BRISA PAR CRITICHER


Averne di tribune piene come quella di domenica scorsa alla Barca e se vogliamo paragonare le foto del derby di 40 anni fa con tre gatti svaccati su panchine di ferro e due corvi appollaiati su cubi di cemento alle foto di oggi con 400 persone che riempono una struttura che di più non ne poteva contenere, se facciamo questo paragone, dicevo, si capisce la strada che ha fatto il nostro sport in città.
Il problema però non è la strada che si fa ma in quale direzione la si fa, perchè se si cammina distratti è facile tornare indietro o ritrovarsi lontano da dove si vuole arrivare.
Ogni sport ha il suo pubblico e il rugby si vanta di avere in termini di codice di comportamento ma ancor di più in termini di atteggiamento etico qualcosa di più o di diverso dagli altri.
Devo dire, in tutta sincerità, che quello che ho visto domenica sul lato sinistro della tribuna sembrava più il pubblico di una curva del calcio che quello di una tribuna rugbistica, non solo per i cori tipo chi non salta nonsocosa è, o i petardi o l'aggregazione autorappresentativa e organizzata con il capotifo e le magliette tutte uguali, ma sembrava calcio per il modo con cui si interpretava l'evento.
Non so, è difficile da spiegare ma il tutto mi sembrava come dire "un po' sopra le righe" e lontano dal modo con cui ho fatto è ho visto il rugby da quando avevo 15 anni in qua, e chi mi conosce sa che non sono per niente tradizionalista o conservatore né tantomeno bacchettone.
Se aggiungiamo poi che ho ricevuto lamentele da tifosi dell'altra squadra che si sono sentiti a disagio e in qualche modo derisi dai cori della "curva" gialloblu mi è sembrato opportuno sollevare la questione e dare il via ad una riflessione.
In altre occasioni, per esempio nel commento della partita contro i Lupi, ho elogiato il pubblico della Reno e quindi mi sento nel diritto di poter criticare quella parte di pubblico che forse per mancanza di esperienza o di esempi concreti pensa che tifare per una squadra sia quella cosa lì.
Avrei altre cose da dire ma preferisco intervenire nel dibattito, se ci sarà, vorrei prima sentire le ragioni e gli argomenti di coloro che sono oggetto delle mie critiche, vorrei sapere prima ancora di continuare se le mie impressioni sono condivise anche da altri.
Se come me, sentite l'importanza di un rugby vissuto anche se non giocato, alimentate una discussione che sia franca e aperta come si fa negli spogliatoi dopo la partita, quando ci si guarda negli occhi e si dice al compagno tutto quello che si pensa senza paura di essere fraintesi.

Enzo Calabrò

Francesco Dell'Aera - 24/12/2013
Ti ringrazio Enzo per avere tra l'altro, sottolineato un aspetto niente affatto secondario della bella domenica appena trascorsa. Ho iniziato a giocare negli anni settanta all'antistadio, e con tanti amici della reno ho inaugurato con le aquile (si chiamavano cosi i ragazzini una volta)il campo della barca quando ancora da ogni impronta lasciata sul campo, per 6 mesi all'anno usciva un odore di acqua marcia . Venivo dal Serpieri , reclutato dal prof Minardi che mi ha insegnato il gioco e buona parte della vita . La vita è una questione di stile amava dire e praticava questa sua convinzione senza indossare una maschera.
Sono tornato alla barca per il derby e confesso che pur non configurabile come offensivo il comportamento dei supporter reno , mi ha lasciato un profondo turbamento.
Sgombriamo subito il campo da facili commenti, la reno ha meritato di vincere e ha mostrato il miglior rugby di questo campionato, non cerco rivincite moraliste.
Ma vorrei sfruttare l'occasione offerta dal tuo articolo per richiamare tutti coloro che amano questo sport perché diverso da tutti gli altri e per suggerire una riflessione su quanto sia importante anche nell'era del professionismo ( e forse ancora più importante nell'era del professionismo ) custodire gelosamente il tesoro che siamo chiamati ad amministrare che non è il Bologna Rugby 1928 o la Reno o i Lions ecc ma bensì un'isola fatta di valori su cui tutti i naufraghi della sobrietà possono trovare riparo.
Nel rugbyBologna1928 lavoro per le scuole e ciò che ci apre le porte in questo settore è la nostra capacità di mostrare a ragazzi troppo spesso privati di qualsiasi prospettiva, un modo migliore di stare con gli altri e comunque mai contro gli altri.
Sta in questo il mio disagio di domenica , vedere gli spalti troppo simili a quelli da cui fuggono tanti genitori che ci portano i loro figli convinti da un discreto bombardamento mediatico che il rugby sia un'altra cosa.
Non appiattiamoci verso il basso, e adoperiamoci tutti per rimanere differenti .
Tutelare questa differenza è la sola arma che ci permetterà di sopravvivere dove altri prestigiosi e ricchi sport stanno affondando.
Ai ragazzi che affollano l'Arcoveggio o la Barca posso solo rivolgere un appello : sugli spalti del rugby cantate non saltate .
Io farò di tutto nel mio club (per quello che posso) perché questa differenza sia valorizzata . E come si usa fare nel minurugby vi saluto con un caloroso Viva il rugby. Nano


