FENICI: CON IL FIATO SOSPESO FINO ALLA FINE


Bologna 1928 10 Benevento 17

Il rugby femminile bisogna vederlo col sonoro, le ragazze in campo parlano molto più dei maschi, si sostengono, si consigliano, decidono cosa fare a voce alta e nel loro parlarsi recuperano la specificità di genere che nel gesto atletico un po' si perde. Così di solito quando vedo le partite delle Fenici mi metto attaccato alle reti di recinzione e le ascolto oltre a vederle. Con il Benevento è stato come ascoltare con un orecchio solo, non tanto perchè le campane non parlassero, parlavano eccome, ma in dialetto stretto, non si capiva un'accidente di quello che si dicevano tra di loro, era come ascoltare una canzone in inglese dove apprezzi la melodia ma non capisci niente di quello che racconta, ma se la musica è bella ti piace lo stesso.
La partita inizia con il Benevento in attacco e le Fenici che difendono nella loro metà campo, e lì stanno per un bel po', subendo la pressione delle avversarie fino ad un calcio a 5 metri dalla linea di meta che viene trasformato con una spinta in una meta quasi inevitabile vista la compattezza della squadra ospite. (Jammo annanz'accussì)
Il Benevento si è presentato all'Arcoveggio con una squadra di giocatrici tutte molto simili, nella sfilata iniziale non si distinguevano gli avanti dai trequarti, le seconde linee dai piloni, l'apertura dal centro, erano tutte più o meno con la stessa struttura fisica, un pò come l'Australia quando si presentava in campo con 15 terze linee. Se per le Fenici si potevano abbinare i ruoli alle giocatrici prima ancora di vederle posizionare sul terreno le beneventine (o beneventane?) si potevano intercambiare a piacimento senza che nessuno se ne accorgesse. Ne è risultata una squadra molto compatta che mediamente risolveva a proprio favore lo scontro tra i reparti, con la potenza dove affrontava agilità e leggerezza, e con dinamicità da contrapporre a forza e peso.
Però è vero anche il contrario e quando serve corsa la leggerezza da un vantaggio sulla potenza e così via. Infatti Le Fenici hanno rincorso per tutta la partita il Benevento non lasciando mai sopra i 5 punti lo scarto tra le due formazioni. Prima meta del Benevento , pareggio delle bolognesi, Carretto vincente delle campane e pareggio delle Fenici.
A pochi minuti dalla fine con quattro giocatrici fuori per espulsione temporanea la partita è diventata un film giallo con il finale a sorpresa. Poteva succedere di tutto si sarebbe potuto vedere la vittima trasformarsi in carnefice, si poteva scoprire che l'assassino era quello con la faccia d'angelo o che era proprio quello con la faccia da cattivo o che il morto non era morto ed era tutto un brutto incubo, insomma quei finali che il primo che segna ha vinto.
Il Benevento ha recuperato per primo le giocatrici espulse e ha segnato e vinto con una serie di tentativi di sfondamento su calci di punizione a 5 metri dalla linea di meta (Accussi va o munno: chi nàta e chi va a fùnno)
Le Fenici hanno perso la partita ma non la faccia. Condividiamo il velato ottimismo che si respira nell'ambiente.


Dal sito del Bologna
Fenici: il cuore non basta. Sconfitte dal Benevento 17 a 10

Esordio dolce-amaro per Le Fenici sul campo dell’Arcoveggio, le ragazze di Cirri escono infatti sconfitte dal Benevento per 17 – 10, ma questa è certamente una sconfitta “onorevole” che lascia al tecnico qualche certezza in più.

Sotto gli occhi dell’allenatore della nazionale femminile, Andrea Di Giandomenico, le Fenici partono bene nei primi minuti dell’incontro e gestiscono bene la partita nel primo quarto di gara quando poi un’improvvisa accellerazione delle campane porta ad ingenuo fallo difensivo di Bussei (placcaggio alto), il calcio di punizione è giocato velocemente ed è Selene Liguori che rompe il placcaggio di Matilde Alessandrini depositando in meta l’ovale per il vantaggio del Benevento.

