EMILIAN CHAMPIONS CUP


Il programma del sabato prevedeva la partita di Champions Cup tra Benetton e Northampton su sky e, in alternativa, Reno - Imola U14 alla Barca. Non ci ho pensato su un'attimo, Ho preso la macchina e sono andato alla Barca. Adesso toglietevi quel sorrisetto ironico dalle labbra, perchè in fatto di rugby, quello che emoziona non è solo il gesto tecnico ma anche la passione e la motivazione con cui i giocatori si mettono in gara, lo spettacolo è garantito dalla proporzionalità con cui si interpretano i valori in campo. Poi c'è anche il bel gioco, però, mentre in un incontro tra squadre di professionisti è un fatto dovuto e ti senti deluso se non lo vedi, nelle partite delle squadre giovanili di casa nostra, quando lo incontri ti entusiasma.
Le premesse c'erano tutte, l'Imola e la Reno fino ad ora ne avevano perse solo due, e in classifica sono tra le prime dieci squadre (in testa c'è il Ferrara con il 100% di vittorie).
La partita comincia con la Reno che calcia, gli avanti dell'Imola raccolgono e attaccano dritto per dritto, 5 fasi di gioco con apertura finale all'ala che viene buttata fuori dal campo a 10 metri dalla meta. L'imola si è presenta così, e ha continuato tenendo la Reno nella propria metà campo fino a quando non ha segnato la prima meta della partita rigorosamente annotata sul nuovo segnapunti del campo della Barca.
La Reno reagisce immediatamente e una volta conquistato il campo avversario non lo abbandona fino a quando non schiaccia la palla oltre la linea che ne delimita la fine, vicino ai pali però, facilitando la trasformazione.
Negli U14 si usa poco il piede, il regolamento tra l'altro lo penalizza, l'avanzamento è quindi determinato quasi esclusivamente dall'iniziativa dei "ball carrier", come si dice adesso, che tradotto in pratica vuol dire che c'è uno grande e grosso, in questa categoria di solito è il numero 8, che prende la palla e tenta di sfondare la linea. La sua azione è efficace solo quando è sostenuta dagli altri giocatori che ne seguono la corsa e rimettono in gioco la palla quando la difesa lo blocca. Se di "ball carrier" cè n'è uno anche nei trequarti (di solito uno dei centri) e il sostegno arriva anche da quelle parti, la partita risulta molto piacevole, con ruck e aperture in sequenza, con azioni generalmente portate, come succede oggi, come mnimo in quarta o quinta fase
In partite come questa la difesa è quello che fa la differenza, ma negli U14 anche la qualità dei giocatori che sono in panchina e che devono entrare, come da regolamento, prima che la partita finisca.
Il punteggio è altalenante, le squadre si sfidano a viso aperto mettendo in mostra una ottima organizzazione nei punti di incontro e solo la palla bagnata non ci permette di elogiare anche le capacità di trasmissione, ovvero, in parole povere, ci sono stati pochi errori nel passaggio.
Oggi avevo scelto di non andare in tribuna e forte del privilegio garantito alla "stampa" mi sono posizionato vicino alla panchina della Reno, la mia intenzione era quella di raccontare un punto di vista ravvicinato e diverso da quello che avrebbero visto i "semplici" spettatori dalla tribuna (che poi con molta probabilità sarebbero stati gli stessi che avrebbero poi letto questo articolo).
Mi aspettavo, come spesso succede, di riferire le indicazioni urlate dall'allenatore, battute e imprecazioni inudibili dalla parte opposta e invece il tutto si svolgeva nel più assoluto silenzio, anche i commenti erano fatti nel più totale mutismo con espressioni di meraviglia e compiacimento fatte con la bocca piegata verso il basso o con gli occhi sgranati.
Tra il primo e il secondo tempo i giocatori si avvicinano alla panchina, mi intruffolo nel cerchio per ascoltare le indicazioni dello Zio, come chiamano i piccoli della Reno il loro allenatore. Anche in questo caso poche parole, lo Zio si limita a guardare negli occhi i giocatori che nell'incrociare lo sguardo evidenziano in autonomia i problemi e suggeriscono le soluzioni. "...Dalla mia parte sono sempre in di più, dai svelti a rischierarsi", "...Quando parte lui occorre seguirlo", ".. Dai rega, nelle ruck bisogna spingere, con le spalle non con le mani".
L'arbitro fischia e i ragazzi ritornano in campo, Niente da riferire sul versante dello Zio, missione fallita nel mio intento di spionaggio sportivo, posso solo svelare il mio pensiero nel vedere i 13 che si schierano con quell'espressione convinta e matura in attesa del calcio d'inizio: "Soccia che squadra".
La partita continua, il punteggio sale e la differenza non supera mai il brack aggiungendo al piacere nel vederli giocare anche il pathos determinato dall'incertezza del risultato.
Verso la metà del secondo tempo la svolta: il grosso dell'Imola comincia a stancarsi mentre quello della Reno sale nella sua performance e nella girandola dei cambi l'Imola deve sacrificare un'aletta piccolotta ma sempre decisiva nelle azioni che hanno determinato la meta fino a quel punto, mentre la Reno sostituisce il mediano di mischia, perdendo in precisione e forza nel passaggio ma guadagnando in velocità nelle aperture.
La Reno passa in vantaggio e mette due mete e una trasformazione di distanza dagli avversari che tentano di recuperare ma riescono a segnarne soltanto una prima della fine della partita che finisce 36 a 27 per la Reno..
I ragazzi della Reno ritornano verso la panchina e si raccolgono attorno allo Zio, Lui li guarda aspetta che tutti tacciano e poi inizia: "Allora ragazzi.... tu raccogli i conetti di qua e tu di la, tu invece recupera i palloni, erano quattro!".
Lo Zio aveva già detto tutto prima della partita e quello che mancava lo dirà al prossimo allenamento, sa che i complimenti per la vittoria sono sottintesi nel risparmiargli il sermone finale e mandarli velocemente sotto le docce.
L'Imola ritarda il rientro, giusto il tempo perchè gli spettatori, genitori e tifosi dell'una e dell'altra squadra, riescano a tornare davanti gli spogliatoi. Al passaggio dei giocatori sconfitti comincia un applauso intenso, di quelli fatti più col cuore che con le mani, a loro sul momento forse potrà sembrare una presa per i fondelli, ma spero che ci ripenseranno a quegli applausi, alla riconoscenza sincera di tutti noi, attribuita ai protagonisti della migliore partita vista nella stagione, inclusi i test match della nazionale serie B, C1, C2.....

melega - 07/12/2014
neanche uno spunto per una polemica.
A proposito del terzo tempo c'era la verdura ?
Rosa - 07/12/2014
No, c'era la vitamina"C"
romeo - 07/12/2014
Grande ispirazione. Ci avrei aggiunto qualcosa sulla luce prima crepuscolare , poi buia ché ha contribuito a creare una atmosfera anche unPo' magica.
Per il resto bravi ragazzi, una partita bellissima per merito di tutti
lamberto - 08/12/2014
Un grande saluto ai ragazzi di Imola con cui abbiamo vissuto una bella partita. E i nostri applausi dagli spalti come quelli alla fine del match erano sinceri......ma tanto sono sicuro che lo abbiano capito.Forza Imola ,e grazie ,questo articolo mi ha fatto rivivere quel pomeriggio forse un pò chiassoso da parte Reno(scusate!)ma ricco di bella gente!