Alessandro Zanardi - 27/12/2013
AVANTIOPOPOLO - 26/12/2013
Voialtri due VECCHI SNOB, mi sembrate Tofano e Calindri con la Chinamartini. Ho l'impressione che di partite di rugby negli stadi abbiate visto solo le vostre!! E poi, anche se sarà sovrumano e troppo remoto, sforzatevi di ricordare com'era quando avevate voi 20/30 anni. E pensare che proprio voi due eravate alfieri della RIVOLUZIONE CULTURALE! Marcuse, nella tomba sembra un MINIPIMER!
Paolo Muran - 26/12/2013
Ou avantiopopolo....
sbaglio o stai facendo uno spericolato accostamento tra la "rivoluzione culturale" e il tifo da curva negli stadi???
lasa ban perdar e va a cagher!!!
Viva il Rugby e la Fantasia
AVANTIOPOPOLO - 26/12/2013
Ecco un altro snob. Sbagli e anche di grosso, rileggi con attenzione che non c'è niente da fraintendere.
Bruno 56 - 26/12/2013
Comunista del cazzo.Stavolta te lo dico chiaro, gente come te è la rovina dello sport bolognese! Quelli come te fomentano la violenza sugli spalti! Le partite di Rugby vanno seguite con compostezza senza confondersi con i fradici maiali del calcio.Prega che non impari mai chi sei perchè se ti trovo ti spacco la faccia. stronzo
AVANTIOPOPOLO - 26/12/2013
Living by the River - 26/12/2013
Chiamatela "Appartenenza", "Cameratismo".. come vi pare.
Per una squadra che va in campo ce n'è una che rimane fuori (con un po' di rabbia ovviamente...), e ancor più importante ci sono U12 e U14 sugli spalti che sognano il giorno in cui giocheranno in prima squadra, sognano domeniche come il 22 dicembre 2013.
In un qualche modo i tuoi sogni (o la tua Appartenenza) li instradi più o meno goliardicamente, in una maglietta stampata 3 giorni prima ad hoc per l'occasione o in 4 fumogeni giallo-blu, in qualche coro sbrindellato...

Perché quello che hai dentro sono emozioni.

E' cuore. E a volte, il cuore, fa una gran bella differenza.

Bologna is drowning and I.. I live by the river! ;)
quellochenontiaspett - 26/12/2013
CRERae135001 - 26/12/2013
Io credo che in questo rugby 2.0, dove per fortuna i gatti sugli spalti si sono moltiplicati e tutti possono dire la loro, si dovrebbe guardare di più agli sfottò su Facebook di una passionaria contro una squadra under 14...se proprio vuoi parlare di valori caro Enzo guarda prima in casa tua oppure fai la figura del rosicone.
Il tuo articolo fa male allo sport, dovresti toglierlo e scusarsi con entrambe le società
Nevio Pinardi - 31/12/2013
UNOTRAIVARI - 27/12/2013
Trovo che da considerarsi poco etico non sia di certo il coro o il fumogeno colorato,né tanto meno la maglietta "uguale per tutti" ...nel leggere il paragone supporters Reno - tifo "da stadio di calcio" colgo un certo tono di disprezzo, un po' come se ora TIFARE per la propria squadra beniamina fosse una cosa negativa, di sola appartenenza calcistica e queL che è peggio di connotazione automaticamente vIolenta ...ma dove??!?! ma che razza di qualunquismo è questo ????? se andate al Paladozza o all'Unipol Arena, a Bologna, dove gioca il basket, non ci sono forse anche lì cori e tamburi ad accompagnare le squadre in campo? E potrei farvi ancora un sacco di esempi, per un sacco di altri sport che non siano calcio o rugby...Quel che dovrebbe scandalizzare sono unicamente quei personaggi ( ingiusto chiamarli tifosi) che con la scusa della competizione sportiva tirano fuori la violenza scatenando delle vere e proprie guerre tra tifosi.
Domenica alla Barca c'erano i supportes con le magliette uguali sì, c'erano i cori "da stadio", gli striscioni, i fumogeni giallo-blu,ma nonostante la tensione da derby, un bel clima di allegria e spensieratezza, la voglia di sostenere anche fuori dal campo i ragazzi della Reno : questo è ciò che ho respirato io in mezzo a quei cori che tanto "hanno imbarazzato" i tifosi della squadra avversaria. Forse durante la partita è scappata qualche parola di troppo? forse sì, presi dalla voglia di portare a casa il derby, ma alla fine della partita , e di questo nessuno ha ancora scritto o accennato, io HO VISTO TUTTA LA CURVA DELLA RENO ALZARSI PER APPLAUDIRE AL BOLOGNA, CON TANTO DI CORO ( "bologna, bologna!!")...questo non lo avete sentito?? avete sentito solo "chi non salta nonsocosa è"????? eppure io ero lì e non mi è sfuggito quel bell'esempio di tifoseria sana.
E poi il solito terzo tempo,non solo tra giocatori, ma anche tra giocatori e tifoserie ... non un insulto, non una discussione, solo qualche pacca sulla spalla e una mangiata tutti insieme: arrivederci al prossimo derby, che vinca il migliore!
Alessandro Antonini - 27/12/2013
premetto che ero tra quelli che facevano tutte quelle cose già citate e così sconvolgenti e disgustanti tipo fumogeni petardi (non so se è stato notato ma sono stati usati solo quando i ragazzi ancora non giocavano), striscioni e salti e allo stesso tempo sono stato tra quelli che ha cazziato le persone quando sono partite le pochissime parole di troppo che io in una conversazione con gli amici dico normalmente, comunque, apparte questo credo che l'articolo sia solo provocatorio, evitabile, e basato su una buona dose di ipocrisia.
in una città così piccola, dove nel mondo del rugby ci conosciamo in molti, soprattutto quelli che hanno giocato recentemente o che magari sono nati qualche anno dopo del 56 cosa pensavate? che al derby non ci sarebbe stato nemmeno un urlo? che ci sarebbe stato il silenzio? che la compostezza (Cit.) sarebbe stata come ad un concerto di musica classica? ma su per favore non diciamo cavolate. fino a giugno ho giocato e sicuramente se avessi giocato il 22 non mi sarei mai offeso del tifo della Reno, ansi probabilmente da avversario lo avrei invidiato. credo che finché quei vecchi dinosauri che si aggirano per il mondo del rugby bolognese non si mettono in testa che per arrivare a livelli alti non c'è spazio per tante squadre la minima cosa che può succedere è che il senso di appartenenza al club si manifesti al massimo proprio in giorni come il 22.
Io sono e rimarrò sempre della Reno, ma mi tolgo il cappello davanti a quegli amici che hanno giocato con il Bologna con cui alla fine mi sono bevuto qualche birretta divertendomi alla grande sia al campo che al pratello, mi dispiace per chi non è venuto!!! ultime due cose leggendo questo forum viene una gran tristezza per primo per l'articolo iniziale, ma di che cosa stiamo parlando? credo che l'autore debba, come già suggerito, scusarsi con entrambe le squadre, cioè con i giocatori di entrambe le squadre che erano i veri e propri attori di quel giorno cosa che non lo erano quei quattro scemi (io ero tra i più scemi!! ) sugli spalti, questo è il sito del rugby bolognese o degli amici del rugby bolognese?
per secondo non posso fare a meno di fare un riferimento diretto, Bruno 56, ma cosa dici? la coerenza dove l'hai lasciata? predichi la non violenza negli stadi e poi minacci qualcuno di spaccargli la faccia? su un sito che dovrebbe essere sul rugby? per favore, ma questo lo leggono anche tutti i ragazzini della Reno e del Bologna che stavano il 22 alla partita!! altra cosa, come è possibile che sempre su un forum sul rugby esca fuori la parola comunista, ma di che cosa parli? non ti accorgi di essere fuori luogo in maniera eccessiva? a 57 e rotti anni ma che stai a di?
concludo dicendo che i ragazzi che il 22 hanno giocato hanno avuto un grosso privilegio, e si un po li ho invidiati, spero che a maggio almeno riuscirò a portare le borracce perché con tutti quelli con cui ho parlato non mi hanno detto altro che: _che emozione giocare con tutta quella gente....

