DERBY: TUTTI UNITI GLI UNI CONTRO GLI ALTRI


Chi mi conosce sa che avrei preferito che i giocatori del Rugby bolognese si fossero trovati domenica prossima uno di fianco all'altro contro una squadra di un'altra città piuttosto che uno di fronte all'altro a combattersi tra loro.
Mi sarebbe piaciuto che domenica si fosse giocato alla Barca una partita di serie A con in palio un posto nel girone che si disputava lo scudetto piuttosto che la leadership del girone emilia della serie C così come fu quaranta anni fa.
Certo in quaranta anni ci sono stati anche momenti di gloria per il Rugby bolognese, sopratutto sul versante Bologna Rugby, ma sta di fatto che a distanza di anni ci ritroviamo dove più in basso non si può e con delle prospettive a medio termine che non vanno più in là del salto di una categoria.
Il derby ci offre l'occasione per riflettere e pensare che se dopo quaranta anni ci ritroviamo esattamente nella stessa situazione di allora con una squadra che con tutta probabilità si gioca il passaggio in serie B e un'altra che ci riproverà l'anno prossimo, evidentemente a Bologna qualcosa è andato storto.
Una città con quasi 400.000 abitanti, con delle risorse economiche e imprenditoriali all'altezza, con una tradizione sportiva di buon livello, con un'offerta di strutture sportive in quantità e qualità invidiabili per la maggior parte delle altre città della regione, insomma in un territorio non certo depresso il rugby cittadino non riesce a produrre risultati sportivi e numerici proporzionati alle condizioni e alle potenzialità del tessuto sociale ed economico di riferimento.
Sono sicuro che tutti quelli che hanno cercato di far crescere il rugby bolognese negli ultimi quaranta anni ci hanno messo tutta la loro volontà e la passione adeguata per raggiungere dei risultati di livello, e magari ci sono anche riusciti senza però, evidentemente, riuscire a sedimentare i risultati e spesso ci si è ritrovati a ricominciare da zero o poco più.
Nessuna critica a chi ci ha provato, anzi vorrei ringraziarli per averci provato e anche per gli errori fatti nel tentare di aprire una strada che avrebbe potuto facilitare il cammino di quelli che arrivavano dopo di loro, proprio perchè dagli errori si impara e il fardello si lascia sulle spalle di chi li ha commessi.
Il problema non è il passato ma è cosa fare da adesso in avanti,
Chi ha giocato a rugby sa che anche se ci sono dei fenomeni che giocano con te la partita la vince la squadra, se si gioca assieme si può avere dei risultati, il sostegno e l'organizzazione sono la chiave per la vittoria nel campo e fuori. Poi c'è competizione anche dentro la squadra per conquistare il posto da titolare, per dimostrare agli altri e a se stessi di essere forti, ma quando si entra in campo il tuo compagno non è più un nemico, gli avversari sono dall'altra parte e a chi gioca con la tua maglia la palla gliela passi anche se ti sta sui maroni.
Un articolo come questo è quasi banale alla vigilia di un derby, le cose scritte sono scontate e tutti possono sottoscriverle, ma a chi annuisce leggendo vorrei ricordare che non basta essere d'accordo occorre anche fare qualcosa perchè le 'banalità' si traducano in realtà.
Non parlo soltanto ai presidenti e ai dirigenti delle 4 società bolognesi, parlo anche a chi pensa di non contare niente a chi è fuori dalle stanze dove si decide, a quelli che hanno giocato e adesso guardano gli altri giocare e ogni tanto danno una mano, parlo a quelli che non hanno mai giocato ma gli sarebbe piaciuto e intanto darebbero una mano se glielo si chiedesse, parlo a quelli che stanno giocando e quando entrano in campo si immaginano di essere dei gladiatori e gli sembra di star già dando tutto quello che possono, parlo ai quasi 3000 visitatori unici di questo sito nei suoi tre mesi di vita.
E' questo ampio spettro di giocatori, ex giocatori, appassionati, amici che deve far valere un modo di vedere lo sviluppo di questo sport nella nostra città che sia gioioso e solidale, rispettoso e collaborativo, sincero, combattivo e determinato come lo eravamo noi quando giocavamo, come pretendiamo che siano i nostri giocatori quando li sosteniamo.
