LA RIVINCITA


U14 - RUGBY FORLI (19) BOLOGNA LIONS (21)

Se l'Under 14 facesse un campionato normale quella di oggi sarebbe il ritorno della partita giocata in ottobre, invece si deve parlare di rivincita poichè le partite, o meglio i concentramenti, ancora nessuno ha capito come sono programmati, si fanno delle ipotesi ma nessuno sa con certezza i criteri che la federazione adotta, ma tanto fa non è poi così importante.

Importa invece che il Forlì, in questa stagione, è l'unica squadra che ci ha battuti, e i nostri leoni sono entrati in campo per impedire che la rivincita si trasformasse in una riperdita.

Giocare contro una squadra già affrontata ha poi il vantaggio di calibrare la formazione e il gioco su degli elementi conosciuti e, visto che il mediano di mischia titolare è fuori per infortunio, che la seconda opzione era assente già da due settimane e che il sostituto del sostituto ha dato forfait all'ultimo momento, capire chi mettere mediano di mischia e quale gioco fare non era uno dei problemi più semplici da risolvere.

Alla fine i Lions hanno optato per mantenere una linea di trequarti forte in difesa, per via della loro apertura di buon livello, e di concentrare la forza offensiva intorno alla mischia spostando la terza alla mediana e il pilone terza, e che Dio ce la mandi buona...

Di Dio non ci siamo potuti lamentare e nemmeno de nostri trequarti che alle prime due occasioni hanno bucato sul loro secondo centro segnando in prima fase due mete solo apparentemente facili. Le traformazioni riuscite hanno capitalizzato punti importanti nel bilancio finale.

I forlivesi dopo l'uno due subito hanno cominciato a reagire, puntando sulla loro terza extralarge provavano ad attaccare attorno alla mischia, ma la mossa che i Lions avevano pensato per potenziare l'attacco si è dimostrata valida sopratutto in difesa, i loro attacchi rimpallavano e così il Forlì si è dovuto rassegnare a trovare altri canali per arrivare in meta. Sfortunatamente i canali li hanno trovati e in un primo tempo, che sembrava interminabile, sono riusciti a segnare due mete ma a trasformarne una soltanto.

L'agonismo, chiamiamolo così, cominciava a salire e gli scontri sulle ruck e i placcaggi sul gioco aperto avevano sempre una coda malevola fatta di strattonatine, spintarelle e trattenute che facevono presagire il declassamento da parte delle agenzie di rating dell'indice di nobiltà del gioco da AAA a AA+ se non peggio.

Se il gioco si fa duro i Lions cominciano a giocare, e sanno che quello che fa più male non è un colpo o una scorretezza, ma una meta e se vuoi far ancora più male la trsformi pure, torni a metà campo e li guardi in faccia, dritti negli occhi. Così è stato e si è ricominciato con quel margine di sicurezza nel punteggio che mette serenità a chi è davamti e ansia agli altri.

Il Forlì ci ha provato per tutto il resto della partita a rimontare e superarci e da quel momento il bel gioco non si è più visto, schemi e strategie sono saltati e spesso anche l'autocontrollo tanto che l'arbitro ha dovuto espellere per 10 minuti un giocatore del Forlì reo di aver provocato una rissa. Più che una partita in campo si svolgeva una battaglia, a viso aperto come un'assalto all'arma bianca o l'arrembaggio di una nave pirata, chi aveva la palla andava dentro dritto fino a che poteva, di passare non se ne parlava neanche, se veniva placcato qualcun'altro raccoglieva la palla, non sempre un suo compagno, e andava dentro a tutta fino a che poteva...

Alla fine della partita i Lions si sono trovati davanti di due punti e quelle traformazioni che altre volte ci sono mancate questa volta ci hanno fatto uscire dal campo con i pugni alzati al cielo e un sorriso sulle labbra.

La prossima volta che incontreremo il Forlì sarà quindi la bella e speriamo che bella sia sopratutto la partita e il suo gioco.

ec