MEN¨ TURISTICO MARE E MONTI: Ç 10 BEVANDE E FRUTTA INCLUSA


U14 - BOLOGNA LIONS Vs. BOLOGNA 1928 2

Il ponte del 25 Aprile le famiglie bolognesi lo passano al mare e preferibilmente, in attesa che l'effetto serra porti il mare a Imola, si spingono sulla Riviera romagnola. Se c'Ŕ una bella giornata la mattina si passa sulla spiaggia o a passeggio sul lungomare per poi entrare in un ristorante con all'entrata quel cartello a cavalletto che reclamizza: "MENU' TURISTICO MARE E MONTI bevande e frutta inclusa".

Chi ha figli che giocano a rugby oggi non ha dovuto fare quel centinaio di chilometri e la fila in autostrada per ritrovare la stessa atmosfera, oggi al campo della Barca c'era lo stesso sole primaverile, lo stesso ingorgo per trovare il parcheggio e lo stesso andarivieni di gruppi assortiti di adulti e ragazzi.

Il programma prevedeva alle 10 una partita Under 16, poi 2 partite Under 14 e nel primo pomeriggio un torneo a tre squadre di Under 12. Ci saranno stati in tutto almeno 150 giocatori di squadre bolognesi pi¨ i Dragons di Castel San Pietro. Un bel vedere e anche un bel sentire, non il sentire dell'udito intendo, ma quello del cuore, un sentimento di fratellanza e di condivisione, quella complicitÓ che solo il rugby sa dare e che si misura dalla presenza a bordo campo di giocatori zoppicanti o con le braccia ingessate che non hanno voluto stare lontani dalle loro squadre.

Quando i Lions entrano in campo per il riscaldamento le mamme e i papÓ della Reno cominciano a prepare le portate di primi piatti di pasta per i giocatori che hanno appena finito di giocare. Cosi, mentre davanti agli spogliatoi si assapora un men¨ di carne, dentro al campo ci si accinge a servire un men¨ di pesce.

Si comincia con un antipasto di spiedini di seppie e polipi, con la nostra terza che arpiona con i lunghi tentacoli una palla in uscita dalla mischia e infilza la difesa avversaria schiacciando la palla lontano dal centro dei pali. L'incazzatura dell'allenatore del Bologna lascia in area di meta evidenti macchie di inchiostro nero.

Poi mentre lÓ fuori cominciano a mangiare degli ottimi rigatoni al sugo di carne, in campo si servono abbondanti portate di bucatini al burro e salmone offerti dai nostri trequarti che si lasciano forare da un'ottima linea di attacco bolognese che, con canali larghi il doppio del normale e passaggi di 10 metri e pi¨, bucano pi¨ volte la nostra difesa, molle come il burro appunto.

Il primo tempo si chiude con i Lions in netto svantaggio e un gioco molto lontano dai livelli a cui eravamo abituati, la forza degli avversari aiuta ad esaltare i difetti individuali e le debolezze dell'insieme, ma di sicuro una prestazione cosý risulta decisamente indigesta.

Dal bordo campo comincia a salire il fumo e l'odore della carne alla griglia e nell'attesa dell'arrivo del secondo i nostri giocatori cominciano a ritrovare la forza della mischia che oltre a togliere palle ai loro trequarti produce una pressione che ci fa stazionare nella metÓ campo avversaria. Anche se il gioco non Ŕ esaltante la vicinanza all'area di meta ci permette di segnare due volte, una di sfondamento sulla spinta di mezza squadra e una in velocitÓ e scaltrezza con il mediano di mischia in uscita da una ruck senza guardie.

Mentre si assaporava un certo ottimismo dovuto pi¨ alla speranza che alla fiducia vera e propria, ecco che arriva il secondo piatto: stoccafisso con contorno di asparagi bolliti in piedi. Questa era l'immagine che trasmettevano i nostri giocatori mentre gli avversari gli passavano accanto palla in mano e con facilitÓ oltrepassavano ripetutamente la linea di meta.

Per tutto il secondo tempo il ristorante con il menu di carne ha continuato a riempire panini di salciccia ottimamente grigliata e con una varietÓ nei punti di cottura da soddisfare tutti i palati. Noi che abbiamo scelto il men¨ di pesce guardavamo con invidia i vicini di tavola addentare quei pezzi di carne fumanti e prelibati.

Finalmente arriva il fischio finale e mentre le squadre si avviano verso l'uscita arriva di corsa il carrello della frutta, spinto da una cameriera con un sorriso radioso ma molto, molto ambiguo. Ci si avvicina e nelle ciotole troviamo una fantasia di banane e ananas tutte rigorosamente non sbucciate. Cosi non si riescono di certo a mangiare e forse quel sorriso vuole aiutarci a capire dove possiamo mettercela tutta quella frutta dal sapore tropicale.

ec