FENICI, TUTTO BELLO TRANNE IL RISULTATO


"Pronto, sono una dirigente del Benevento Rugby una mia giocatrice ha riportato una forte contusione al naso, avrei bisogno di fare delle lastre per controllare l'entità del trauma. Potreste mandarmi un'ambulanza, si.. si.. via Pirandello 11, va bene aspetto" .
Chiara, determinata, precisa, efficace, questa è stata l'azione della dirigente campana esattamente paragonabile a quella della sua squadra sul campo del Pilastro.
Il Benevento ha liquidato le Fenici con una pulizia di gioco sorprendente, mischie ordinate sempre vincenti, aperture lineari, ruck ben impostate e ripulite con cura, e ogni volta che le si lasciava una opportunità sapevano come sfruttarla (anche in inferiorità numerica).

Con una squadra così non si può sbagliare mai, un placcaggio fallito e si prende una meta o si perdono decine di metri di terreno, un passaggio impreciso e la pressione ti ributta da dove sei venuta e forse ancora più indietro.

Le fenici ci hanno provato con un gioco fantasioso, sopratutto con la linea dei tre quarti, salto del centro, raddoppio dell'apertura, inserimenti dell'estremo, ma quando la palla arrivava all'ala la difesa del Benevento aveva già chiuso lo spazio e l'azione si spegneva come un fiore che sboccia rigoglioso ma poi reclina la corolla sotto il peso dei petali.

Il primo tempo le ragazze del Felsina l'hanno chiuso in svantaggio di poco e nella ripresa hanno dato l'impressione di riuscire a recuperare, ma ogni volta che si riportavano sotto il break il Benevento allungava.

Sul finire della partita una meta e due piazzati hanno portato lo svantaggio delle bolognesi a tre punti e si è sperato nel sorpasso.
Un epilogo emozionante per il pubblico seduto nella piccola tribuna, una manciata di minuti dove nessuno ha potuto assistere con distacco alle ultime azioni della partita, Il gioco si svolgeva dalla parte del pubblico e le incitazioni degli spettatori si mescolavano al sonoro ben udibile che saliva dal campo. Si sentivano le giocatrici mentre si parlavano, si sostenevano, si rincuoravano e la prospettiva sportiva veniva distorta dal lato umano della vicenda, le passioni si univano e un'aurea affettuosa che avvolgeva tutti dentro e fuori dal campo senza togliere nulla alla forza della gesto atletico, alla rudezza del contatto con l'avversario e con il terreno, alla leggerezza della corsa del centro lanciata verso la linea di meta. Per inciso: quel centro era del Benevento che così chiudeva la partita sul 24 a 16 togliendo alle nostre anche quel punticino che senza dubbio si erano meritate.

Un merito però alle ragazze delle Fenici va riconosciuto, oggi grazie a loro si è inaugurato il quarto campo da rugby di Bologna, altri pali montati e un altro mezzo ettaro conquistato da questo sport e se per ogni sconfitta si aggiunge un campo noi, che non giochiamo più o non giochiamo ancora e quindi non prendiamo botte e non ci rotoliamo nel fango, diamo ragione a Enrico di Borbone quando diceva "Parigi val bene una messa".
.