UN BEL GIOCO DURA POCO

BOLOGNA, INVERNO 2012


Avete presente quelle mattine di domenica, quando trovare un bar aperto diventa difficile, con un'edicola vicina, poi, praticamente impossibile? Quelle domeniche invernali con il cielo del colore dell'asfalto, senza macchine in giro e i semafori tutti rossi? In una domenica come questa camminando sul vialetto che porta ai campi dell'Arcoveggio speravo che il colore dei miei vestiti sullo sfondo grigio non producesse quel contrasto cromatico che attrae l'attenzione con il risultato di far notare ai presenti il mio ritardo.


Giro l'angolo e la mia preoccupazione svanisce in un attimo, al concentramento del minirugby di colori ce n'erano talmente tanti da far vibrare di piacere il nervo ottico, le magliette colorate delle squadre ondeggiavano sui campi come la riscacca del mare sulla riva, e tutto attorno ai 5 campetti segnati dai conetti, anche loro di colori vivaci, c'era una gran folla tra genitori, accompagnatori e allenatori che avevano ben altro a cui pensare che notare l'ultimo arrivato.

In un angolo da una griglia sale un fumo bianco e unto che odora di salciccia, sotto un gazebo un impianto stereo che suona un buon rock anni '70 interrotto ogni tanto dagli avvisi sul programma della giornata, piccole folle attorno ai distributori di the caldo e karkadè; più che una concentramento di rugby sembra la festa del patrono, la sagra di qualche prodotto tipico, o il ritrovo di un'associazione benefica, comunque l'atmosfera sembra ed è quella di una festa!!

E i bambini giocano: a rugby nei campi segnati dai conetti, e fuori a qualche altro gioco che si sono inventati lì per lì; si rincorrono, spingono, tirano... nei campi e fuori fanno la stessa cosa quella che gli viene più naturale liberando il loro istinto.
Quando si dice "giocare a rugby" di solito si da più peso alla parola rugby tralasciando il significato del verbo che invece qui e oggi assume il senso di condividere certe regole e il valore educativo del rispettarle. Tutto il resto è forza della natura e divertimento allo stato puro.

Di bambini oggi ce ne sono veramnente tanti, 4 o 5 squadre per categoria, c'è quello grosso che a scuola viene preso in giro e che qui invece tra l'ammirazione dei compagni va dentro e sbaraglia tutti segnando la meta, c'è quello piccolo ma veloce che di solito viene maltratto dagli amici ma che oggi assieme alla palla prende la sua rivincita e semina tutti. C'è quello che guarda tutti gli altri incantato, come se fossero su un'altro pianeta e che prima o poi si scanterà a suo modo e con i suoi tempi, c'è quello che solo qua riesce a sfogare la sua aggressività ma con dei paletti da rispettare e senza far male a nessuno. E poi ci sono tutti gli altri perchè c'è posto per tutti nel rugby e come in natura la diversità è una ricchezza. Il bello è esserci e mettersi in gioco, lottando assieme ad altri contro qualcuno per raggiungere qualcosa.

Si vedono dei gran sorrisi tutto in giro, quelli soddisfatti dei vincitori, quelli consolatori per gli sconfitti, quelli di chi si incontra dopo tanto tempo o quelli complici di chi si è visto per la prima volta. Ci sono i sorrisi dell'arbitro quando si accorge di aver sbagliato e quello di chi gli ha fatto notare l'errore. C'è il sorriso del genitore che ti porge il panino con la salciccia come fosse una palla data al compagno in sostegno e di chi lo prende stringendolo a due mani e per un attimo rimane indeciso se addentarlo o passarlo a quello che viene dopo nella fila.

Sono arrivato in ritardo è vero ma sono stato l'ultimo ad andare via, sorpreso dal fatto che fosse già tutto finito, e amareggiato per l'apparente brevità di questa mattinata di festa, dopotutto avrei dovuto saperlo che un bel gioco dura poco.