CHI HA NASCOSTO IL TELECOMANDO?


U14 - RIMINI RUGBY (41) BOLOGNA LIONS (7)

Quando sono arrivati gli ultimi tre giocatori il resto della squadra era già in campo per il riscaldamento. Ma anche gli altri hanno raggiunto Rimini sfilacciati, raccolti all'uscita della scuola, un panino al volo e un'ora di macchina. Come diceva Jannacci: "anche da lontano si vede" che oggi in campo non è entrato un branco di leoni ma 13 felini raggruppati casualmente in un unico recinto: solo il colore delle maglie li univa.

La prima partita è contro Il Rimini, calcio d'inizio a nostro favore, un bel drop lungo sull'estremo che raccoglie al volo, parte in progressione senza trovare ostacoli fino a metà campo, scarta due dei nostri e gli altri riescono solo ad accarezzarlo. Meta al centro dei pali.

Si ritorna a metà campo: un bel drop lungo sull'estremo che raccoglie al volo, parte in progressione senza trovare ostacoli fino a metà campo, scarta due dei nostri e gli altri riescono solo ad accarezzarlo. Meta al centro dei pali.

Sotto di 14, era già capitato, ma questa volta c'è qualcosa che non torna, sarà stata la copertura del campo del Rimini fatta di terra rossa, probabilmente quella rimasta quando hanno fatto il campo di baseball lì vicino, quei crateri in mezzo al campo riempiti con sabbia forse prestata da Luigi quello del bagno 23, ma l'atmosfera era da fantascenza, nel senso che sembrava di essere su un'altro pianeta dove contro il Rimini giocava la squadra della Nasa in missione su Marte.

I nostri "astronauti" sembravano appunto vestiti di tute pressurizzate che gli impedivano i movimenti, le bombole di ossigeno che si caricavano sulle spalle ne rallentavano la corsa, e l'assenza di gravità poi, li faceva fluttuare sul campo togliendo la grinta nei contatti.

Mentre il punteggio del Rimini aumentava inesorabilmente, sugli spalti gli accompagnatori dei Lions hanno cominciato a svuotare le borse e rivoltare le tasche dei giubotti alla ricerca spasmodica del telecomando, E' mai possibile che nessuno lo abbia portato? Non era questo il film che ci si aspettava, non era fantascenza che si voleva vedere ma semmai un western, indiani contro cowboy, o un thriller che non si sa chi vince fino alla fine. Cambiate canale, per favore!!!

Alla fine il Rimini ne ha fatti 47 e i Lions 7 con una meta individuale segnata in prima fase sfruttando in una percentuale vicino al 100% le pochissime aperture decenti sui trequarti.

Pochi minuti di pausa e poi il canale TeleLionsHD ha messo in onda il secondo film in programma oggi: "Toro scatenato" la storia di Jack la Motta, un pugile suonato e fuori allenamento che ne prende di santa ragione per 15 round. Senza telecomando si è dovuto assistere a 30 minuti da incubo fatti di un diretto destro in mezzo ai pali, conteggio dell'arbitro e ritorno al centro del ring, gancio sinistro sulla bandierina, conteggio dell'arbitro e ritorno al centro del ring, montante al mento del pacchetto di mischia... e così via fino a 54 per l'Imola.

I nostri non hanno segnato nemmeno un punto stremati da quelle corse a rincorrere gli avversari e dal ritorno al trotto leggero al centro del campo. Si sarebbe potuto salvare soltanto l'ottimo allenamento per il nostro calciatore, con tutti quei calci da fare dopo le mete subite, se non fosse che a un certo punto ha smesso di fare dei drop calciando di collo il più lontano possibile, così come il pugile più debole ad ogni inizio di round corre ad abbracciare l'altro pugile sperando di far passare più tempo possibile prima di ricadere al tappeto.

Oggi, mentre gli altri giocavano a rugby, noi forse influenzati da quella terra rossa abbiamo giocato a basaball: uno contro tutti, gli attacchi non consideravano il sostegno, nelle ruck non c'era un minimo di organizzazione e la difesa non era mai in linea. Insomma in campo sono entrati i giocatori ma la squadra è rimasta fuori. Accettare la sconfitta vuol dire capire gli errori e tentare di correggerli, il telecomando non serve: il canale era quello giusto, quello che va cambiato è il programma messo in onda.

ec