CE LA FAI? SI.


U14 - RENO 1967 (14) BOLOGNA LIONS (60)

Quanto vale una meta al centro dei pali? 5 punti come tutte le altre, ma se un trequarti supera la linea di meta e il suo avversario è anche solo uno o due metri più indietro, l'istinto lo porta a stringere verso il centro dei pali, affrontare altri giocatori in recupero, rischiare di non fare la meta, pur di schiacciare la palla nel punto g del rettangolo. E' chiaro che in quella posizione la trasformazione è più facile, ma non sono i due punti in più a giustificare quella voglia di arrivare nel mezzo, è un po' come la lode nel 10 o la cigliegina sulla torta, è la senzazione di aver fatto il massimo in quello che si doveva fare e che più di così mon si poteva.

Poi succede che un difensore, imprevedibilmente, riesce a recuperare e si lancia in quella placcata che per tutta la partita non è mai riuscito a fare, succede che nel proteggere la palla si cade in maniera scomposta e il polso si ritrova a sostenere il peso dei due corpi che rotolano avvinghiati.
- Ti fa male?
- Un po'.
- Ce la fai?
- Si.
Si ricomincia a giocare e l'attenzione torna a rivolgersi su ciò che accade nei pochi metri intorno alla palla, si segue con lo sguardo il suo movimento, compiaciuti se succede quello che pochi istanti prima avevi previsto, ma sperando di essere sorpresi da qualcosa di imprevedibile.

Sorpresi lo siamo stati tutti quando si è vista quella placcata fatta con un braccio solo mentre l'altro braccio, quello del polso dolorante, rimaneva attaccato al corpo come se avesse ben altro a cui pensare in quel momento. Fermi tutti sostituzione! Il giocatore esce dal campo e come se fosse una polaroid che si sviluppa sotto i nostri occhi, torna alla mente l'immagine di quella placcata da mettere nell'album dei ricordi, nella stessa pagina di quell'altra foto, scattata poco dopo, che ritrae il capitano al fianco del suo giocatore nella sala d'aspetto dell'ospedale. Questo è il rugby, bellezza [Humphrey Bogart].

Nemmeno sulla panchina del pronto soccorso, nell'attesa tra i raggi e il gesso, si riesce a togliere quel sorriso di soddisfazione dalle labbra del trequarti che ha fatto quell'inutile fesseria con già 30 o 40 punti di vantaggio sugli avversari.

Per il resto tutto bene, 60 punti non li avevamo mai fatti in questo campionato, i problemi emersi nelle partite precedenti sono stati compresi e, almeno oggi, superati: ruck e controruck a balus, difesa aggressiva e sostegno al compagno in penetrazione. Si era chiesto di osare, provare a fare qualcosa in più della normale amministrazione e si sono viste cose apprezzabili ma anche errori che ci sono costati i 14 punti subiti (un intercetto e un contrattacco su un calcio sbagliato). Ma oggi volevamo rischiare e, come si dice, portare l'asticella più in alto, vedere quali problemi sarebbero venuti fuori e su cosa lavorare nei prossimi giorni.

Domenica si torna alla Barca contro il Bologna per l'ultima di campionato e questa è una bella notizia, perchè il terzo tempo oggi è stato veramente da urlo: di salato c'era solo una crescente ai ciccioli che da sola però bastava a giustificare la manina passata dietro alla schiena del compagno per prendere il terzo pezzo, una crescente croccante fuori e soffice soffice dentro, non so se avete capito cosa si intende. Tutto il resto era dolce e bello, veramente bello, colorato e buono: vari tipi di creps con lo zucchero a velo sopra e farcite con ogni ben di dio, poi dolcetti a cilindro con la cioccolata dentro e granella di cocco fuori, crostate, fragole di stagione a pezzi nel loro brodino o lavorate in mousse ........

ec