P.S.
credo che siti come questo (.... dopo questo articolo) siano proprio per i vecchi che non giocano più o gli sfigati mezzi rotti come me a cui è rimasto solo da scrivere ste cavolate!

buona digestione del cibo natalizio a tutti e forza Reno
Il Troglo
Paolo SNOB Muran - 27/12/2013
Ou avantipopolo, anche se sono snob (hai ragione) l'ho riletta tre volte, beh dai.. l'accostamento "Rivoluzione culturale" e tifo da stadio l'hai fatta! (forse più per ferire i soggetti ai cui ti riferivi che razionalmente)
Tu che sei meno snob prova a riscriverla..
Concludendo il mio intervento: nulla in contrario sui cori che sostengono la propria squadra, soprattutto se sono seguiti, come nel derby di rugby di Bologna, da episodi davvero originali e belli (per il mondo dello sport in generale), come il coro per l'altra squadra a partita finita e il terzo tempo con le rispettive tifoserie.
Dico solo che vedere riproposto lo stesso tipo di tifo organizzato, (con le stesse frasi , senza nessun guizzo di fantasia). che vediamo da ormai trent'anni in tutti gli stadi di calcio e di basket.....a me personalmente fa un po' impressione ...e mi fa anche cagare!!!! ..ma come ho già avuto modo di dire io sono SNOB.
Viva la fantasia e il rugby
giacomo savini - 27/12/2013
Living by the River - 27/12/2013
@Bruno56
Volevo farti i complimenti non solo per il commento, ma anche per il grado di sportività con cui hai accettato il verdetto del campo :D
Se poi il 56 è il tuo anno di nascita i complimenti sono doppi!
Chapeau.

In secondo luogo, non pensi forse che ciò che uccide lo sport a Bologna siano i presidenti che prometto soldi, case e macchine ai giocatori stranieri di cui infarciscono le loro squadre, e poi li mettono a vivere in roulotte e pieni di debiti?
Dev'essere una caratteristica poi di famiglia, visto che dietro quel cognome ci stanno solo fallimenti: squadre di rugby, stazioni sciistiche, industrie di (lasciatemelo dire: fantastiche) macchine del caffè...

Non ammazza lo sport bolognese, chi spende soldi per comprare giocatore di categoria superiore, salvo che poi si rivela un flop tecnico e un suicidio tattico per la propria squadra?

Pensavo fosse questo, ma se uno così educato e probabilmente istruito come te, dice che è il tifo, forse mi sbaglio.