Domenica scenderemo in campo e ce le daremo di santa ragione, com'è giusto che sia, saremo divisi ma spero che lo saremo solo per 80 minuti!

EC

Alessandro Zanardi - 19/12/2013
Da giocatore della reno (anche se gioco in prestito a udine) mi auguro che domenica vincano i giallo-blu ma mi auguro anche che la rivalità che divide non solo bologna 1928 e reno ma anche tutte le altre compagini locali sia solo in campo e che a livello dirigenziale ci possa essere una collaborazione e un'intesa affinché il rugby di una città importante come Bologna sia sempre proiettato verso un futuro migliore.
P.S.
Sugli impianti sportivi avrei qualcosa da ridire perché se ci si guarda intorno anche a livello regionale c'è da vergognarsi
avantiopopolo - 19/12/2013
Si, però vergognarsi di avere lasciato andare in malora l'impianto. Quando ti affidano una casa va tenuta bene, anzi, ci si dovrebbe dare da fare TUTTI DI PERSONA, manualmente, per migliorarne l'efficenza e l'aspetto. a cominciare dai giocatori che sono i primi ad usufruire delle strutture del proprio Club.
EC - 19/12/2013
Avantiopopolo - 19/12/2013
Caro EC, per imparare dagli errori commessi, ci vuole la testa adatta. Ma se gli "errori" di chi ti precede sotto sotto (e neanche tanto sotto) ti sono piaciuti, si persevera ancora con lo stesso stile, a qualsiasi costo e alla faccia del cosiddetto "INTERESSE DEI RAGAZZI" (i giocatori). Tè non vuoi stare capito! Te lo ripeto : qvant l'è mérda, piò 't l'armasd e piò la fa pozza!!!
Anonimo - 19/12/2013
Flanker 8 - 19/12/2013
Sono stato accolto a bologna dal mondo del rugby come non mi era mai successo, persone fantastiche ! Non lo dico per sviolinare, ma la differenza fra quello che oggi si chiama rugby di qualità e tutto il resto risiede a mio avviso in una parola PROFESSIONISMO, territorio difficile da esplorare, con molte insidie, ma anche grandi oppotunitá.
Quando parli con le societá che fanno qualitá sopratutto all'estero e chiedi come avete fatto a raggiungere questi livelli ? La risposta è quando siamo diventati professionisti!
So che qualcuno non sará d'accordo, ma questa è la dura veritá - la qualitá porta alla vittoria, la vittoria porta alla notoritá la notorietá porta gli sponsor che servono per fare qualitá.
Concludo dicendo che Bologna avrebbe lo spazio sia per il professionismo che per gli amatori, ma oggi a Bologna abbiamo solo tante brave persone che amano questo sport, lo interpretano ognuno a loro modo e ringrazio tutti quelli che lo fanno perchè senza di loro tanti ragazzini non conoscerebbero questo sport che tanto amiamo e che ci appassiona
Kia kaha ! Siate forti
avantiopopolo - 20/12/2013
romeo - 19/12/2013
Dopo 30 anni passati dentro ed affianca alla Reno, lasciami dire che la scelta al mio arrivo a Bologna fu tra una dirigenza spocchiosa e superba in cachemire che predicava la genetica inferiorità dei cugini e Frezzotti con il suo impermeabile bianco sdrucito .
Qualche maligno ha sostenuto che fosse sempre lo stesso per oltre 30 anni.
Mentre i primi con il linguaggio forbito e talvolta la erre moscia pretendevano di farci entrare dalla porta di servizio, frezzotti quando ti voleva bene ti mandava a fanculo .
La mia scelta allora fu semplice.
Quegli uomini non ci sono più e se qualcuno vuole fare un passo avanti per il bene del rugby bolognese, lo faccia, ma caro Enzo, non impedirmi di vivere questo derby secondo lo spirito della profezia lanciata nel 67 da Frezz : un giorno vi guarderanno dal'alto in basso anche in classifica.
