I SIGNORI SPETTATORI SONO PREGATI DI RIPRENDERE POSTO IN PLATEA


U14 - BOLOGNA LIONS (39) ALFONSINE RUGBY (14)

Si aperto il cielo, finalmente, dopo settimane di neve e pioggia un bel sole illumina il campo dell'Arcoveggio. I ragazzi escono dallo spogliatoio lasciando una scia all'odore di canfora e corrono disordinati verso il campo come puledri rinchiusi per troppo tempo nella stalla. C' una gran voglia di tornare a giocare, di ritrovarsi di nuovo assieme colorati di arancione e nero con quelle magliette dalla fantasia improbaile ma senzadubbio le pi allegre del campionato.

La tempertura un po' bassa ma il campo perfetto, fischio d'inizio e si ricomincia a giocare, maluccio all'inizio, palle perse nelle ruck e passaggi in avanti, ma senza patemi, l'Alfonsine attacca ma non impensierisce, la difesa c'e e riesce a tenere la partita nella parte centrale del campo. Poi la squadra si distende e con le prime palle veloci in uscita dai punti di incontro i trequarti fanno valere le loro qualit: una, due, tre. Ci ritroviamo a 10 minuti dalla fine del primo tempo in vantaggio di15 punti.

L'Alfonsine non molla e ci rifila una meta di sfondamento sul finire del tempo. Finiamo in attacco come se quella meta subita non ci fosse stata e a sentire i ragazzi proprio non c'era, quella palla era rimasta sospesa fuori dalla linea di meta, ma le lamentele ci sono state solo nell'intervallo, quasi uno sfogo con gli allenatori.

Si ricomincia arretrando di 10 metri + 10 (sistemeticamente) su ogni calcio di punizione contro, come se quei dieci metri conquistati un attimo prima prendendo pacche e testate non avessero valore e potessero essere persi per pigrizia o disattenzione nel riposizionarsi. [c' qualcosa che non va comunque nella ripartenza veloce dalle punizioni, non so come se la furbizia non avesse molto a che fare con questo sport dove il confronto a viso aperto dovrebbe prevalere su malcelate scaltrezze, e poi a mio parere se uno riparte senza dar tempo al riposizionamento degli avversari deve anche assumersene le conseguenze].

Comunque, in campo quasi con rassegnazione si arretra di 10+10, ma poi la placcata inesorabile, la ruck vinta e l'attacco repentino: meta!!! Ancora 10+10? Bene, un'altra meta in quattro e quattr'otto.

La sesta meta arriva con l'apertura della terza linea da una ruck in mezzo al campo, palla al secondo centro che tira il giusto e scarica sull'ala che punta una zolla di terra al di la della linea bianca e nel pi classico ce-la-fa-non-ce-la-fa schiaccia arrotolandosi con due avversari attorno al palo della bandierina. Bella meta, come quelle di una volta e non a caso in campo stata festeggiata con abbracci e mani alzate come se fosse stata la prima o quella del sorpasso.

C'e tempo per un'altra meta prima del rush finale dell'Alfonsine che, come se stessero sotto di 6 punti e non di 6 mete si battono fino alla fine sul lato destro del campo, ancora con gli avanti come nel primo tempo ancora a sportellate e spintoni, e alla fine si ripetono: in un groviglio di mani, polpacci, zucche e sederi l'arbitro vede una palla oltre la linea e fischia la meta.

Poco pi di un borbottio in campo (ma come? ce l'avevo io in mezzo alle gambe ed ero fuori dalla meta!), ma poi lo sfogo forte e unanime arriva con gli allenatori che non possono evitare di rovinare la festa con un "cosa centra l'arbitro? quello l non doveva nemmeno entrare nei 22".

Era gi buio in campo quando si rientra negli spogliatoi e l'ultimo ha fatto in tempo a vedere i fari dell'impianto di illuminazione che si accendevano come a teatro quando dopo l'ultimo inchino della compagnia le luci si accendono sul sipario abbassato.

ec