Però dai... è Natale, mangia il panettone, smettila di rosicchiare il tavolo!
PAOLA - 27/12/2013
Complimenti a Calabrò!!! Non so perché, ma un certo intuito femminile mi fa pensare che il suo articolo sia stato scritto in maniera “strumentale” per scatenare tutti i vostri commenti… Mi piacerebbe contare gli accessi al sito di questi ultimi giorni visti anche i rilanci su Facebook. Ottima strategia commerciale…..continuate così e forse riusciamo anche a far arriva lo sponsor! E pensate…..senza neanche parlare di rugby, o almeno così mi sembra rispetto ad alcuni commenti!!!!
Alberto Natale - 27/12/2013
L'articolo di Calabrò sembra la parafrasi di "Piccolo mondo antico" di Fogazzaro (non so chi l'abbia letto: in ogni caso non vi perdete niente).
Riccardo Boarelli - 27/12/2013
Lo stesso tipo di tifo e non dico altrettanto pubblico ma quasi (e chi c'era se lo ricorda) ci fu 3 anni fa per il derby URB-Bologna (entrambe vinte dal Bologna 0-5 e 21-7) e nessuno sollevó obiezioni in merito... Le conclusioni spero riusciate a intuirle da soli!
Paolo (senza nobiltà - 27/12/2013
..vabbè mi sembrava di capire che l'invito dell'articolo iniziale inducesse più ad una riflessione sul 'tifo" che si fa alle partite di Rugby più che a un sondaggio tra chi assolve e chi accusa ciò che è successo durante il bel Derby del 22.
Se ho interpretato male pazienza , mi sembrerebbe però che il dibattito risulterebbe più interessante.
Per cui dico la mia.
Innanzi tutto mi presento.
Da due anni mi interesso di Rugby perchè mio figlio ha iniziato a giocare nel Bologna.
Da ragazzo ho giocato prima a calcio poi a Basket e consideravo quelli che giocavano a Rugby gli scarsi del pallone.
Da sempre sento dire che il rugby è uno sport bellissimo, con dei valori unici, di amicizia, di rispetto, bla, bla , bla,
Ovviamente c'è molto mito in tutto ciò , ma devo ammettere che differenze sostanziali rispetto agli sport che ho praticato (e che ha praticato mio figlio) e l'ambiente del rugby esistono.
La tengo corta:
La predisposizione al sacrificio da parte degli atleti non è paragonabile.
La passione degli educatori (allenatori, accompagnatori) è alta anche se per onor del vero anche negli altri sport la si incontra
La società mi sembra che si faccia in quattro per essere efficiente e per cercare di creare un bell'ambiente (mi riferisco alla mia esperienza nel Bologna 1928 ma non ho nessuna ragione per credere che sia diverso nelle altre società che non conosco)
Il comportamento dei genitori delle giovanili che negli altri sport, il calcio in particolare, è vergognoso...qui è senz'altro meglio, con alcune scivolate, migliorabile, ma senz'altro meglio.
A tal proposito ricordo le parole di un mio allenatore che mi diceva che la squadra ideale sarebbe una squadra di orfani....
Torno al tema,...alle cose positive che ho elencato vanno aggiunte ore le medaglie che indiscutibilmente il Rugby può appendersi al petto, unico sport tra tutti. Quando la partita finisce, finisce tutto...ci si stringe la mano, si fa il terzo tempo (anche se per la verità a volte non c'è una gran festa), ci si ferma a parlare con i tifosi dell'altra squadra con una birra in mano.
Naturalmente io fino ad ora ho solo visto partite con scarsissimo pubblico, come ben sapete le partite delle giovanili sono seguite quasi esclusivamente dai genitori, amici degli atleti in campo, ed è per questo che ero curioso di vedere come fosse il tifo in un derby di serie C a Bologna.
Deludente devo dire.
Niente di grave ovviamente, ma sentire gli stessi slogan che da più trent'anni sento negli stadi di calcio lanciati contro la squadra avversaria mi ha messo noia tendente a tristezza. Tristezza per la mancanza di originalità,di fantasia. Una omologazione culturale subita anche da chi, per le ragioni che ho elencato prima, si sente diverso dagli altri.
Una tristezza diversa da quella di aver perso il Derby che alla luce della partita vista è stato il giusto esito...(a proposito rassicuro gli intervenuti al dibattito, che non ho rosicato nessun tavolo, ho mangiato per natale e sono riuscito anche a dormire)..è una delusione che nasce dal non aver visto nulla di nuovo da parte del tifo, nessuna medaglia da appuntarsi sul petto del Rugby in generale. L'unica magra consolazione è che chi ha espresso quel tipo di tifo, non sono stati i tifosi della mia squadra ma quelli dell'altra.
Non so che tipo di tifo ci sarà al ritorno...io però ora avrei un'idea che sarebbe interessante sapere in quanti condividono.
Vorrei che il movimento del Rugby facesse sua una regola sul TIFO...per primi, gli unici...
Una regola da rispettare, come quella che sancisce che la palla va passata indietro....
..SI PUO' SOLO TIFARE A FAVORE DELLA PROPRIA SQUADRA E NON CONTRO LA SQUADRA AVVERSARIA!!!
chi è d'accordo ?

