CI VEDIAMO MARTEDI'


Felsina S. Donato 8
Umbria Rugby Ragazze 23

Alla seconda partita casalinga delle Fenici in tribuna siamo in quattro gatti e tre topi, nel senso che dopo una decina di minuti dall'inizio, con le Umbre in vantaggio di tre punti, si presentano due ragazzini dell'under 12 della Fortitudo con un loro amico. A 10-11 anni al Pilastro di domenica si pu˛ andare in giro da soli e bighellonare tra le strade semideserte. Nadir e Avram si siedono in tribuna per niente timidi e salutano con un sorriso largo.
Le Umbre segnano una meta su un errore di placcaggio e poi la trasformano mentre Nadir si avvicina e mi chiede quando sarÓ la loro prossima partita. La delusione dello svantaggio Ŕ compensata da questa domanda, in allenamento Nadir Ŕ tra i pi¨ indisciplinati e non mi aspettavo di vederlo qui alla domenica pomeriggio e non mi aspettavo nemmeno la sua faccina delusa nel sapere che si giocherÓ solo a gennaio del prossimo anno.
"Qual'e la nostra squadra?" domanda. Sono le rosse Nadir quelle che adesso introducono in mischia, le rosse Nadir quelle che adesso attaccano, quelle che seminano le avversarie, quelle che segnano la meta!!!. Brave Fenici, ci voleva proprio una bella meta per riprendere coraggio in campo e allegria fuori.
Le Fenici continuano ad attaccare e costringono le avversarie a ripetuti falli, placcaggi alti, fuorigioco nelle ruck e intanto si avvicinano ai pali. Fischio dell'arbitro, si aspetta di vedere la direzione della manina... Ŕ di qua si piazza.
"Cosa fa droppa?" domanda Nadir. No piazza, chissÓ se ha capito, Di sicuro per˛ ha capito quando la palla passa sopra la traversa: fa un salto, un urlo e domanda: "quanto siamo?". 10 a 8 Nadir si pu˛ vincere.
Oppure no, perchŔ adesso sono le nostre ragazze che per contenere la reazione delle umbre commettono falli a ripetizione facendogli guadagnare terreno e permettendogli di avvicinarsi alla linea di meta. Si calcia per allontanarle ma in un attimo sono di nuovo lý a due passi e con quella terza linea e quel centro che hanno ho un brutto presentimento. Infatti due ripartenze dalla ruck un'apertura veloce, un placcaggio indeciso e le umbre vanno in meta.
Fine del tempo, Avram parlotta con il suo amichetto che gioca a calcio e quando gli chiedo se gli piace il rugby non fa quella faccia schifata che di solito fanno i calciatori quando si fa questa domanda e anche se il si non Ŕ dei pi¨ convinti non dispero di vederlo al campo uno di questi giorni.
La partita ricomincia ma Nadir Ŕ pi¨ interessato a sapere quando arrivano le maglie e di che colore sono e se ognuno avrÓ il suo numero e se rimarrÓ sempre quello per tutto il campionato.
Sono bellissime le nuove maglie Nadir, diverse da tutte le altre, con un'aquila sul petto e se vuoi avere sempre lo stesso numero vai a prendere la palla che Ŕ uscita dal campo. Lui corre mentre le ragazze lo aspettano per ricominciare a giocare; prende la palla, me la passa, io calcio e stavolta va di lÓ al primo colpo, per fortuna.
La partita va avanti un po' smorta, molti errori sul passaggio e il gioco dei trequarti felsinei, che di solito Ŕ spumeggiante, oggi Ŕ lento e la fantasia non compensa a questi ritmi la prevedibilitÓ delle giocate.
Poi, come spesso succede, due fischi dell'arbitro a nostro favore ridanno animo e ritmo al gioco e giÓ che siamo arrivati intorno ai ventidue metri dalla meta si prova a sorprendere la difesa. Una, due, tre volte ma l'arrembaggio delle rosse si infrange sulla difesa e la palla Ŕ come se fosse un oggetto di plastica che le onde tentano di far passare al di lÓ della barriera corallina. Un'ondata infranta, molta schiuma, l'oggetto scompare per un attimo e poi riappare distante, sulla cresta della prossima onda che come la precedente si infrange e schiumeggla senza aver la forza di appoggiarlo sulla bianca spiaggia al di la degli scogli.
"Dai, dai" grida Nadir assieme a tutti gli altri me compreso, Ma quando la palla ritorna a metÓ campo dentro e fuori dal recinto si Ŕ capito che quell'assalto appena concluso sarebbe stato l'ultimo. La meta e il calcio delle umbre hanno chiuso una partita giÓ persa una decina di minuti prima di quei punti segnati dalle avversarie o della fine decretata dai tre fischi finali.
"Dai entriamo adesso?" domanda Nadiir che Ŕ giÓ da un bel po' che non ce la faceva pi¨ a star lÓ fuori senza poter toccare la palla.
Saluto Avram che alza il dito quando gli ricordo l'allenamento di martedý e con Nadir entriamo in campo incrociando le fenici in uscita. Forse la delusione sui loro volti sarebbe stata stemperata da un sorriso se solo avessero visto e sentito quello che era successo a bordo campo mentre loro giocavano,
Non era quello il momento per raccontarglielo ma adesso si, voglio ringraziarle per la mano che hanno dato a questi ragazzi, per l'esempio e quel ricordo che rimarrÓ nella loro mente, perchŔ questa sarÓ, per sempre, la prima partita di rugby che hanno visto.

Leggi il commento della partita sul sito delle Fenici

Foto di Ilaria Frigerio

Erika13 - 16/12/2013
...questo Ŕ il meraviglioso e fangoso romanticismo rugbystico :))
avantiopopolo - 16/12/2013
avantiopopolo - 16/12/2013
Quel guufo con gli occhiali, che sguardo che ha! -Me lo prendi papÓ?-