IL BOLOGNA GIOCA BENE MA PERDE MALE


Bologna 22 Ferrara 29

La partita di oggi da vedere assolutamente nel cartellone dell'Under 16 era quella tra il Bologna 1928 e il Cus Ferrara, entrambe posizionate nella parte alta della classifica e provenienti da due risultati positivi contro squadre di valore.
Entrando all'Arcoveggio dal lato della club house si ha l'opportunità di vedere le squadre che si scaldano nel campetto dietro alla tribuna e si valutano le dimensioni dei giocatori e i movimenti dei singoli. Poca cosa per dare delle valutazioni affidabili ma questa volta salendo la scaletta il commento di Marco Minardi è stato perentorio: "hai visto l'apertura del Ferrara? quello ci darà del filo da torcere".
Ci siamo seduti uno accanto all'altro io e Minardi e le sue osservazioni, le spiegazioni del regolamento e le indicazioni tecniche sono state preziose per la lettura della partita e poi anche se non fosse stato così mi ricordava talmente tanto suo padre Paolo che stargli vicino sarebbe stato comunque un grande piacere, l'occasione per rivivere la passione che "il Furbo" ha saputo trasmettere oltre che al figlio a un'intera generazione di rugbisti bolognesi.
Fischio d'inizio e il Bologna parte a tutta, pressione-ruck-aperture e nei primi 10 minuti siamo già 12 a 0. Il Ferrara sembra stordito, incapace di organizzare una benchè minima reazione, un'azione decente o solo semplicemente un possesso valido.
Un calcio di spostamento porta il gioco nella metà campo del Bologna, e da una touche in prima fase l'apertura del Ferrara buca, deborda e segna.
"Te l'avevo detto io?" esclama Minardi, "Quello lì ci farà dannare per tutta la partita".
Il Bologna non sembra ancora valutare a pieno la minaccia anche perchè, come è giusto che sia, conta sulla propria forza e sulla presunzione e consapevolezza di una propria superiorità. In effetti lo spostamento di Dumitrascu a mediano di mischia da vitalità al gioco degli avanti e intorno agli avanti garantendo comunque buone aperture alla linea dei trequarti. Consapevoli o no i ragazzi del Bologna costringono il Ferrara a difendersi allo spasmo fino a dover concedere una meta tecnica.
La trasformazione fallita, come spesso succede, è il segnale di una riscossa possibile e in effetti da quel momento il Ferrara sale in cattedra, o meglio la minaccia con il numero 10 sulle spalle decide che è arrivato il momento di cambiare le sorti dell'incontro.
Con un intercetto segna e trasforma una meta al centro dei pali, poi buca la difesa e fa un calcio a seguire per i suoi che raccolgono e segnano, poi con un cambio di velocità si infila tra la linea di difesa e segna di nuovo, poi lancia una terza centro, nel senso di una terza linea spostata come centro nei trequarti dall'inizio della partita, che segna rompendo il placcaggio.
Minardi in tribuna non sta più nei panni, urla agli allenatori in campo di fare qualcosa, prima suggerisce e poi si scusa, anche lui sa che magari la minaccia l'aveva annusata con anticipo ma la puzza adesso la sentono tutti e stanno già correndo ai ripari.
Sarà che i rimedi hanno fatto effetto o che la vecchia regola quella che la miglior difesa è l'attacco, o che i ragazzi in campo senza sapere niente o ascoltare nessuno semplicemente non ci stanno, sarà o non sarà ma a 10 minuti dalla fine il Bologna sferra un'attacco con un sostegno infinito, una di quelle azioni che più vai avanti e più ci prendi gusto, un'azione di quelle che quasi ti dispiace di appoggiare la palla in meta e finirla lì.
Sotto di sette e ancora un po' di tempo per provarci, almeno a pareggiare. Adesso è il Ferrara a temere la minaccia, ma non di un uomo solo ma di 15 scatenati, assatanati, inferociti che si buttano in avanti per conquistare un metro, una spallata per avanzare di pochi centimetri, non c'è modo di fermarli, si cercano si trovano e finalmente a pochi secondi dalla fine si giocano alla mano l'ultima chance: apertura rapida, difesa ben fissata, superiorità sull'esterno, passaggio all'ala.... pallone a terra: avanti. Partita finita. 29 a 22 per loro,
"L'avevo detto io, quello là è di una categoria superiore" chiosa Minardi e non si può dargli torto; ma io ho visto anche una bella squadra con i maroni di acciaio (e le mani di burro sull'ultimo passaggio, purtroppo).


Dal sito del Bologna
Oggi sotto a un tiepido sole si sono incontrate le 2 migliori squadre del campionato girone 2 Under 16: Bologna e Ferrara. Il Bologna, guidato dai coach Taddia e Sgarzi, ha dato vita alla più bella partita fino ad ora giocata. Malgrado il risultato finale non abbia dato ragione ai colori rossoblù, si è vista una partita intensa, piena di contenuti tecnici di ottimo livello, giocata con grande cuore e voglia di vincere.

Da sottolineare l'ottima prestazione di Nipoti, che ha dato vita a moltissime delle ripartenze in ogni parte del campo, trascinando i propri avanti e i trequarti in un assedio alla meta avversaria. Da segnalare le due bellissime mete dell'ala Maurizzi, che con grande slancio ha concretizzato il bellissimo lavoro svolto dalla linea dei 3/4 composta da Ferretti, Paolini (autore tra le altre cose di una meta in mezzo ai pali), Ferro, Nerini (un calcio di trasformazione su meta di Maurizzi) e Giacalone.

Capitan Anteghini ha dalla sua avuto la grande capacità di tenere sotto controllo l'intera squadra in un momento della partita molto delicato, per arrivare a scatenare l'inferno negli ultimi 15 minuti dell'incontro quando, dopo aver segnato una meta da Six Nations, si sono viste le più belle azioni del Bologna con un Burzi irresistibile, Campestri su tutti i palloni vaganti, Cagnetta impressionante nei raggruppamenti e nella caccia al pallone, Mecca implaccabile nelle penetrazioni, Dumitrascu scatenato su tutto e su tutti.

Dall'altra il Ferrara si è dimostrata una squadra attenta e capace di risollevarsi nei momenti di difficoltà grazie alla loro coppia di giocatori migliori che, nei ruoli di mediano di apertura e di terza linea centro, hanno fatto sudare sette camicie al Bologna.
Consapevoli che dagli errori si cresce e si impara, i nostri giovani campioni hanno avuto oggi una grande occasione per far vedere e dimostrare il proprio valore in campo: un piccolo passo per il campionato ma un grande balzo per la crescita di tutta la squadra.