Ps- per chi che ha paragonato lo stile di alcuni interventi al "Piccolo mondo antico" di Fogazzano" faccio notare che mi piacerebbe essere accostato per lo stile neo-romantico alle opere dell'Aleardi e del Prati
avantiopopolo - 27/12/2013
Aleardi non me lo ricordo ma Prati non era micca un gran che, ha vinto la classifica dei cannonieri perchè giocava con Rivera. Con quei servizi che gli faceva avrei fatto gol anch'io!
alberto natale - 28/12/2013
Albi67 - 27/12/2013
Mah, avrete ragione voi, ma io, da simpatizzante della Reno (mia coetanea) domenica mi sono intristito. Frequento i campi da rugby di tutta Italia da 30 anni e non mi era mai capitato di sentire cori "contro". Avevo giá commentato su Fb questa mancanza di stile lo scorso anno, quando in un bar del centro avevano esposto le bare con la maglietta del bologna rugby e ricordo ancora quando tre anni fa all'Arcoveggio dopo la partita persa avevano rifiutato di festeggiare la "mortadella cup". La Reno é una societá seria, e spero che il presidente, che non conosco bene ma che stimo per il lavoro che sta facendo, faccia qualcosa per evitare che questi comportamenti si ripetano. AT
Anonimo - 27/12/2013
VA BENE TUTTO MA.... - 27/12/2013
Vorrei far notare solo una cosa. Forse la maggior parte della gente potrà aver letto benissimo tutto l'articolo, potrà addirittura anche averlo riletto più volte, ma si vede che non ha letto la parte più importante, ovvero il titolo:"Brisa par criticher"(per chi fosse talmente rimbambito dopo essersi rimpinzato di cibo e dolci in questi giorni festivi spiego che il titolo vuol dire "NON PER CRITICARE"). Chi vuole intendere intenda.
BUONE FESTE ^^
Albi67 - 27/12/2013
Caro Paolo senza nobiltá, la tua é una giusta riflessione, ma la regola che tu proponi é da sempre LA REGOLA del rugby: si può criticare l'arbitro per una punizione ingiusta, un giocatore per una giocata sbagliata, un allenatore per un cambio non azzeccato, ma mai tifare contro gli avversari. Purtroppo noto da questi commenti che non tutti la pensano come me, ma, ripeto, spero che l'articolo di Calabró faccia riflettere i dirigenti della Reno ( e quelli del bologna, che non conosco ma che invito a fare altrettanto). AT
Paolo SNOB Muran - 27/12/2013
non lo sapevo che c'era questa regola ...nel senso che esiste già? ...che è già stata scritta?
beh allora che il movimento del Rugby rispetti la regola che le regole vanno rispettate!!!
senza si e senza ma!
E chi non è d'accordo si adoperi per cambiarle.
Grazie per l'informazione che testimonia che sono un neofita del Rugby
Credo che i giovanotti della RENO (e i giovani in generale) credono che fare il tifo sia sfottere e/o insultare la squadra avversaria.
Tristo risultato dei tempi
Cerchiamo di fargli capire che possono farlo in maniera più creativa e più divertente e alla fine più efficace
credo

