LA GIOSTRA NEL REGNO DELLA PRINCIPESSA OVALE


U16 - BOLOGNA LIONS (17) BOLOGNA 1928 (43)

Calcio di punizione contro, i miei piedi ben piantati sulla linea di meta, per terra uno dei nostri infortunato e il dottore che gli spuzza quello spry sul ginocchio. Il gioco è fermo e il loro mediano di mischia non può giocarla veloce, quindi piazzano o aprono alla mano con una o due terze dietro la linea dei trequarti o la passano al pilone che viene dentro a tutta. I miei piedi sono piantati sulla linea di meta, le gambe piegate e una mano appoggiata sul terreno, sono lì pronto per la terza ipotesi, se viene dentro il grosso sono io che lo devo fermare e buttarlo giù. Ho tutto il tempo di guardarlo negli occhi il pilone avversario, in attesa della ripresa del gioco. Non è proprio come un calcio di rigore nel calcio, ma quella sfida tra il portire e il centravanti per certi versi ripropone il nostro duello e la solitudine con cui affrontiamo questi pochi secondi di attesa. Cerco di capire dagli sguardi e dai segnali che si fanno se hanno deciso di giocarla con gli avanti e se chi prenderà la palla, in quel caso, è proprio il mio pilone, che tra l'altro è più grosso di me di almeno 20 chili. E' tutta la partita che ci affrontiamo nelle mischie e non è mai riuscito a battermi veramente, si è forte ma non mi ha mai fatto piegare la schiena o costretto a stappare, una o due volte anzi l'ho sentito sbuffare nello forzo, ma forse è solo il suo modo di fare. Comunque adesso non siamo in otto, ma sono io contro di lui, non c'è una seconda che mi spinge sotto il culo, o il tallonatore che mi aiuta a stare in equlibrio, ci sono io e c'è lui, io con i piedi piantati sulla linea di meta e lui che si guarda in giro facendo finta di niente, il furbo. A punteggio siamo messi male, sotto di 20 o 30 punti, ormai la partita è persa, ma oggi ne abbiamo fatti 17 di punti con tre mete. Belle o brutte non conta, ne abbiamo fatte tre e a loro gli ruga, ne sono sicuro. Il dottore è ancora in campo ma da un momento all'altro dovrebbe uscire e la partita ricomincia, non devo perdere la concentrazione: pianto i tacchetti ancora più giù e mi preparo a scattare in avanti per togliergli lo spazio e non fargli prendere velocità, Mi viene in mente la formula E=mc² ma forse qui non centra molto, anche perchè c² è la velocità della luce e in tutta sincerità io a quei livelli non ci sono mai arrivato, nemmeno all'inizio del campionato quando in allenamento si facevano gli scatti e gli allunghi. Ecco adesso il mio pilone si mette due o tre metri dietro al mediano di mischia e si guarda intorno, cerca i compagni, poi guarda in avanti verso di me e incrociamo lo sguardo, se c'erano dei dubbi adesso non ce ne sono più, anche lui ha la certezza di sapere chi dovrà affrontare, siamo noi due sui tacchetti dorati a contenderci la principessa ovale, io sono pronto e tu? Dai arbitro levati dalle palle che si ricomincia, dove sei ciccio, prendi sta palla, dai vieni avanti, dai vieni, vieni.... parto anch'io... a tutta... pack!!!!... preso. Adesso spingete ragazzi, ci vuole la spinta adesso dai.
ec