16/12/2014
Enzo Calabrò - 16/12/2014
Pi, Pi, Pi. Tre fischi. la partita è finita. Inizia il terzo tempo.
Da bravi rugbisti adesso è il momento dell'incontro, smettiamo di darcele e, attorno a un metaforico boccale di birra, torniamo amici e se ci va, scherziamo o parliamo di quello che è successo senza la rivalità e l'antagonismo tipico e necessario al nostro sport.
Vediamo se siamo in grado, prima ancora di insegnarlo ai nostri ragazzi, di comportarci da rugbisti anche dopo aver smesso di giocare o senza aver mai giocato pur sentendoci parte di questo mondo.
Non mi va di fare il moralista o il paladino del Sacro Rugby che, come abbiamo visto, non esiste. Il rugby è fatto di uomini e donne che sbagliano e non finiscono mai di imparare, ma sopratutto per "giocare" a questo sport occorre potersi fidare degli altri (pensate che incubo sarebbero quei 10 secondi bloccati in una ruck se pensassimo che a qualcuno possa venirgli in mente di darci un calcio di punta nella schiena).
Voglio, devo, fidarmi anche di voi allenatori e dirigenti del Pieve della Reno e del Ferrara, sono sicuro che al prossimo concentramento vi stringerete la mano, prima e dopo le partite, guardandovi negli occhi senza bisogno di dire niente, chi ha giocato a rugby sa dirsi, con quello sguardo, tutto quello che c'è da dire, al di là della ragione e del torto: si ricomincia a giocare, cercando e sperando di esserne all'altezza.
Gian Luca O. - 17/12/2014
Bravo enzo
alberto natale - 18/12/2014
Viper - 16/12/2014
A questo punto direi che manca solamente che l'allenatore del Cus FE U12 si scusi pubblicamente autocertificandosi come "pirla" e siamo a posto? O no?
unto - 17/12/2014
Sta diventando un Rugby dei dirigenti
M'arcopivatelli - 17/12/2014
Già, proprio come il football dall'Eccellenza in giù. Solo che loro hanno cominciato a farla fuori dal vaso quarant'anni fa ma erano abbagliati dalle "sfalistre" del professionismo. Noi da una decina d'anni, annebbiati da prosopopea e ottusità e, PEGGIO ANCORA, senza nessuna "sfalistra", stiamo tentando di scimmiottarli, anche noi dall'ECCELLENZA in giù.
Come si fa?
M'arcopivatelli - 18/12/2014
Scusate, da un po' di tempo ho ripreso a bere e probabilmente ho scritto un sacco di sciocchezze..
D'ora in poi cercherò di essere più serio.
Anonimo - 18/12/2014
Anonimo - 20/12/2014
Buongiorno a tutti sono l'educatore della U12 di ferrara che domenica era sul campo dellarcoveggio ...scrivo solo oggi perché la vergogna che ho provato e che provo tuttora è molto forte .. Mi sono sollevato da solo da domenica sera da ogni incarico che la società cus ferrara mi aveva dato è che non ha nessuna responsabilità su quanto accaduto.. Vi preciso che fin da subito , domenica pomeriggio in campo , mi sono scusato con i bambini , con gli allenatori e sopratutto con l'arbitro (del pieve) e con la mia società .. vi dico anche che le cose scritte nell'articolo non sono complete e una cosa che non ho letto nei vostri commenti e' che nessuno si è chiesto il perché ho avuto una reazione così ma si è subito pensato che ero da eliminare dalla faccia della terra.. Tutti sbagliamo almeno una volta nessuno è perfetto ... Torno a scusarmi ora pubblicamente con tutti non succederà piu ...
Enzo Calabrò - 20/12/2014