Alessandro Zanardi - 27/12/2013
sorpresomanondeluso - 27/12/2013
mah...tutto per un coro fatto a 10 minuti dalla fine... ditemi chi e' stato insultato dagli spalti?? chi e' stato offeso?? mortadella cup rifiutata? primo si avvisa che c'e' una mortadella cup e se le due societa' son d accordo va bene si fa ma non in maniera unilaterale, secondo se l ha vinta il 1928 cosa dovevamo fare? tagliarla? Parlate di fair play.... festeggiare a maggio la retrocessione della reno brindando nel locale da cui saremmo stati cacciati forse lo e'? e vi meravigliate di un coro?? comunque da questo articolo e' venuto fuori solo una cosa .. forse era meglio non brindare a maggio anzi dovevate sperare che ci salvassimo, cosi' forse perdevate un paio di partite in meno.. at salut
machepolemici - 27/12/2013
Mi piacerebbe capire quale sia stato il coro-i cori che hanno provocato tutto questo scandalo....qualcuno di voi autoproclamati SNOB mi cita testualmente le parole infamanti che tanto hanno scandalizzatto il mondo del rugby bolognese ??? Da quello che si legge sembra che siano solo che volati insulti da parte dei supporters della Reno...a parte il "chi non salta" che si é capito che vi é rimasto indigesto eh!!!!... ma alla fine io quel che sto capendo é che il vostro Rugby non é tanto migliore di altri sport come volete farci credere,una polemica di una settimana per un po' di sano tifo????? Ma come siete messi???
Alessandro Zanardi - 27/12/2013
Il rugby è uno sport esattamente come gli altri e tutta quella caterba di boiate che dicono in tv su fratellanza e amicizia in tante partite che ho giocato non l'ho mai vista perché ho preso calci, morsi, pugni, sputi in faccia e ogni genere di scorrettezza metre l'arbitro era girato, detto ciò il tifo che c'era domenica era solo bello e MI AUGURO CHE AL RITORNO ANCHE I RAGAZZI DEL BOLOGNA RUGBY 1928 SI ORGANIZZINO AFFINCHÉ LA PARTITA DIVENTI UNA FESTA SIA IN CAMPO CHE IN TRIBUNA E POSSIBILMENTE ANCHE IN BIRRERIA
Muso - 27/12/2013
Soccia du maron sti commenti...avete rotto di intasare il portale e fb!!!
avantiopopolo - 27/12/2013
Enzo Calabrò - 27/12/2013
VA BENE TUTTO MA... ci ha preso in pieno, il mio articolo non voleva giudicare ne tanto meno colpevolizzare, ma solo sollevare una riflessione su tifo e rugby a partire da quello che ho visto alla Barca domenica scorsa.
Ho letto con molta attenzione e interesse quello che hanno scritto i protagonisti della tifoseria organizzata e i loro sostenitori proprio perchè volevo capire il loro punto di vista e accogliere le loro ragioni senza pregiudizi.
Mi sembra che a parte poche incursioni anche prevedibili quando si apre una discussione pubblica, la maggioranza degli interventi (compreso i 65 mi piace) ribadiscono un'idea di appoggio alla propria squadra molto vicina a come la penso io, è stato enfatizzato il terzo e il quarto tempo, i cori d'onore al Bologna alla fine della partita (che io sinceramente non avevo sentito) e al contempo minimizzato l'aspetto "estetico" e drammaturgico dove il piacere dell'essere era prevalente su quello del rappresentarsi e definito dai più un "sano tifo".
Il problema è che il 22 l'immagine che passava era quella di un gruppo ULTRAS sugli spalti della Barca. Non ho volutamente usato questo aggettivo nell'articolo perchè definirvi così senza conoscervi sarebbe stato, quello si, offensivo, ma adesso che ci conosciamo meglio posso dire che non lo siete, ed è già un sollievo.
Permettetemi di dire, però, che c'è voluto questo scambio di idee per capirlo, perchè lì per lì sono uscito dalla Barca con un dubbio, una perplessità che fa il pari con la vostra sorpresa nel sentirvi attaccati su qualcosa che vi sembrava normale con poche sbavature ma all'interno di un codice etico-sportivo corretto.
Come sempre occorrerà muoverci incontro l'uno all'altro se vogliamo convivere e condividere la stessa tribuna.
Giusto perchè possiate capire quanta strada dobbiamo fare per incontrarci vi confesso che io non sono del Bologna e nemmeno della Reno e nemmeno di un'altra squadra e la cosa probabilmente vi spiazzerà, c'è anche a chi piace vedere e giocare a rugby senza appartenenze.
Un'altra cosa. Quando si gioca a rugby ti devi assolutamente fidare dell'avversario, è la pre-condizione perchè quando ti trovi inerme, per terra, incastrato in una ruck non puoi vivere nel terrore che qualcuno ti dia un calcio in testa e ti faccia molto male. Se non hai questa fiducia e questo rispetto reciproco in campo non ci metti proprio piede. Nello stesso modo devi essere assolutamente certo che finita la partita finisce tutto, debiti e crediti si considerano saldati altrimenti dovresti tenere una contabilità talmente complicata da vivere con la paura di dimenticarti qualcosa e ritrovarti a passare quei 10 secondi di terrore di cui sopra.
Essere rugbisti a tutto tondo, anche sugli spalti vuol dire conquistare la fiducia dell'avversario e chiudere i conti alla fine della partita, Quello che è successo l'anno scorso o 30 anni fa non conta, ce lo siamo scordato come per incanto al terzo fischio dell'arbitro, altrimenti anche tifare diventa un'inferno e non un piacere.
l'Ultima cosa. Sarò "vecchio" ma ancora mi piacciono i pantaloncini con le tasche e le maglie con il colletto, perchè ribadiscono, anche nel vestiario, una identità e una diversità del rugby dagli altri sport, un simbolo, se volete, un lezzo costoso che pago volentieri pur di affermare un modo d'essere sul campo e fuori di cui vado orgoglioso.
Diffido delle scorciatoie a buon mercato, non dei cambiamenti, il rugby anche se 2.0 sempre rugby deve essere, una sua evoluzione un miglioramento e non un saldo di fine stagione della release precedente. Sarò "vecchio" ma non rimbambito.
alberto natale - 28/12/2013
Caro Enzo Calabrò, è giusto porsi il quesito su quale tipo di partecipazione a supporto della propria squadra sia lecito aspettarsi nello sport del rugby. E' giusto auspicare un supporto "british" ai propri beniamini; è ancora più giusto deprecare ogni deviazione rispetto alla correttezza sportiva senza se e senza ma.
Il punto è che queste deviazioni durante la partita del 22 scorso non ci sono proprio state (e mai ci saranno spero) e che tutto il ragionamento suona un po' capzioso e vagamente "letterario" (questo era il senso del riferimento a "piccolo mondo antico"). Se poi qualche piccolo sfottò e qualche goliardica partecipazione (un derby è un derby o no?) possa essere paragonato al tifo del calcio direi che siamo proprio fuori strada e anche un po' in malafede: in gergo giornalistico si può dire che non si vede la notizia.
P.S.: forse voleva scrivere "vezzo" e non "lezzo"
Enzo Calabrò - 28/12/2013
Hai ragione per vezzo ma non per la malafede. Ho solo detto quello che pensavo, come te del resto e anche tutti gli altri hanno potuto esprimersi e chiarire quello che gli passava per la testa, senza paura di essere fraintesi appunto.
Da mediano ho introdotto la palla in mischia e andrò a raccoglierla tra le gambe della terza per passarla all'apertura. Si continua a giocare.
alberto natale - 28/12/2013
Anonimo - 28/12/2013
Indovina indovinello...quale tifoseria, evidentemente non depositaria del "vero spirito del rugbysta", canta immancabilmente ad ogni derby il coro "Neri merda neri merda..."????...sorge quindi un dubbio, questi tifosi sono dei poveracci che dovrebbero andare ad affollare qualche curva calcistica o sarà mica che certe particolari partite sono un mondo a parte, comprensibile solo dalle persone che lo vivono, e voler prendere queste come esempio/interrogativo di deriva calciofila fa sorridere e lascia il tempo che trova???...
Baldo - 28/12/2013
Una squadra priva di senso del ritmo. "Neri merda" non sta neanche in metrica. E visto e considerato che ognuna delle due squadre ha un giocatore di colore mi sa che hai detto una stronzata Bipartisan.
Anonimo - 28/12/2013
Veramente mi riferivo al classico del veneto, Rovigo Padova, e il coro è cantato da sempre dalla tifoseria rodigina ai cugini padovani (il colore del petrarca e' appunto il nero) che invece di stracciarsi le vesti per il mancato rispetto delle "regole" del rugby e piangere agli ormai perduti valori, risponde a tono...e questo non perché le due tifoserie sono di stampo "calcistico", ma semplicemente perche' il derby e' una cosa a parte...a fine partita comunque tutti insieme appassionatamente come al solito...
Baldo - 28/12/2013
Allora chiedo venia, ma vista la china che avevan preso i commenti ho interpretato male.
avantiopopolo - 28/12/2013
Living by the River - 28/12/2013
Io credo che il tifo rugbystico abbia perso la verginità ormai da ANNI.
Il mito del "tifare a favore e non contro" è stato sfatato in migliaia di campi ovunque nel mondo a qualunque livello, che solo gli occhi (e le orecchie) dei meno attenti non hanno ancora colto!
Guardate una partita di TOP 14, guardate quelle tifoserie come sono (pur rimanendo in grande correttezza fuori dal campo, salvo spiacevoli episodi), guardate gli spalti allo Stade de France o degli stadi Sudafricani.

