LIONS CONTRO LYONS, OVVERO L'ORTOGRAFIA NON CONTA NIENTE


Lions 0 Lyons 50

Tra infortuni e malattie i Lions ne lasciano a casa una decina, e oggi se la dovevano giocare con i Lyons di Piacenza. Anche se hanno il nome sbagliato (leoni in inglese non si scrive con la ipsilon) loro sono a punteggio pieno e hanno sempre fatto minimo 40 punti, 111 contro l'Academy2.
In quelle condizioni, con i più forti giocatori sotto le coperte o a bordo campo, prenderne 50 non è poi stato così male; i piacentini erano ben organizzati nel gioco chiuso e nei punti di incontro, in compenso quando aprivano sulla linea dei tre quarti se non si trovavano già in superiorità numerica riuscivano con facilità a trovare il buco nello schieramento difensivo dei Lions o la debolezza sul placcaggio.
Con l'esito della partita scontato si cercava nella formazione di casa qualcosa di apprezzabile nel gioco, qualcosa che desse un segnale per le prossime partite. Sarà stato che i giocatori assenti erano proprio quelli nei ruoli chiave o che è difficile fare bel gioco quando gli avversari sono così forti, sta di fatto che nel campo avversario i leoni ci giocavano solo quando calciavano di drop dopo una meta subita, poi di nuovo in difesa a lottare e cercare di fermare delle furie scatenate.
In questi casi si dice ai giocatori che una partita come questa vale come esperienza, ma poi in realtà quando li vedi in cerchio alla fine della partita che si salutano e al tavolo del terzo tempo che ridono e scherzano tra di loro si capisce che si sono divertiti lo stesso, molto più spensieratamente di qualsiasi esperienza e il gusto o il piacere lo hanno trovato ognuno per i fatti propri in una qualche maniera a noi sconosciuta e incomprensibile.