GIALLO DOZZA: UN PUNTINO GIALLO SU UNO SFONDO TROPPO GRIGIO


Giallo Dozza 0 Guastalla 97

Non ho mai sentito di un neonato che morde l'infermiera mentre gli fa il primo bagnetto, nessuno nasce cattivo, lo si diventa per errata o carente educazione, contesto sociale, esperienze negative o ad altre cause legate a fattori che influenzano o plasmano l'indole individuale.
Resta il fatto che con i "cattivi", che sia colpa loro o no, ci troviamo a convivere e ogni gruppo o comunità cerca di risolvere il problema a modo suo. C'è chi ne fa solo una questione punitiva, proporzionando la pena alla colpa e agendo soltanto sull'aspetto intimidatorio e chi tende al recupero sociale mosso dal retaggio cattolico del perdono o dal senso di colpa di una società che ha fallito o più semplicemente perchè tenerli rinchiusi costa un casino e sarebbe meglio che vivessero liberi e pagassero le tasse.
Noi del rugby, e per fortuna non solo noi, siamo per la seconda ipotesi e non potrebbe essere altrimenti visto che del sostegno ne facciamo la chiave per vincere le partite, ma anche perchè pensiamo che il nostro sport sia anche una scuola di vita, anzi sia la metafora della vita stessa nella sua concretezza, nella sua durezza, nel suo modo di interpretare la lotta con gli avversari, nel rispetto dell'uomo che combattiamo e del regolamento che ci tutela reciprocamente.
Semplicemente: se uno sa giocare a rugby sa anche stare al mondo.
Ben venga, quindi, la squadra di rugby alla Dozza e complimenti al Bologna che ha saputo tradurre in un fatto concreto, un sentimento diffuso in tutto il movimento.
Sarebbe bello che anche altre squadre partecipassero a questa iniziativa come per esempio potrebbero fare i Lions nel ricevere la delega per il settore giovanile dal Giallo Dozza ed evitare che il prossimo anno, oltre a tutti gli handicap che già hanno, gli aspiranti rugbisti incarcerati non debbano partire da -8 punti in classifica (si potrebbero anche montare le squadre al Pratello).
Sarebbe bello, però, che anche chi di dovere facesse qualcosa per ridurre la densità dei detenuti nelle prigioni, che si migliorassero le condizioni di vita dei carcerati, così da ricomporre la coerenza tra l'intento del recupero e una realtà innegabilmente punitiva, che si accorciassero i tempi dei processi e tante altre cose che si potrebbero e dovrebbero fare, perchè il rugby può dare una mano ma da solo rischia di rimanere un puntino giallo su uno sfondo troppo grigio.

Dal sito del Bologna
Giallo Dozza sconfitto dal Guastalla 97 a 0

La seconda partita per gli atleti di “Giallo Dozza” ha visto la nettissima vittoria degli ospiti, il Guastalla, prima in classifica in C2 e squadra di ottimo spessore tecnico.
Nonostante il punteggio, la squadra del Carcere bolognese ha giocato meglio della prima di campionato, soprattutto in difesa, riuscendo a placcare tantissimo soprattutto in prima fase. Chiaramente i reggiani, imbattibili in mischia e touche e con una linea di trequarti velocissima, seppur bloccati al primo impatto riuscivano poi quasi sempre a superare la difesa, e il punteggio finale ne è la dimostrazione.

Gli atleti del Giallo Dozza comunque hanno dimostrato di essere cresciuti: buona posizione in campo e buona l’attitudine difensiva; ancora parecchio da fare invece sugli individualismi in attacco.
La prima fase di gioco è stata parecchio nervosa: gli atleti in giallo hanno giocato poco insieme, sprecando le pochissime palle a disposizione e lasciando quasi sempre l’iniziativa ai reggiani.

Nell’intervallo i tecnici Zancuoghi e Di Comite hanno cercato di calmare gli animi, supportati anche dalla direttrice del Carcere Claudia Clementi, ed insieme hanno esortato gli atleti a restare più compatti e giocare insieme. La ripresa, in effetti, è stata più piacevole, e l’affiatamento tra gli atleti è apparso evidente.

Una sconfitta prevista quella di oggi, che rispecchia i reali valori in campo, ma che senza dubbio sarà per gli atleti di Giallo Dozza lo stimolo per far meglio al prossimo incontro, certamente più alla portata, con il Rugby Carpi.

Da segnalare, ancora una volta, la grandissima disponibilità del personale del Carcere, che a partite dalla Direttrice fino all’ultima guardia penitenziaria, pur garantendo la sicurezza, fa di tutto per agevolare i detenuti nella pratica del rugby, dagli allenamenti alle partite e fino ai Terzi tempi che, benché “disputati” all’interno della palestra del carcere, non hanno nulla da invidiare per allegria e quantità di cibo a quelli soliti dei campi da rugby.

Felice Orsini M' - 10/11/2014
...però non è chiaro un particolare, i Lions di ALB, per passare poi in prima squadra, dovrebbero prima fare una rapina?
marco - 10/11/2014
scusa ma da quando il Guastalla è in testa al girone di C2?

è vero che il crer ci mette 15 giorni ad omologare le partite!!!!!!!!!!!
Anonimo - 10/11/2014
marco - 10/11/2014
manca qualche partita da recuperare, quando si decideranno a fare i recuperi.......
Rondelli - 10/11/2014
Senza voler togliere nulla al cronista della Reno, bella storia Enzo O' Infamone. E complimenti ai vecchi Zancuoghi e Di Comite: bella storia !!!