In verità fù assai più e colorito
Domenica, se lo trovo nel'armadio metterò un impermeabile bianco
Anche per raccontare il Frezz a chi non l'ha conosciuto
Anonimo - 19/12/2013
Peppone e don Camillo ....
rossoblu' - 20/12/2013
speriamo che l'impermeabile non debba servire , che poi fa un freddo, comunque , Peppone e Don Camillo....
avantiopopolo - 20/12/2013
Arcibaldo & Petronilla; Andy Capp & Florrye; Socrate & Satippe
Bruno 56 - 20/12/2013
faccetta nera - 20/12/2013
questo avantiopopolo mi sembra che piu' di criticare dopo che altri esprimono il proprio (anche se non condivisibile) parere non si metta avanti ( e basta ) con una qualsiasi fattibile idea scatenante e/o illuminante.... che tristezza; il solito criticone so tutto io chesenonmirompevoilginocchiogiocavoinserieA
avantiopopolo - 21/12/2013
giuletta - 21/12/2013
Caro Romeo tanto astio mi dice che la vita non è stata molto generosa con te.
Diverti con la tua squadra visto che è favorita per la promozione .
per il bruciore di stomaco Maalox o Gaviscon e va subito meglio.
La vita è lunga il Bologna ha festeggiato 85 anni (ma anche la Reno 45)e gli alti e bassi ci stanno.
Nello specifico la rivalità non è mai stata tanto grande con Reno non avendo quasi mai fatto le stesse categorie ,prima sopra e di recente sotto.
Inoltre molti giocatori hanno giocato in entrambe le squadre,anche se principalmente da Bologna a Reno che nel lontano passato faceva poco nelle categorie giovanili .
La vera rivalità sportiva era con Ova in provincia e Parma in regione.
Riguardo i dirigenti di 30 anni fa mi sa che tu non li abbia conosciuti(Willi,Dovesi,Robustiano,Lami a loro volta giocatori degli anni 40) altrimenti non potresti dire cose cosi' imprecise.
Stai allegro è solo una partita .
ps.Non è che al Bologna non ti hanno preso perchè troppo tristo?
romeo - 21/12/2013
Ti chiedo scusa se le mie parole hanno generato un simile commento.
Ho solo rappresentato tutto con ironia e voglia di accendere un fuocherello e dare sale ad una minestra fredda e senza sapore, quale per lunghi anni è stato il mondo del rugby bolognese.
Ho conosciuto uomini del Bologna rugby che ancora ammiro e stimo, ma mi riferivo a quelli che hanno impedito in tempi passati CHE IL NOSTRO RUGBY diventasse altro dalla miseria, da cui solo la tenacia della Reno ci ha permesso, forse di uscire.
Là tua acredine mi dice che quel mondo ancora sopravvive in ognuno di noi.
Volevo aggiungere gioia ad un evento che a 50 di distanza dal mio approccio con una palla ovale ancora me ne procura.
2 precisazioni:
Il Bologna rugby non mi ha scartato in quanto scarso perché a questi tempi ero un ex giocatore in verità assai modesto
Uno dei dirigenti del Bologna rugby faccio cenno una sera disse: voi della Reno entrate in campo per gli allenamenti quando l'ultimo dei nostri è uscito; ero presente e la mia naturale propensione a stare con i deboli mi fece decidere con chi stare .
Alfine comunque tu la pensi ti abbraccio e buon derby
MAICTAISON - 21/12/2013
fiducioso - 21/12/2013
Partiamo dal presupposto che meta di quello scritto fino ad ora riguarda un rugby attempato che non rispecchia più la realtà del rugby moderno.
Presumiamo che le società di bologna si uniscano (e già qui ci sarebbero discussioni sul nome della squadra) si potrebbe fare affidamento su un numero enorme di giovani giocatori dall' Under 8 all' Under 20, 4 impianti due da gioco e due da allenamento, un bacino seniores di più di 50 giocatori tutti, e dico tutti, che competono per la prima squadra; la possibilità di giocare con 2 squadre ad alto livello richiamando l' attenzione anche di giocatori universitari di bologna italiani e non. Direi che tenendo conto di quello appena detto unendo le due o più società si creerebbe una franchigia niente male. Unico problema le dirigenze delle società che non intendono collaborare tra di loro solo per non perdere le loro identità, soluzione: una franchigia che permetterebbe di mantenere i nomi delle società ma formare una o più squadre più forti e competitive.
Anonimo - 22/12/2013