Il XV bolognese accusa il colpo ma non demorde ed il riscatto passa per la mischia che mette in forte difficoltà quella avversaria, con le beneventane che commettono un fallo sui 10m Genesini prova a trasformare in punti.

La pressione comincia a dare i suoi frutti e nonostante il piazzato sia fallito da Genesini le Fenici si installano stabilmente nella metà campo delle beneventane fino al 33° minuto, quando è Melandri che con una veloce ripartenza assistita buca la difesa avversaria per il momentaneo pareggio delle Fenici. Anche la trasformazione di Genesini, non arriva e sembra che il 1° tempo sia destinato a concludersi sul 5 – 5, ma sull’ultima palla giocabile le beneventane trovano ancora il varco giusto per andare in meta ed il fischio della sig.ra Munarini manda le squadre a riposo sul 10 – 5 per il Benevento.

La ripresa si apre con gli ingressi in campo di Barsotti e Neri che danno ulteriore dinamicità al gioco delle Fenici, i primi 20 minuti del secondo tempo sono infatti quelli della massima intensità per le bolognesi, le avversarie faticano a trovare varchi nella difesa e si affidano spesso al piede, ma Alessandrini copre molto bene lo spazio profondo e rispedisce indietro le avversarie.

De Luca prova ancora a far viaggiare il pallone al largo, ma le iniziative di Genesini e Sarti vengono sempre arginate dalla difesa campana è così che ancora una volta le bolognesi si affidano alla mischia con una serie di ripartenze vicino ai raggruppamenti ed è proprio in questa maniera che Neri trova la via della meta al 58°, festeggiando il suo esordio in Serie A nel migliore dei modi.

Benevento sembra sul punto di cedere e si affida alla rolling maul, suo tradizionale punto di forza, ma le ripetute folate offensive bolognesi costano ben due gialli alle avversarie.

Invece di approfittare del vantaggio le bolognesi si fanno imbrigliare in un gioco disordinato e lento e ben presto i fuorigioco ripetuti e la cattiva gestione dei punti d’incontro fruttano due gialli anche per Le Fenici (Colangeli e Neri). Gli ultimi minuti vedono entrambe le squadre provare a fare lo sforzo massimo per vincere la partita, ma sono le beneventane a capitalizzare al meglio l’ultima delle occasioni segnando la meta della vittoria a tre minuti dalla fine. La trasformazione di Adele De Luca sancisce il 17 – 10 finale con Le Fenici che ottengono il punto per il bonus difensivo.

Nonostante la sconfitta le ragazze di Cirri escono a testa alta dal campo dopo una partita molto intensa, consce di poter dire la propria in ogni partita e sopratutto di avere finalmente una mischia in grado di mettere in difficoltà anche pacchetti più esperti e strutturati come quello del Benevento.

Alla fine della partita Cirri, intervistato da Mario Spinosa ha così commentato: “Cinque mesi fa a Benevento contro questa stessa squadra abbiamo perso 46 – 0, quindi se mi avessero anticipato il risultato prima di giocare, avrei potuto essere più che soddisfatto. Dopo aver visto la partita lo sono un po’ meno, abbiamo buttato via una buona occasione, ci è mancato il “killer istinct” e l’esperienza necessaria per gestire al meglio un momento di difficoltà. Certo guardando la partita in maniera più ampia devo dire che sono molto soddisfatto dei progressi della mischia, il lavoro di Alessandrino Pirona si vede già e questo è un buon viatico per le prossime partite. Sono anche molto contento dell’esordio di Neri e Sarti, che pur provenienti dalla Coppa Italia si sono adattate subito molto bene ai nostri movimenti di gioco, portando Neri addirittura in meta. Il lavoro da fare è ancora tanto, ma sono sicuro che continueremo a crescere, cosa che è bene non dimenticare, rimane il nostro obiettivo principale”.

Anonimo - 07/10/2014
Spero vivamente che nessuna beneventana legga questo articolo.
avantiopopolo - 07/10/2014
anonimo - 07/10/2014
scrivere non è proprio il suo mestiere.............. ci rifletta e ci faccia il piacere.......
avantiopopolo - 08/10/2014