Giocano spesso il ruolo del 16° uomo in campo, e anche i "verginelli" irlandesi hanno osato fischiare sull'ultima trasformazione di Cruden a novembre, che ha sancito la vittoria degli All Blacks all'82°!

Solo in Italia c'è ancora sto voyeurismo in cui si sta zitti con gli occhi sgranati sulla Haka ABs, quando ovunque si intonano canti, inni nazionali, a volte anche fischi irritanti... e se questo può far sentire alla propria squadra la vicinanza e trasmettere la forza di 20, 400 o 40.000 tifosi intorno a loro, ben venga!

Detto questo, ricordo anch'io per l'ennesima volta che domenica 22 si sono sentiti cori simpatici, cori a volte strafottenti ("Carlino scrivi di noi.." :D), ma mai offensivi: il coro finale "Bologna-Bologna", l'applauso di tutti agli avversari, il silenzio su ogni calcio piazzato credo siano significativi della sportività della tifoseria.
Paolo - 29/12/2013
Cazzo mi sono sbagliato, ha ragione avantiopopolo, era Lodetti e non Aliardi che volevo citare
Lodetti e Prati...
Passato troppo tempo ....la memoria....
Viva la Reno
rambaldi romano - 29/12/2013
ziolelli - 30/12/2013
Complimenti Calabrò,ancora una volta sei riuscita (non è un refuso:sei come una femmina)a creareun casino! ti voglio bene.Buon anno!
Gianni Zanasi - 31/12/2013
Caro Enzo, io c'ero e quando la parte del Reno si è lasciata andare ad un tifo che non assomigliava a quello del rugby, lo posso comprendere, vincevano e bene e la gioia e la goliardia può travolgere i sostenitori, se tra loro poi ci sono i nuovi tifosi del rugby ancora farciti da altre forme di tifo che noi non gradiamo. Impareranno! Dobbiamo per ora rassegnarci ad accettare i nuovi tifosi con le loro deviazioni ed insegnar loro cosa significa andare in campo a giocare CON e non CONTRO: Il tuo articolo, evidentemente provocatorio, di stampo giornalistico, ha dato la possibilità di leggere tante risposte e capire che c'è ancora da lavorare per evitare che il rugby degeneri nei tristi spettacoli che si verificano nel calcio. Se non permettiamo di capire ed educare al rugby i nuovi tifosi, il rugby rimarrebbe nell'angolino nel quale ha sopravvissuto in Italia da oltre ottant'anni.
Flanker8 - 01/01/2014
Quando si chiede alla mamma di un bimbo perchè lo ha portato a giocare a rugby frequentemente la risposta è non ne potevamo più dei modi del calcio ...... Dall' allenatore che urla ai genitori che pensano di avere un fenomeno in famiglia ecc....ecc....
Io ho una bimba di 9 anni ed è da quando ne ha due che la porto allo stadio a vedere il rugby, vorrei continuare a portarla e vorrei che tutti i genitori possano poter portare i figli allo stadio senza la preoccupazione di incappare in sceneggiate da baraccone come abitualmente si vedono al calcio.
Caro zanasi hai ragione, ma se il prezzo da pagare è riamnere uno sport di nicchia sono ben felice che ci rimanga con il suo stile che non necessariamente deve essere per tutti.
I comportamenti negativi non risiedono solo nei cori che non ho trovato tanto volgari, ma nelle bottiglie di super alcolici che giravano e che non aiutano a contenere il ns lato peggiore!
Diamoci una regolata e rimaniamo quello sport frequentato da fidanzate, mogli e bimbi andiamo tutti insieme in meta e facciamo crescere questo sport con tutti i suoi valori sopratutto fuori dal campo.
Basi
...Esagerè! - 03/01/2014
holigans - 02/01/2014
Il vero tifo da stadio non sapete neanche dove sta di casa se considerate quei 4 ragazzi ultras... andate su YouTube e poi guardatevi qualche video sugli ultras del calcio: violenza, fanatismo politico, razzismo, insulti a famigliari, minacce questi sono solo alcuni aspetti caratteristici del tifo da curva di calcio e non solo... non so se lei lo ha notato calabrò ma obbiettivamente sta roba non c'era il 22
Fabio Tarantino - 05/01/2014
Ero anch'io alla Barca il 22 sugli spalti, ho giocato negli anni 70, seguo il rugby da 40 anni, ho girato molti stadi ma non avevo mai visto la "torcida" di qualsivoglia tifoseria ... fatto curioso e fonte di riflessione di come questo sport stia lentamente scivolando verso una omologazione di altri comportamenti "sportivi" ben noti. Nulla di scandaloso, sono i tempi in cui viviamo, dove la globalizzazione dell'informazione e la spettacolarizzazione degli eventi porta a mescolare componenti diverse per cultura e tradizione e a imporre una certa dose di protagonismo. Rimango legato ai valori tradizionali del rugby siano essi in campo o fuori, distinguono persone adulte, educate e che sanno divertirsi godendo insieme dell'evento sportivo a cui assistono. I protagonisti rimangono i giocatori in campo. Quando iniziai a giocare ricordo che un "vecio" mi disse: " ricordati bocia, un giocatore di rugby lo è per tutta la vita", una sorta di responsabilità che ti porterai in campo e fuori: insegnare i valori di questo meraviglioso sport che è scuola di vita. E' quello che ho cercato sempre di fare. Nella chiassosa "torcida" di domenica 22 dicembre probabilmente ve ne erano pochi ... mi auguro che al prossimo derby le tifoserie si possano e vogliano mischiare per godere insieme della festa, così come avviene nei veri campi di rugby ! A tutti un sereno 2014 !
esultiamoquandovogli - 07/01/2014
non mi sembra che c'erano persone ne ubriache ne moleste sugli spalti, e direi che nessuno si e' sentito in pericolo di vita .. ne adulti ne bambini... anzi secondo me si son divertititi tutti a sentire dei cori e incitare per 80 minuti anche se solo una squadra, ma la colpa non e' nostra.. la differenza e' che nella reno c'erano sugli spalti gente giovane che vive il rugby come si deve viverlo nel 2014 e non come 40 anni fa quando sugli spalti di qualsiasi categoria si contavano 10 spettatori quando non pioveva... se avete nostalgia del vecchio rugby beh provate a trovare una videocassetta di italia-tunisia e godetevela tutta.. non so che dire ... avrei voluto solo vedere se il 1928 avesse condotto e vinto la partita cosa sarebbe successo da parte dei loro supporters... ma questo per adesso e' solo un sogno ... ma se e quando accadrà saremo li' ad applaudire senza polemiche da dinosauri del rugby e non solo.. sapremmo accettare la sconfitta senza polemiche da processo del lunedi...giusto per differenziarci dal calcio nella vittoria e nella sconfitta..
dinosauro - 07/01/2014
Ciao esultiamo quando vogliamo ....
Secondo te: ANCHE OGGI UN PUBBLICO DI MERDA è da nuova tifoseria moderna ed evoluta.
Oltre al caffè sport Borghetti che non ho visto c'era dello ZABOV mescolato a Birra vin brûlé ed altro .....
Forse sei tu che hai visto solo un Rugby di basso profilo e probabilmente è quello che ti meriti
Comunque io facevo il tifo per la Reno !!
alberto natale - 08/01/2014
Capo Ultrà - 08/01/2014
Buonasera,
Dopo 55 commenti e dopo 2 settimane dalla pubblicazione di questo articolo, anche s e può sembrare inutile lasciare un ulteriore commento mi pare doveroso lasciare scritta la mia opinione.
Sono state dette tante cose e, secondo me, caro Enzo, si è perso il focus dell'articolo, quindi risponderò citandolo.

