CHI HA LIMATO LE UNGHIE DEI LEONI?


U14 - BOLOGNA LIONS (14) CESENA (24)

Chi vuol vedere il bicchiere mezzo pieno si limita a guardare il foglio gara presentato all'arbitro: oggi l'elenco dei giocatori dei Lions contava 28 giocatori! Un bel risultato senza dubbio siamo praticamente raddoppiati dall'inizio della stagione, quantità e qualità alla lunga si sa vanno assieme.

Alla lunga forse, alla corta però chi vede il bicchiere mezzo vuoto non può che notare che questa è la quarta sconfitta consecutiva e questa volta non di misura come contro il Colorno e nemmeno come quelle due, devastanti, subite a Rimini che potevano far pensare a una giornata no.

Questa sconfitta è stata netta, una sconfitta vera con quella differenza di punteggio a dimostrare che sul campo non c'era una squadra sola ma due compagini che hanno lottato e se la sono giocata, solo che una è risultata più forte: il Cesena.

Quando si sentono gli allenatori intervistati in televisione dire che la squadra sta vivendo un calo, o che bisogna ritrovare nello spogliatoio e in campo la voglia di fare risultato sembra il solito teatrino delle scuse e delle giustificazioni a cui il mister di turno deve sottoporsi per contratto. E in effetti solo il cronista ha il coraggio di rendere pubblico, senza vaghezze o giri di parole, quello che giocatori e allenatori sanno molto bene ma preferiscono non dire.

I Lions, anche se hanno ritrovato in campo tutti i giocatori in organico, hanno semplicemente giocato male: nelle ruck c'era poca reattività nella spinta e nessuna organizzazione, in attacco poca profondità nello schieramento e nessun sostegno sulle penetrazioni individuali, il placaggio insicuro o, nelle occasioni delle loro mete, inesistente.

Dire che la squadra è irriconoscibile forse è esagerato, ma i punti di forza che ci hanno fatto giocare bene e vincere nella prima metà del campionato, con il ritorno della bella stagione, sembrano essersi disciolti assieme alla neve sui campi di allenamento o abbondantemente diluiti dalle piogge degli ultimi mesi.

Delle volte si pensa che una sconfitta sia anche positiva, perchè fa ritornare con i piedi per terra, ma qui dopo i piedi per terra ci sono finite anche le ginocchia e se non ci rialziamo in fretta ci ritroviamo anche con il sedere appiccicato al fango di quell'ultima pozzanghera sopravvisuta al sole primaverile a cinque metri dalla nostra area di meta.

Cari leoni, sospendiamo la manicure e ritroviamo gli artigli persi, in fretta per favore, mercoledì c'è il Ferrara e vogliamo rivedervi tornare negli spogliatoi dopo la partita con quelle facce allegre e la voglia di correre a casa a riprendere in mano il libro di storia... come? bastano le facce allegre? va be' intanto giochiamo (meglio!!!) poi ne parliamo.

ec