"non solo per i cori tipo chi non salta nonsocosa è, o i petardi o l'aggregazione autorappresentativa e organizzata con il capotifo e le magliette tutte uguali, ma sembrava calcio per il modo con cui si interpretava l'evento. "

Nessun petardo è mai stato lanciato.
L'aggregazione autorappresentativa non è altro che un gruppo di amici.
Le magliette tutte uguali è un modo per ricordare l'evento, e quindi la vittoria del derby in casa.
Il fatto che usavamo un megafono, qualche fumogeno, due bandiere, un paio di striscioni e che ripetevamo due coretti da stadio... non vuol dire interpretare male un evento, quale il derby atteso da una vita: vuole dire cercare di sostenere la propria squadra.
Il coro era: chi non salta il Bologna è... Offensivo? mah...

"lamentele da tifosi dell'altra squadra che si sono sentiti a disagio e in qualche modo derisi dai cori della "curva" gialloblu"

Posso capire che i loro tifosi si siano sentiti a disagio, ma ti posso assicurare non per i cori offensivi: sono il capo ultrà, di cori offensivi non ne faccio!
Posso anche immaginare che il loro disagio sia nato dal vedere un pubblico del genere: Enzo, ammettiamo che una tribuna così piena e colorata non si vede in nessun campo d'Italia, in nessuna categoria (a parte al Battaglini)

"forse per mancanza di esperienza o di esempi concreti pensa che tifare per una squadra sia quella cosa lì."

Da 15 anni lavo quel fango schifoso dalle maglie. La Reno mi ha cresciuto, con esempi concreti e con tanta esperienza portata da tante figure diverse.
Tifare per la Reno è una cosa che non si può spiegare, nemmeno insegnare.
Tifare per la Reno è esattamente "quella cosa lì"... ovvero stare in piedi per 80 minuti col cuore che batte all'impazzata ad incitare chi sta regalando una domenica speciale.

Spero di non aver frainteso le tue parole.

Detto questo vorrei, in breve, rivolgermi alle persone che provano in tutti i modi a trovare lati negativi a quella domenica:
Avete detto di tutto (sinceramente neanche ricordo, sono 55 commenti!)... e i superalcolici e le curva da stadio e questo e quello...
La RENO HA VINTO e il tifo era da antologia.

Il Capo Ultrà aka Pugnetta aka Diego Venturi.
uno - 08/01/2014
sembrate dei dischi rotti...
uno - 08/01/2014
..mi riferivo ai capi ultrà
Capo Ultrà - 08/01/2014
Enzo Calabrò - 09/01/2014
brisa par criticher La discussione corre il rischio di diventare battibecco e quindi la chiudo qui. Gli elementi per ragionarci su ci sono per tutti e da molti punti di vista.
Io vorrei soltanto che in una tribuna di rugby, ma anche soltanto in quella della mia città, tra un ragazzino di 14 anni e un vecchietto come me, che di anni ne ho quasi 60, non si sedesse un "allegro" tifoso del "futuro" come quello immortalato da questa istantanea.